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RDCongo

Ebola, un'infermiera in RDCongo ci parla di situazione critica

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Con un'infermiera che attualmente si trova a Goma, in RDCongo, con Medici senza Frontiere Olanda, torniamo a parlare dell'epidemia di Ebola che, per l'ennesima volta dal 1976, si è sviluppata all'interno del paese. I primi casi si sono registrati in una zona che si trova a Nord del Nord Kivu ma, attualmente, gli episodi confermati di "malattia a virus Ebola" sono in totale 837, compresi tra la zona dell'Ituri, del Nord e del Sud Kivu. In questo quadro, Medici senza Frontiere sta cercando di sostenere soprattutto gli ospedali e i centri di salute esistenti nel paese ma la situazione è drammatica anche a causa dell'ingente taglio di risorse ad USAid recentemente imposto dall'amministrazione Trump, che ha determinato ricadute negative sui programmi di vaccinazione e sull'assistenza alla popolazione più vulnerabile, ad esempio le donne e le persone appartenenti alla comunità LGBTQ. Molto importante è anche l'attività di sensibilizzazione delle comunità locali e di promozione della salute, con particolare riguardo alla diffusione di pratiche funerarie atte a garantire alle persone morte per Ebola una sepoltura dignitosa e sicura, al fine di limitare la diffusione del contagio. Va infine considerato che l'RDCongo è un paese ricchissimo di risorse, soprattutto minerarie, dove però la popolazione vive in condizioni di assoluta povertà e non ha diritto all'assistenza sanitaria gratuita.

Radio Africa: RDCongo. Kenya, Somalia, Etiopia

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Congoquesta epidemia di Ebola è la diciassettesima a colpire la Repubblica Democratica del Congo, a soli cinque mesi dalla fine della precedente. Le province della RDC dove si registrano gran parte dei casi, sono teatro di una guerra pluriennale da parte di decine di gruppi armati, milizie locali e movimenti ribelli per il controllo di immense ricchezze minerarie. La guerra ha provocato milioni di sfollati interni, costringendo la popolazione a continui spostamenti alla ricerca di sicurezza e cibo. In questo scenario, il monitoraggio epidemiologico diventa estremamente complicato. La fragilità delle infrastrutture sanitarie rappresenta un ulteriore elemento critico e si creano così le condizioni per lo sviluppo dell’epidemia. Anche le false notizie e le credenze fallaci a proposito dell’epidemia contribuiscono a creare un clima sfavorevole al lavoro dei sanitari, costretti spesso ad affrontare aggressioni ed attacchi.

KenyaTrump vuole esternalizzare la cura dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, trasferendola in Kenya .In collaborazione con Nairobi, Washington ha pianificato di aprire un centro di quarantena in Kenya per i pazienti americani infetti da Ebola. Questo progetto è stato portato avanti , senza tenere conto della società civile e del sistema giudiziario del Paese dell'Africa orientale. È stato principalmente a causa di una fuga di notizie giornalistica che il popolo keniota ha appreso di questo progetto ,secondo il Wall Street Journal del 26 maggio, l'amministrazione americana ha annunciato l'imminente invio di 30 operatori sanitari e 50 posti letto ospedalieri. Il comprensibile panico scatenato dall'Ebola ha inevitabilmente spinto i kenioti in piazza, in particolare a Laikipia, 190 km a nord di Nairobi, la città dove doveva essere allestito il centro di quarantena,non a caso vicino a una base militare. Per diversi giorni, centinaia di manifestanti hanno contestato le autorità, chiaramente indignate anche dalla recente contrattazione degli aiuti americani al sistema sanitario keniota,Gli Stati Uniti hanno detto che contribuiranno con 13,5 milioni di dollari alle spese di prevenzione del Kenya.

Somalia: nella notte tra il 3 e il 4 giugno, a Mogadiscio sono scoppiati violenti scontri tra le forze governative somale e i gruppi di opposizione. Video, mostrano sparatorie nei pressi delle residenze di diverse figure dell'opposizione, tra cui l'ex Primo Ministro Hassan Ali Khaire. Khaire ha accusato il Presidente Hassan Sheikh Mohamud di aver ordinato un attacco alla sua abitazione. Queste violenze si inseriscono in un clima di forte tensione politica. A marzo scorso, il Parlamento ha approvato una riforma costituzionale che ha introdotto il suffragio universale diretto e ha esteso il mandato presidenziale da quattro a cinque anni. L'opposizione interpreta questa decisione come un tentativo di rimanere al potere. L’esplosione della violenza è il risultato inevitabile di una totale assenza di compromesso politico. In Somalia, le istituzioni statali faticano a imporsi come attori neutrali, l’esercito regolare risente pesantemente delle affiliazioni claniche. La mossa del presidente Mohamud ha accentuato ulteriormente queste linee di frattura.

