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ETA ha consegnato le armi

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Sabato scorso l'organizzazione armata basca ETA ha annunciato la consegna del proprio arsenale militare come tappa finale del cessate il fuoco indetto ormai sei anni fa.

Con Nicola, nostro corrispondente da Bilbao, abbiamo provato a fare la cronaca della giornata e a capire che direzione potrà prendere il Paese Basco all'ombra di una situazione politica molto diversa rispetto al passato.

Di seguito, il comunicato ufficiale di ETA.

 

ETA, organizzazione socialista rivoluzionaria basca di liberazione nazionale desidera informare il Popolo Basco e la Comunità Internazionale che ora è un’organizzazione disarmata, poiché attualmente le armi e gli esplosivi che aveva sotto il suo controllo si trovano nelle mani della società civile.
È stato un cammino duro e difficile, perché gli stati spagnolo e francese hanno frapposto tutti gli ostacoli e problemi possibili, ostinati sullo schema di vincitori e vinti, arroccati sula via poliziesca.
Per fortuna, la società civile ha fatto un passo avanti e ha realizzato, assumendo la responsabilità politica e tecnica del disarmo, un contributo determinante per disincagliare la situazione di blocco che stava per incancrenirsi. Bisogna anche evidenziare l’appoggio che questo processo ha ricevuto dalle istituzioni basche.

Il processo non è concluso poiché il “giorno del disarmo” sarà domani e, per questo, dobbiamo avvertire che esso può subire attacchi dai nemici della pace. L’unica garanzia per continuare a progredire è quella delle migliaia di persone che domani si riuniranno nella città di Baiona in appoggio al disarmo.

Abbiamo preso le armi per il Popolo Basco e ora le lasciamo nelle sue mani, per continuare a compiere passi allo scopo di ottenere la pace e la libertà nel nostro popolo, perché per progredire nell’agenda delle soluzioni bisogna assumersi impegni.

VIVA EUSKAL HERRIA LIBERA! VIVA EUSKAL HERRIA SOCIALISTA!

AVANTI VERSO L’INDIPENDENZA E IL SOCIALISMO!

Euskal Herria (Paese Basco) 7 aprile 2017

Euskadi Ta Askatasuna

E.T.A.

ETA annuncia il disarmo finale

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Attraverso una lunga intervista al quotidiano francese Le monde l'organizzazione indipendentista basca ETA ha annunciato che il prossimo 8 aprile consegnerà tutte le armi in proprio possesso, un annuncio storico che deve però fare i conti con l'atteggiamento decisamente ostile dei governi spagnolo e francese.

Il Quebec e la difesa dell'identità, come cambia l'indipendentismo quebecois

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A pochi giorni dalla strage costata la vita a sei persone in una moschea di Quebec city ad opera di un estremista di destra, una riflessione con Guido Caldiron sulla parabola delle forze indipendentiste del Quebec, da organizzazioni di ambito comunque progressista o socialdemocratico a possibili incubatrici di regressioni identitarie e xenofobe

In Catalogna a processo l'ex Presidente del governo regionale

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L'ex Presidente della Generalitat, il governo autonomo catalano, si trova sotto processo per il suo ruolo nell'organizzazione del referendum consultivo sull'indipendenza catalana tenutosi nel 2014 e ritenuto illegale dal Governo spagnolo: rischia fino a dieci anni di inabilitazione dai pubblici uffici. Nel frattempo, la stragrande maggioranza delle forze politiche catalane si appresta ad organizzare un altro referendum sul diritto all'autodeterminazione che si terrà con ogni probabilità a settembre.

Desokupa a Barcellona

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Un reportage del portale di informaziona antagonista "La directa", di Barcellona, ha rivelato la presenza da più di un anno, nella capitale catalana, di una vera e propria impresa specializzata nello sgombero di appartamenti ed immobili occupati illegalmente.

L'impresa, che ha un proprio sito internet e lavora alla luce del sole, si presenta come una società di intermediazione fra i proprietari e gli occupanti ma, nella pratica, è solita irrompere negli appartamenti occupati quando non c'è nessuno, distruggere le suppellettili ed impedire il ritorno in casa degli occupanti. Una forma di intervento paralegale che è guardato di buon occhio sia dalle forze dell'ordine sia dai proprietari di stabili ed immobili. Di Desokupa fanno parte personaggi legati all'estrema destra catalana ed esteuropea.

Un compagno de "La directa" che ha curato il reportage ci racconta la storia di questa impresa, le contromisure messe in atto dai movimenti per il diritto all'abitare di Barcellona, le coperture poliziesche e politiche e lo scenario immobiliare barcellonese a 8 anni dall'esplosione della grande bolla speculativa.

Elezioni in Galizia e nel Paese basco

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Ennesima tornata elettorale nello Stato spagnolo; domenica si sono tenute le elezioni per rinnovare i consigli regionali della Galizia e del Paese Basco. In Galizia ha trionfato il PP del premier Rajoy, nel Paese Basco invece si conferma primo partito il PNV. Crollano i socialisti, Podemos non sfonda, la sinistra indipendentista regge ma non brilla.

L'analisi dei risultati insieme a Nicola da Bilbao

Free Nekane! Sabato 24/09 manifestazione a Berna

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Sabato pomeriggio a Berna una grande manifestazione, indetta dai comitati a sostegno di Nekane Txapartegi, militante basca rifugiata in Svizzera, chiederà di impedire l'estradizione di Nekane nello Stato spagnolo, come richiesto dalla magistratura e dal governo di Madrid.

Una compagna del canton Ticino ci descrive gli aggiornamenti sulla questione di Nekane e sull'organizzazione della manifestazione, che si preannuncia moltitudinaria e con presenze provenienti non solo dalla Svizzera ma da tutta Europa.

Diada a Barcellona

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Come ogni anno l'11 settembre, a Barcellona e nelle altre principali città della Catalogna, centinaaia di migliaia di persone sono scese in strada per commemorare la festa nazionale catalana, che ricorda la perdita dell'autonomia da Madrid nel 1714.

Insieme a Victor, corrispondente da Barcellona, cerchiamo di capire quali sono state le principali parole d'ordine dei cortei di domenica scorsa e lo stato dell'arte del quadro politico catalano e spagnolo, alla vigilia delle elezioni amministrative nel Paese Basco e in Galizia e in attesa di sempre più probabili elezioni generali nazionali, le quarte in un anno, che si terranno probabilmente nel periodo natalizio.

Solidarietà con Nekane, gli aggiornamenti dalla Svizzera

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Continua la pressione per impedire l'estradizione di Nekane Txapartegi, rifugiata basca in Svizzera su cui pende una richiesta da parte della magistratura spagnola.

Un membro del collegio difensivo di Nekane ci racconta gli ultimi aggiornamenti sulla sua vicenda, anche alla luce dell'annullamento, la settimana scorsa, da parte del tribunale supremo spagnolo, di una condanna inflitta ad un militante basco a causa di una denuncia di tortura non presa in considerazione da parte delle autorità.

Una decisione obbligata a causa dei numerosi pronunciamenti da parte di diversi organismi internazionali, a loro volta sollecitati dalle pressioni decennali di associazioni e collettivi che si battono contro l'uso della tortura nello Stato spagnolo.

Nel frattempo, proseguono le iniziative di solidarietà, che vedranno il loro apice in una manifestazione internazionale che si terrà a settembre a Berna.

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