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CONGO

Azzeramento dazi cinesi, elezioni in Congo Brazaville, crisi politica in Madagascar

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La Cina ha annunciato a febbraio l’eliminazione dei dazi su quasi tutte le importazioni provenienti dall’Africa, una misura che entrerà in vigore il 1° maggio 2026 e che rappresenta uno dei passi più ambiziosi nella strategia economica di Pechino verso il continente. In un messaggio rivolto ai leader africani riuniti al vertice dell’Unione Africana, il presidente Xi Jinping ha confermato che 53 Paesi africani con relazioni diplomatiche con la Cina beneficeranno di accesso completamente esente da tariffe al mercato cinese, con l’unica eccezione dell’Eswatini, che mantiene rapporti ufficiali con Taiwan.

I paesi di tutto il continente hanno speso più di $ 2 miliardi per la tecnologia di tracciamento cinese ,La rapida espansione dei sistemi di sorveglianza di massa alimentati dall’intelligenza artificiale in tutta l'Africa sta violando il diritto dei cittadini alla privacy e avendo un effetto negativo sull’esercizio delle libertà, secondo vati esperti sui diritti umani e sulle tecnologie emergenti.

Il presidente uscente del Congo-Brazzaville, Denis Sassou Nguesso, è stato rieletto per un quinto mandato al primo turno delle elezioni presidenziali di domenica, con il 94,82% dei voti, secondo i risultati provvisori annunciati martedì sera dalla televisione nazionale.Chiaramente troppo frammentata per influenzare realmente queste elezioni, l'opposizione sembra, ancora una volta, essersi condannata a limitarsi ad "accompagnare" il presidente nella sua marcia verso il potere.

In Madagascar lunedi 9 marzo ,il colonello Randrianirina al potere dopo le rivolte di ottobre 2025,ha annunciato lo scioglimento del governo nominando un nuovo primo ministro. Molti ritengono che il potere esecutivo stia pagando il prezzo della sua inerzia di fronte alle crescenti proteste delle organizzazioni giovanili protagoniste delle sollevazioni di  ottobre. 

 

 

 

M23 con le forze ruandesi entrano in Congo

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La scorsa settimana i ribelli del movimento M23 sostenuti dalle forze armate ruandesi sono entrate a Goma il capoluogo della provincia orientale del Kivu. Si parla di centinaia di morti e la situazione sul campo è molto confusa e ci sono notizie di scontri in diverse zone dell'est del paese. Goma è la più grande e importante città del Nord Kivu, una regione ricca di risorse minerarie al confine con il Ruanda, da anni questo territorio è flagellato da una guerra decennale che vede in campo milizie armate, eserciti stranieri, mercenari e signori della guerra.

Il movimento M23 armato e sostenuto dal Ruanda è passato all'offensiva allo scopo di controllare le miniere di coltan, minerale strategico fondamentale per gli apparecchi elettronici, alimentando un traffico clandestino delle risorse congolesi che arricchisce le milizie ma consente anche al Ruanda, privo di queste risorse, di diventare un hub per le esportazioni di minerali strategici. Da questo mercato illecito si approvvigionano le compagnie multinazionali come la Apple, Microsoft e tante altre le quali non si fanno scrupoli ad inserire nelle loro catene del valore i minerali frutto del saccheggio e della guerra.  

Radio Africa: Senegal, Costa d'Avorio, Ciad, RD Congo, Mozambico

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Sempre più paesi, dal Senegal al Ciad, rifiutano la presenza di truppe straniere sul proprio territorio, così come già fatto dagli stati del Sahel. Aumentano anche le critiche agli accordi stipulati precedentemente con le multinazionali per lo sfruttamento delle risorse territoriali, come in Senegal e nella Repubblica Democratica del Congo, dove il governo denuncia Apple perché la ritiene complice del saccheggio delle risorse naturali compiuto dalle milizie.

Il Mozambico, con le sue immense risorse di gas naturale, attira le attenzioni di diverse imprese straniere, tra cui ENI, ma l'instabilità politica determinata dalle elezioni contestate di ottobre 2024 potrebbe estendere la crisi energetica a tutta l'Africa e non solo.

RadioAfrica: Alleanza degli stati del Sahel ,Kenya ,RCD.

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In questa puntata di Radio Africa parliamo della nuova Confederazione degli stati del Sahel , in sintesi il consolidamento dell'alleanza tra Burkina Faso ,Mali e Niger che a Niamey in un incontro tra i capi di stato hanno deciso di costituire una confederazione e si sono impegnati a rafforzare la loro cooperazione in diversi settori .Mentre negli stessi giorni si riuniva l'Ecowas che constatava la fuoriuscita dei tre stati dall'organizzazione e si affidava al nuovo presidente del Senegal Bassirou Diomaye Faye per fare opera di mediazione.

In Kenya continuano le proteste contro il presidente William Ruto nonostante il ritiro della legge finanziaria che aveva innescato le manifestazioni di piazza ,duramente represse dalla polizia e dall'esercito con un saldo di decine di morti.Ora l'obiettivo dei giovani manifestanti  è il presidente Ruto che viene accusato di corruzione e di aver inscenato il ritiro della firma sulla legge finanzairia contestata solo per ripresentarla con degli emendamenti e prendere tempo nella speranza che cali la tensione .

Nel nord Kivu ,regione orientale della Repubblica Democratica del Congo i ribelli della fazione M23 sostenuti dal Ruanda sono sempre più vicini a Butembo, una delle tre città più grandi del Nord Kivu. La zona interessata è controllata dai soldati ugandesi che secondo un rapporto delle Nazioni Unite sostengono anche loro i gruppi M23 ,mentre contemporaneamente sono impegnati in un operazione congiunta con i congolesi contro i gruppi islamici che dal Congo sconfinano in Uganda. Per l'esercito congolese la situazione è molto  complessa e si sta ritirando dalle zone contese mentre ormai gli sfollati sono milioni e la situazione delle violazioni dei diritti umani e le brutalità contro la popolazione è fuori controllo.

