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27 Giugno Giornata Internazionale in Solidarietà ai Prigionieri Politici Mapuche

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Verso il 27 giugno Giornata Internazionale in Solidarietà ai Prigionieri Politici Mapuche

abbiamo voluto usare il potere dell'informazione per celebrare questa giornata, avvalendoci del sapere condiviso, della capacità di organizzazione e degli anni di lotta sul territorio di compagni e compagne con cui facciamo rete. Li ringraziamo per i preziosi contenuti e la tenacia.

 I contributi sono da :

Padova , con una  compagna e un compagno che ci hanno perfettamente narrato le lunghe mani di Benetton in italia e nel nord est. Dal tessile e le fabbriche degli anni 70, e la loro devastante evoluzione in asia, alle concessioni stradali e la tragedia del ponte Morand e l'organizzazione de comitato noterzacorsia, Benetton devasta, saccheggia e batte cassa da una parte all'alta del mondo. 

Bari, con Pippo Marzulli e i compagni dell'Ex Caserma Liberata che hanno organizzato un presidio che andrà a chiedere conto alle istituzioni della collaborazione tra il nostro paese e le commissioni di armi al Cile. 

Infine da Milano con una compagna della rete Internazionale in Difesa del popolo Mapuche abbiamo fatto il punto sulle condizioni dei prigionieri in sciopero della fame da ormai 51 giorni e del Lonko Facundo Jones Huala  che proprio questo 27 giugno compie 3 anni di arresti, con una estradizione lontano dalla sua terra e una condanna assurda a nove anni. 

Lotta per la casa a Padova

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Si è tenuto ieri a Padova, in occasione dell'inizio del maxiprocesso contro 75 persone appartenenti ai movimenti per il diritto all'abitare, un presidio e una conferenza stampa per raccontare lo stato delle mobilitazioni e denunciare l'atteggiamento della magistratura e dei mass media.

L'udienza è stata posticipata di un mese, come ci racconta una compagna con cui facciamo il punto su quello che accadrà nelle prossime settimane, sia sul fronte giudiziario che su quello politico.

Di seguito il comunicato di indizione del presidio.

 

GIOVEDI 19 DICEMBRE ore 10.00
saremo fuori dal Tribunale di Padova a far sentire la nostra voce!

Il 19/12 comincerà il maxi-processo contro 75 persone: appartenenti al Comitato di Lotta per la Casa, inquilini e solidali.
Le accuse mosse sono: violenza e resistenza a pubblico ufficiale, minaccia, invasione di edifici, imbrattamento e deturpazione, il tutto coronato dall’accusa di associazione a delinquere!

È un attacco gravissimo e infamante nei confronti di chi non si è voluto rassegnare a perdere la casa ma anzi, ha deciso di lottare e non lasciarsi sopraffare dal menefreghismo e dalle decisioni politiche di chi dovrebbe gestire l’edilizia pubblica.

Ci rivendichiamo tutti i 30 picchetti antisfratto che ci vengono contestati e che hanno invece facilitato i rinvii a degli sfratti che altrimenti avrebbero messo le famiglie in strada o separate nelle comunità. Ci rivendichiamo le occupazioni di appartamenti pubblici chiusi e disabitati da anni, lasciati a marcire e destinati alla vendita all'asta.

Chi non può permettersi un affitto nel mercato privato è messo all'angolo!
Mentre la legge regionale 39/2017 aumenta vertiginosamente i canoni d'affitto agli inquilini delle case popolari, nel contempo si inaspriscono i provvedimenti repressivi
nei confronti di chi è costretto ad occupare, mentre centinaia di case popolari vengono lasciate a marcire, chiuse e vendute.
Non si può più parlare solo di emergenza: ormai il problema abitativo è in costante crescita, come l’inefficacia di chi se ne dovrebbe occupare.

Anche in altre città stanno sperimentando montature giudiziarie simili al caso padovano: da Cosenza a Roma, da Brescia a Napoli fino a Milano (addirittura in due quartieri diversi nel giro di un anno). Questi processi hanno quindi una duplice funzione: rappresentano un attacco alla solidarietà che si crea tra le famiglie con il medesimo problema e sono anche un chiaro attacco politico nei confronti di quelle realtà che si organizzano e cercano di lottare non solo per la casa, ma in generale contro un sistema che sfrutta e affama, mettendo il profitto di pochi davanti alla vita delle persone.