Etiopial'Etiopia si è recata alle urne lunedì 1° giugno per le sue settime elezioni generali. L'esclusione del Tigray, la persistenza del conflitto armato e la frammentazione dell'opposizione gettano dubbi sulla credibilità del voto. Diverse ombre incombono sui seggi elettorali. Il Partito della Prosperità (PP) si presenta alle elezioni come il favorito assoluto: il Primo Ministro Abiy Ahmed e il suo partito controllano già il governo federale e tutte le amministrazioni regionali, ad eccezione del Tigray. D'altro canto, i partiti di opposizione, dilaniati da divisioni interne, rimangono frammentati, indeboliti da arresti, pressioni da parte delle forze di sicurezza e una presenza disomogenea sul territorio nazionale.

Radio Africa: RDCongo, Niger, Burkina Faso

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RD Congo

Kinshasa ha annunciato domenica 1° febbraio di temere almeno 200 morti a seguito di una "massiccia" frana verificatasi mercoledì scorso nel gigantesco sito minerario di Rubaya, controllato dall'AFC/M23. Questa città mineraria, che si estende per diverse decine di chilometri quadrati, rifornisce di coltan gran parte del mondo. La RDC produce tra il 15 e il 30% di questo minerale, strategico per l'industria elettronica, e si stima che detenga almeno il 60% delle riserve mondiali. Il sito è passato sotto il controllo dell'AFC/M23, sostenuto dal Ruanda, nell'aprile 2024.

Niger

Un attacco su larga scala ha colpito la capitale nigerina nella notte tra mercoledì e giovedì scorso. L'aeroporto di Diori-Hamani e la base militare 101 sono stati teatro di scontri tra le Forze Armate Nigerine (FAN) e gli aggressori. Alla Base 101 sono stoccate le circa 1.000 tonnellate di uranio che sono state al centro dello scontro tra Niamey e la società francese Orano per diversi mesi. Sebbene questo uranio non sembri essere stato l'obiettivo dell'attacco, il sito di stoccaggio è stato colpito: due camion sarebbero stati danneggiati. Lo Stato Islamico ha rivendicato venerdì l'attacco all'aeroporto Diori-Hamani e alla base militare 101 di Niamey.

Burkina Faso

Ufficialmente, in Burkina Faso non ci sono più partiti politici. Lo ha deciso il governo. Lo scioglimento dei partiti e delle organizzazioni politiche del Paese è stato formalizzato con un decreto del Capo dello Stato, il Capitano Ibrahim Traoré. Il governo burkinabé ha inoltre deciso che "i beni dei partiti sciolti saranno trasferiti allo Stato". Per alcuni analisti politici indipendenti, lo scioglimento dei partiti politici in Burkina Faso "non sconvolgerà molte persone a Ouagadougou, fatta eccezione per il personale dei cosiddetti partiti dell'establishment politico e i loro sostenitori". Questa decisione "segna un ulteriore passo avanti nella volontà delle attuali autorità di provocare una rottura con la governance politica".

Radio Africa: Nigeria, Guinea, Repubblica Centrafricana, RDCongo

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Nigeria: il 25 dicembre, gli Stati Uniti hanno condotto attacchi aerei nella Nigeria nordoccidentale che hanno colpito alcune aree agricole dello Stato di Sokoto, nel nord ovest del paese, non i terroristi islamisti e le basi jihaidiste che Donald Trump accusa di aver perpetrato un "genocidio cristiano". Più della religione, la proprietà terriera sembra essere la questione fondamentale negli scontri interreligiosi in questi territori. Le migrazioni interne e la crescente aridità nel nord del paese, che sta spostando le rotte della transumanza sempre più a sud, stanno infatti causando conflitti per il controllo delle terre.

