Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

27 Giugno Giornata Internazionale in Solidarietà ai Prigionieri Politici Mapuche

Data di trasmissione

Verso il 27 giugno Giornata Internazionale in Solidarietà ai Prigionieri Politici Mapuche

abbiamo voluto usare il potere dell'informazione per celebrare questa giornata, avvalendoci del sapere condiviso, della capacità di organizzazione e degli anni di lotta sul territorio di compagni e compagne con cui facciamo rete. Li ringraziamo per i preziosi contenuti e la tenacia.

 I contributi sono da :

Padova , con una  compagna e un compagno che ci hanno perfettamente narrato le lunghe mani di Benetton in italia e nel nord est. Dal tessile e le fabbriche degli anni 70, e la loro devastante evoluzione in asia, alle concessioni stradali e la tragedia del ponte Morand e l'organizzazione de comitato noterzacorsia, Benetton devasta, saccheggia e batte cassa da una parte all'alta del mondo. 

Bari, con Pippo Marzulli e i compagni dell'Ex Caserma Liberata che hanno organizzato un presidio che andrà a chiedere conto alle istituzioni della collaborazione tra il nostro paese e le commissioni di armi al Cile. 

Infine da Milano con una compagna della rete Internazionale in Difesa del popolo Mapuche abbiamo fatto il punto sulle condizioni dei prigionieri in sciopero della fame da ormai 51 giorni e del Lonko Facundo Jones Huala  che proprio questo 27 giugno compie 3 anni di arresti, con una estradizione lontano dalla sua terra e una condanna assurda a nove anni. 

Deportazioni e resistenze: corrispondenza con Divine

Data di trasmissione

Due collegamenti telefonici con una compagna da Milano e con Divine, appena uscito dal CPR di Bari

Buon ascolto!

Bari - Sabato 20 Luglio presidio al CPR

Lunedì 15 luglio verso le ore 13 la polizia si è presentata presso l’abitazione di Divine per condurlo in questura, dove gli è stato notificato un inaspettato decreto di espulsione ad personam, firmato direttamente dal ministro Matteo Salvini.

Nonostante il compagno vivesse in Italia da una ventina d’anni e avesse tutte le carte in regola per la sua permanenza, attraverso un’udienza per direttissima il giudice ha convalidato la misura di espulsione, appellandosi a denunce varie, tra cui la finalità di terrorismo da cui Divine era stato assolto anni fa. Gli è stata quindi data, su richiesta dell’avvocato, un’ora di tempo per prendere dei vestiti e un telefono, che gli è stato sequestrato, ed è stato caricato su un’auto diretta all’aeroporto di Milano Malpensa, dove è stato tenuto in regime amministrativo presso gli uffici della Polizia di Frontiera in attesa dell’esecuzione dell’espulsione, esecutiva dalle 18.53 di lunedì (orario di termine dell’udienza) e da effettuare entro le 48 ore successive.

E’ subito girata la voce tra compagni e compagne, amici ed amiche, e una sessantina di persone si sono recate a Malpensa nel pomeriggio di martedì 16 luglio, dove alle 19.10 un aereo della Air Italy, diretto a Lagos (Nigeria), sarebbe dovuto partire con a bordo Divine. I solidali presenti si sono mossi in piccoli cortei all’interno dell’aeroporto con striscione e megafono, sempre ovviamente seguiti da un ingente concentramento di digos, finanza, polizia e carabinieri, informando tutti e tutte dello scempio che stava per avvenire e bloccando in alcune occasioni i gate d’imbarco. Nel frattempo gli avvocati hanno preparato una serie di ricorsi, tra i quali uno in particolare diretto alla Cedu (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), per sospendere l’ordinanza ministeriale, viziata da diverse irregolarità tra cui il fatto che Divine è stato assolto dai reati su cui è basato il provvedimento di espulsione. La Cedu ha infatti considerato la situazione di Divine urgente e ha accolto il ricorso sospendendone l’espulsione, ma è a questo punto che è entrato in scena il subdolo gioco del Ministero dell’Interno: nonostante Strasburgo avesse accettato il ricorso degli avvocati tramite una sentenza esecutiva di sospensione, le autorità presenti nell’aeroporto per un giorno intero si sono rifiutate di dare garanzie riguardo alla non deportazione di Divine e alla sua liberazione. Le procure di Bologna e Milano, la polizia di Malpensa e il Ministero dell’Interno si sono rifiutati di dire agli avvocati in che stato fosse il compagno e dove si trovasse. Solo in tarda serata è giunta la notizia che Divine non era stato rimpatriato, questa è stata l’unica notizia che ci è giunta.

Ma non finisce qui: la mattina del 17 luglio Divine riesce a trovare il modo di contattare dei compagni e delle compagne, raccontando di essere stato trasferito la sera precedente nel CPR di Bari, informato della sospensione della sua deportazione solo poco prima del trasferimento. Alcune ore dopo veniamo informati che Divine si trova in udienza con un avvocato d’ufficio – riguardante il mantenimento dello stato di detenzione nella gabbia barese – alla quale però il compagno rifiuta categoricamente di presenziare, richiedendo di essere difeso dai propri avvocati. Il giudice ha accolto il rinvio e l’udienza è stata quindi rinviata a venerdì 19 luglio alle ore 9, giorno in cui saranno presenti i suoi legali.