Radio Africa: Congo,Ciad,Sudafrica

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Radio Africa in questa puntata parla del tentativo di golpe in Congo ,operazione guidata da un congolese statunitense nostalgico di Mobutu .Questo tentativo di destabilizzazione lascia irrisolti molti dubbi sugli obiettivi reali e anche la partecipazione di mercenari stranieri inglesi e statunitensi alimenta le inquietudini.

In Ciad dopo le elezioni vinte dal figlio di Deby rimangono gli enormi problemi del paese mentre il primo ministro e rivale del presidente Masra prepara la sua carriera di eterno oppositore .

In Sudafrica si vota il 29 maggio e dopo 30 anni dalle prime elezioni dopo la caduta del sistema di segregazione razziale , il partito dell'ANC rischia di perdere la maggioranza assoluta travolto dal fallimento della sua esperienza di governo e dalla disillusione dei giovani .

 

RADIO AFRICA: Ciad, Repubblica Democratica del Congo,Tunisia

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Radio Africa in questa puntata facciamo il punto sulle elezioni in Ciad cominciate il 6 maggio.Per il presidente Mahamat Deby arrivato al potere dopo la morte del padre Idriss Deby Itno, che era al potere con il sostegno dei francesi da più di un trentennio ,si tratta di legittimare un potere ottenuto con una transizione sostenuta dall'esercito e dalla Francia .Il suo avversario è Succes Masra ,prima oppositore del regime e poi primo ministro , mentre il paese soffre una fortissima crisi economica e alimentare sul piano geopolitico si assiste ad un avvicinamento alla Russia e ad una rinegoziazione della presenza militare francese e occidentale.

Congo- Un lungo rapporto pubblicato dallo studio di avvocati Amsterdam & Partners ha accusato la multinazionale americana Apple di acquistare minerali strategici per l’elettronica, come coltan, tantalio, tungsteno e stagno da fornitori che hanno sede in Ruanda peccato che il paese africano è in realtà privo di questi minerali e li ottiene saccheggiando la vicina Repubblica Democratica del Congo (Rdc), tramite il sostegno a milizie che controllano le miniere di estrazione e le vie lungo le quali i materiali vengono trasportati.

Tunisia- Il paese è diventato la “Guardia di frontiera europea” Dal febbraio 2023 e dalle prime dichiarazioni del presidente Kaïs Saïed che paragonava l’immigrazione clandestina a un tentativo di “grande sostituzione” della popolazione, è stato avviato un grande movimento di deportazione verso le frontiere terrestri meridionali, con la ricomparsa dei migranti nelle aree desertiche Tunisia e Libia e tra Tunisia e Algeria.

Musica della Repubblica Democratica del Congo

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Puntata dedicata alla musica della Repubblica Democratica del Congo

Scaletta:

- Konono N° 1 - Thin Legs 
- Bana Lupemba - Kiyongo
- BBK - Made Made
- Konono N°1 - Marna Na Bana 
- Ali & Tams Avec L'Orchestre Malo - Mulogi 
- Raphael Mahela Papa Kurand & Antoine Moundanda - N'Sangou
- Adou-Elenga - Ata Ndele 
- Franco & Le Tp Ok Jazz - Likambo Va Ngana 
- Faya Tess & Lokua Kanza - Bana 
- Céline Banza - Tere Mbi 
- Pépé Kalle - Wendo Kolosoy
- Sam Mangwana - Galo Negro 
- Staff Benda Bilili - Moziki
- Mese 'fan Fan' - Sikulu
- Kekele - Ba Kristo
- Sam Mangwana - Ya Mbemba 

Radio Africa: Etiopia Congo

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Etiopia: a Nairobi Governo e Tplf sul Tigray firmano accordi di pace pieni di ostacoli. Il recente accordo di cessazione delle ostilità prevede il disarmo dei combattenti tigrini entro il 15 dicembre, ma non ci sono segnali del ritiro dell’esercito eritreo dalla regione, condizione posta per la consegna delle armi. Restano inoltre aperti altri fronti regionali di conflitto.

Repubblica Democratica del Congo: venerdì 11 novembre il Presidente dell’Angola Joao Manuel Gonçalves Lourenço si è recato a Kigali, capitale del Rwanda, per incontrare il suo omologo rwandese Paul Kagame, per un incontro centrato sulla de-escalation tra il Rwanda e la Repubblica Democratica del Congo. L’Assemblea nazionale congolese ha autorizzato la  proroga dello stato d’assedio nel Nord Kivu e nell’Ituri, dove dal 20 ottobre si sono intensificati gli scontri con il gruppo ribelle tutsi M23, che Kinshasa ritiene sia sostenuto da Kigali. Domenica 13 novembre, è arrivato a Kinshasa un ulteriore mediatore, l’ex presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, nominato facilitatore nella stessa crisi dalla Comunità economica dell’Africa orientale.

Radio Africa: Congo Tanzania Nigeria

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Congo: Re Filippo del Belgio a Kinshasa chiede scusa al popolo congolese in quella che è considerata una visita storica nel paese, un tempo colonizzato e governato brutalmente.

Tanzania: Masai feriti e arrestati, a migliaia in fuga, sfrattati per far spazio ai safari.

Nigeria: nessuno è più al sicuro; un attacco da leggere non solo in chiave religiosa.