Guinea: Mamadi Doumbouya, che era salito al potere con un colpo di stato contro il presidente Alpha Conde’ nel settembre 2021, è stato eletto eletto al primo turno per un mandato di sette anni nelle elezioni del 28 dicembre; Doumbouya ha così legittimato il suo governo attraverso le urne, ma queste elezioni sono state truccate: importanti figure dell'opposizione in esilio sono state escluse, in un contesto di riduzione delle libertà nel paese.

Repubblica Centrafricana: il presidente centrafricano, Faustin-Archange Touadéra, è stato rieletto con il 76,15% dei voti; Touadéra era stato eletto per la prima volta nel 2016 e poi rieletto nel 2020, in un'elezione segnata da sospetti di brogli. Faustin-Archange Touadéra è stato criticato per aver fatto adottare al paese una nuova Costituzione nel 2023, che gli ha permesso di rimanere al potere. Il candidato Dologuélé ha rivendicato la vittoria il 2 gennaio e ha denunciato gravi irregolarità nelle elezioni.

Congo: è passato un mese da quando i presidenti del Ruanda e della RDC hanno siglato gli Accordi di Pace di Washington, sotto l'egida di Donald Trump. Questi stessi accordi erano stati precedentemente firmati dai rispettivi ministri degli Esteri. Tuttavia, la situazione della sicurezza nella RDC orientale non è migliorata. Il mese di dicembre è stato caratterizzato da una nuova offensiva del gruppo armato AFC/M23, sostenuto da Kigali, nonché da violenti scontri con l'esercito congolese e i suoi alleati.

Radio Africa: Guinea-Bissau, Senegal, Sudafrica, RDCongo

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Guinea Bissau: tre giorni dopo le elezioni presidenziali, il capo dello Stato è stato arrestato e uomini in uniforme hanno annunciato la sospensione del processo elettorale e la chiusura delle frontiere. Sono stati arrestati anche i rappresentanti dell'opposizione Domingos Simões Pereira e Fernando Dias. Prima che la Commissione elettorale pubblicasse i risultati ritenuti ufficiali, entrambi i candidati alle elezioni avevano rivendicato la vittoria. 

Senegal: di fronte a una situazione economica difficile e a tensioni all'interno della maggioranza, il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye e il suo primo ministro Ousmane Sonko sembrano vicini ad una rottura, mentre il paese attende che le promesse fatte da entrambi prima di salire al potere si concretizzino. Tuttavia, la situazione economica e l'entità senza precedenti del debito, ora stimato al 132% del PIL, stanno riducendo il margine di manovra del governo .

Sudafrica: la società civile sudafricana, in particolare le donne, si è mobilitata con lo “sciopero” G20 Women’s Shutdown; l’organizzazione "Women for Change" ha esortato donne, ragazze e persone della comunità LGBTQ+ ad astenersi da tutto il lavoro, retribuito e non retribuito, per  l'intera giornata di venerdì 21 novembre, alla vigilia della due giorni del Forum. L’obiettivo era farsi sentire economicamente, socialmente e simbolicamente. Questa azione si è iscritta nell’ondata di mobilitazioni che sta attraversando il Sudafrica a causa del diffondersi di violenza di genere e femminicidi.

RDCongo: nella Repubblica Democratica del Congo, 89 civili sono stati uccisi in una settimana durante gli attacchi dei ribelli delle Forze Democratiche Alleate (ADF) nell'est del paese. La RDC orientale è afflitta da violenze da trent'anni. con una moltitudine di gruppi armati e milizie. Tra gennaio e febbraio, il gruppo antigovernativo M23, sostenuto dal Ruanda, ha conquistato vaste aree di territorio nel Nord e nel Sud Kivu.

Radio Africa: Kenya, Togo, Ruanda RD Congo

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Kenya: giornate di protesta e di manifestazioni nel paese, sia in occasione dell'anniversario delle mobilitazioni della legge di bilancio di William Ruto, che per  il “Saba Saba Day” (“Sette sette” in swahili), ovvero il 7 luglio, giorno in cui tradizionalmente si commemorano i morti delle manifestazioni del 7 luglio 1990, che portarono alla fine del sistema monopartitico in Kenya. La repressione del governo, in entrambe le occasioni, è stata violentissima: sono state utilizzate anche bande di criminali, con il viso travisato, armati di bastoni, a fianco degli agenti di polizia.