Conosciamo Divine, la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione e sappiamo che non si farà piegare da questo ennesimo sopruso, sappiamo che il suo morale è abbastanza alto. Non è un caso che sia stato mandato proprio presso il CPR di Bari, uno dei lager peggiori d’Italia se non il peggiore, conosciuto per la violazione dei diritti umani, la segregazione e le torture vessatorie che lo rendono agli occhi di tutti una struttura duramente punitiva in cui spesso vengono deportati migranti ribelli.
In questi giorni la solidarietà dei compagni di varie città è stata forte e tempestiva e ha reso chiaro a sbirri e magistrati che Divine non è solo e che le loro sporche manovre almeno in questo caso non passeranno sotto silenzio. Ora è importante che la nostra voce si alzi ancora di più contro le mura di quella fottuta gabbia, per Divine e per tutti coloro che ogni giorno, circondati dal silenzio e dall’indifferenza vigliacca della gente, vengono privati della libertà perché poveri, indesiderabili, colpevoli di aver varcato una linea immaginaria chiamata confine. Per tutto questo sabato pomeriggio alle 17:00 saremo a Bari con un presidio davanti al CPR chiediamo a tutti, compagni amici e solidali di venire numerosi.
Sappia il signor ministro e la sua corte che dovunque lo trasferiranno per allontanarlo dalla solidarietà noi saremo lì, e saremo anche nelle nostre città, nelle strade o in qualsiasi luogo ci andrà a genio a reclamare la liberazione immediata del nostro compagno.

Anche quando potremo riabbracciarlo di nuovo non smetteremo di tornare sotto quelle mura, davanti a quelle sbarre identiche a quelle di altre infami gabbie sparse per la Fortezza Europa, per portare avanti con ogni mezzo possibile la lotta contro il sistema che le ha rese e le rende possibili ogni giorno.

A TESTA ALTA, SENZA PAURA DELLA REPRESSIONE, FINCHE’ DI GABBIE E CPR NON POSSANO CHE RIMANERE SOLO MACERIE.
DIVINE LIBERO, TUTTI LIBERI, TUTTE LIBERE!

Altra estate altri incendi di rifiutipassiamo poi a parlare della raccolta differenziata nella capitale.

Data di trasmissione
Durata 1h 9m

Apriamo con il nuovo incendio di un impianto di trattamento dei rifiuti a San Vitaliano (Napoli), per poi passare a parlare della raccolta differenziata a Roma. Cambiamo argomento come di consueto con la nostra rubrica sulla cementificazione, con la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani sul sequestro di Punta Perotti a Bari e aggiornamenti da Marino con una corrispondenza di un ascoltatore.

Bari: guardia privata impedisce occupazione di una scuola armi alla mano

Data di trasmissione
Durata 13m 1s

Corrispondenza con il liceo artistico De Nittis di Bari che raccontano quanto avvenuto nel loro liceo: la dirigente scolastica ha impiegato la vigilanza armata per fermare gli studenti dal prendere parola ed occupare la scuola. Questa guardia giurata non ha esitato a caricare l'arma e puntarla contro gli studenti.

Nella foto la ministra Fedeli quando ha incontrato la preside dell'istituto De Nittis.

Le scuole si chiudono, talvolta agli studenti con le armi. Le novità governative su infanzia e nidi

Data di trasmissione

Iniziamo parlando ancora della scuola di arti e mestieri, scuola che il comune vorrebbe chiudere, come dimostrano ancora più chiaramente le ultime notizie.

Diamo spazio alla segnalazione di un'ascoltatrice che ci racconta dell'intento di chiudere una scuola elementare in via della Primavera, a Centocelle.

Parliamo con una compagna del "Piano Nazionale Istruzione 0-6 anni": quella che il Ministero definisce una "rivoluzione culturale" è in realtà a malapena una fotografia dell'esistente: poco chiari gli stanziamenti economici

Infine diamo voce a due studenti del liceo artistico De Nittis di Bari che ci raccontano di quanto avvenuto nel loro liceo: la dirigente scolastica ha impiegato la vigilanza armata per fermare gli studenti dal prendere parola ed occupare la scuola. Questa guardia giurata non ha esitato a caricare l'arma e puntarla contro gli studenti.

Bari: 40 anni fa i fascisti uccidevano Benedetto Petrone

Data di trasmissione

Benedetto Petrone venne uccisoa Bari, il 28 novembre 1977, dalle lame fasciste. Benny, proletario 18enne, era un militante della Fgci (organizzazione giovanile del Pci) ed era attivo nelle lotte per il quartiere di Bari vecchia.

Come ogni anno, Petrone è stato ieri ricordato da un partecipato corteo che ha altresì contestato la presenza a Bari del ministro dell'Interno Minniti.

Assieme ad un compagno di Bari, all'epoca militante del Movimento studentesco, ripercorriamo la storia di Benny e i cambiamenti sociali del capoluogo pugliese.

Femminicidio Bruna Bovino: oggi ultima udienza del processo. Presidio dei centri antiviolenza a Bari

Data di trasmissione

Si è tenuto oggi, presso la corte d’Assise di Bari, l’ultima udienza del processo per il femminicidio di Bruna Bovino, uccisa nel suo centro estetico a Mola di Bari, il 12 dicembre 2013. L’imputato per l’omicidio è Antonio Colamonico.

Al processo, iniziato il 18 novembre 2014, si sono costituite parte civile l’associazione Safiya Onlus, Centro Antiviolenza di Polignano a Mare, su richiesta della famiglia della vittima, con l’avvocata Barbara Spinelli, l’associazione Giraffa Onlus di Bari con l’avvocata Andreina Orlando e, per la prima volta per un processo per femminicidio, la Regione Puglia.

 

Ai nostri microfoni la legale Barbara Spinelli, poi una militante di NonUnaDiMeno (Bari) e infine la presidente dell'associazione Safiya Onlus.