Chiamiamo in contemporanea anche una CONFERENZA STAMPA per dare più voce alle nostre rivendicazioni.
Mentre i politicanti e gli affaristi dell'operazione Pantano vanno verso la prescrizione, noi faremo battaglia dentro e fuori dall’aula per ribadire che respingiamo l’accusa di criminali a coloro - come i dirigenti dell'Ater - che usano il patrimonio pubblico per arricchirsi.

SE OPPORSI AGLI SFRATTI è RESISTENZA
ORDINARLI è LA VERA DELINQUENZA!
Basta case senza gente, basta gente senza case!

Lotta per la casa a Milano e a Padova

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A Milano sabato scorso vari collettivi per il diritto all'abitare hanno dato vita ad un'affollatissima manifestazione contro la criminalizzazione dei movimenti per il diritto all'abitare.

A Padova fra pochi giorni si apre un processo a carico di 75 imputati appartenenti al comitato di lotta per la casa di Padova.

Ne parliamo con una compagna del comitato abitanti della Barona di Milano e con una del comitato di lotta per la casa di Padova

Antifasciste in cattedra

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Nella trasmissione si parla ancora della docente di Padova sotto inchiesta interna dell'Usr Veneto per la partecipazione a una manifestazione antifascista.

In seguito si parla della nuova "moda" confindustriale che dopo anni di denigrazione degli st6udi umanistici ora li decanta come viatico per il successo (sempre nell'ottica a Confindustria molto cara dell'abolizione del valore legale del titolo di studio).

infine qualche chiacchiera sul concorso a preside

Scuole (in)sicure

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Elio Rosati di Cittadinanzattiva presenta il report annuale sullo status della sicurezza degli edifici scolastici.

Qui il link:

https://www.cittadinanzattiva.it/primo-piano/scuola/11716-presentato-il…

La solidarietà a Maria, insegnante di Padova, attaccata sui media per aver partecipato a una manifestazione antifascista (https://ia801408.us.archive.org/11/items/ror-190402_1705-1728-/ror-1904…)

Qui la lettera aperta firmata dal Coordinamento veneto per la Scuola Pubblica:

https://sites.google.com/view/insegnantieantifascismo/insegnanti-e-anti…

Infine si ricorda la festa promossa dalle lavoratrici e dai lavoratori Aec, gli assistenti che lavorano nelle scuole con gli studenti diversamente abili, che da mesi hanno messo in campo una dura vertenza per l'internalizzazione del servizio, che si svolgerà sabato 13 aprile a Scup per la raccolta delle firme.

Una giornata antifascista

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Durata 5m 55s
Durata 8m 3s
Durata 6m 20s

8 settembre: giornata movimentata sul fronte antifascista.

Si comincia dalla mattina, dove a Padova antifascisti e antifasciste vengono caricati dalle forze dell'ordine mentre tentavano di impedire un comizio del segretario di Forza Nuova, l'ex terrorista nero Roberto Fiore (info qui).

La giornata continua peggio, viste le perquisizioni che subiscono quattro compagni bresciani per un presunto assalto alla sede di Forza Nuova, denunciata dai fascisti dai social media.

Cortei invece a Grosseto e Rimini, per protestare contro l'evento nazionale di Casapound (Grosseto) e la manifestazione nazionale di Forza Nuova (Rimini).

Alle 18, orario dell'ultimo aggiornamento, gli antifascisti erano circondati dalle forze dell'ordine schierate in assetto antisommossa, mentre ai fascisti è lasciata ampia autonomia.

Infine, una voce dal corteo per Fabrizio Ceruso a San Basilio.

Metronotte (Roma); Nek (riciclaggio - Padova)

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225° puntata: primo collegamento con un lavoratore dell'istituto di vigilanza Metronotte di Roma. I lavoratori sono in vertenza da quasi un anno: negli ultimi mesi hanno intensificato la mobilitazione, intraprendendo, tra le varie cose, anche lo sciopero della fame da parte di alcuni. Protestano contro la situazione che si è venuta a verificare dopo il mancato rinnovo dell'appalto in seguito alle inchieste di “Mafia Capitale”.

La seconda corrispondenza con una lavoratrice dello stabilimento di riciclaggio di carta e plastica della Nek, nei dintorni di Padova; l'appalto è dato in gestione a una cooperativa, ma secondo i lavoratori e le lavoratrici è un'escamotage dell'azienda madre per risparmiare sui salari (tramite voci mancanti in busta paga, come già insegna il settore della logistica). Le condizioni di lavoro sono molto difficili e, dall'inizio della mobilitazione nel dicembre scorso (con scioperi e occupazione dello stabilimento), l'azienda ha deciso di licenziare varie lavoratrici.