Anche in Togo i giovani sono scesi in piazza per protestare contro la riforma costituzionale che prolunga il mandato del presidente Gnassingbé fino al 2030, ma anche contro l'elevatissima disoccupazione, l'aumento dei prezzi dell'elettricità e l'arresto di numerosi oppositori, Anche in questo caso, la repressione è stata molto violenta: si parla almeno 7 morti, decine di feriti e di più di 60 arresti

L'accordo di pace tra il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo, rivendicato da Donald Trump come un proprio merito personale, appare estremamente fragile e lascia aperte moltissime perplessità, dal momento che sembra ispirato in modo prioritario a favorire gli interessi minerari statunitensi nell'area, in diretta competizione con quelli cinesi. L'accordo dovrebbe, infatti, consentire agli investitori privati americani di accedere alle regioni in cui gli interessi cinesi sono meno presenti e consolidati.

 

Radio Africa: Ruanda e RDCongo, Ecowas, Nigeria

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Ruanda e Repubblica Democratica del Congo: il 18 giugno scorso è stato approvato il testo, ancora provvisorio, di un accordo di pace tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo che sarà firmato il 27 giugno, a Washington, alla presenza del Segretario di Stato Marco Rubio. L'amministrazione Trump, infatti, sta tentando di intestarsi il merito dell'accordo, nel tentativo di assicurarsi intese economiche con entrambi i paesi, in contrapposizione con la Cina.

Ecowas: il presidente della Sierra Leone,Julius Maada Bio, è stato nominato nuovo presidente della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas) al termine del 67° vertice dell’organizzazione, tenutosi nel fine settimana in Nigeria, ad Abuja. Secondo Julius Maada Bio, è necessario affrontare il problema della persistente insicurezza nel Sahel e riformare Ecowas.

Nigeria: Il presidente della Nigeria Tinubu ha concesso la grazia postuma allo scrittore ed attivista Ken Saro-Wiwa, 30 anni dopo la sua condanna a morte, avvenuta nel 1995. Ken Saro-Wiwa era stato giustiziato insieme ad altre 8 persone per essersi opposto allo sfruttamento del territorio da parte delle multinazionali dell'energia, in particolare la Shell. Attivisti e parenti ne chiedono, invece, la completa riabilitazione.

 

Radio Africa: Tunisia, RD Congo e Rwanda, Madagascar

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Tunisia: un rapporto di Human Rights Watch, dal titolo "Tutti dei cospiratori", documenta l'escalation di violente misure repressive portata avanti dal governo di Kais Saied contro attivisti, giornalisti e oppositori politici al fine di schiacciare il dissenso interno. Anche le violenze nei confronti dei/delle migranti hanno conosciuto un particolare inasprimento, soprattutto a causa del memorandum firmato nel 2023 tra la Tunisia e l'Unione Europea.

RD Congo e Rwanda: gli Stati Uniti stanno tentando di mediare un accordo di pace tra i due paesi, con l'intenzione di aprirsi la strada  ad un accesso privilegiato alle risorse, in particolare  cobalto, coltan e litio.

Madagascar: nel corso di una visita ufficiale nel paese, in occasione del Vertice della Commissione dell'Oceano Indiano, il presidente francese Macron, con colpevole ritardo, ha aperto a una riconsiderazione delle memorie e delle violenze coloniali commesse dai francesi in Madagascar, in particolare in occasione della rivolta del 1947 che, repressa in maniera sanguinosa, segnò l'avvio del processo di decolonizzazione.

Radio Africa: Tunisia RDCongo Turchia

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Oggi a Radio Africa parliamo di Tunisia e di come il presidente tunisino Kais Saied utilizza quello che sta avvenendo in Palestina per risolvere problemi interni; della RD del Congo, dove è in atto una vasta operazione delle forze armate congolesi contro i ribelli M23, che da ottobre hanno intensificato i loro attacchi nel Nord-Kivu, nell’est del Paese; della Turchia che aumenta la vendita di armi ai paesi africani.

Radio Africa: Niger Gabon RDCongo

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Oggi parliamo della situazione in Niger dopo il Colpo di Stato del 26 luglio 2023; del Gabon dove a fine agosto un gruppo di alti ufficiali militari ha annunciato un colpo di stato in seguito alla diffusione dei risultati delle elezioni presidenziali; della RDCongo dove la repressione di una manifestazione, a Goma, è stata un massacro.