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Leonardo

Pisa: bloccato il convoglio di guerra nella stazione ferroviaria

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Ieri è stato bloccato per molte ore nella stazione ferroviaria di Pisa un convoglio di 32 vagoni carichi di mezzi militari, armi e esplosivi partito dal porto di Piombino e diretto a nord, probabilmente a Palmanova (Friuli Venezia Giulia). Il blocco ha costretto il convoglio a lasciare i binari civili.

Una compagna No base spiega come l'azione abbia voluto denunciare la pericolosità di usare infrastrutture civili per i trasporti bellici e di come possiamo lottare contro la guerra a partire dai nostri territori usati per il supporto alla guerra.

L'Aquila: sit-in pro Palestina, bloccati accessi alle aziende Leonardo e Thales Alenia

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Con un compagno parliamo del blocco alla via di accesso principale alle sedi di Leonardo e Thales Alenia Space nella zona industriale ovest dell'Aquila avvenuto ieri mattina in solidarietà con il popolo palestinese e con Anan Yaheesh, Ali Irar e Mansour Dogmosh, sotto processo all’Aquila con l’accusa di terrorismo internazionale.

Guerra e approvvigionamento di gas

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Dal dossier sul rigassificatore di Ravenna "Europa, guerra e nocività"
a quello sullo stabilimento della Leonardo a Tessera (VE) "O la guerra
o la vita", parliamo dell'industria bellica nel nord-est. Un
aggiornamento sul presidio contro la Collins Aerospace a Luserna San
Giovanni (TO) e un contributo sulla situazione dei lavoratori
all'interno dell'aeroporto di Montichiari (BS).

Luigi Spera torna libero

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Il Tribunale del riesame di Palermo ha disposto la scarcerazione di Luigi Spera, militante del centro sociale Antudo, accusato di aver partecipato nel novembre del 2022 a un'azione di protesta contro Leonardo S.p.A., a cui era stata contestata l'aggravante di terrorismo.

Ne parliamo con un compagno di Antudo.

Spinte a produrre più armi in Europa

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Con Federico Giusti, No CampDarby, affrontiamo il tema di un suo approfondimento sul sito dell'Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e della ricerca che affronta attraverso il Rapporto di Mediobanca sulla difesa a cura del suo centro studi il tema della produzione di armi in Europa e le spinte ad aumentarla.

Nuove spese militari per i carri armati Rheinmetal-Leonardo

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Contattiamo Antonio Mazzeo per discutere dei retroscena riguardanti l'enorme esborso di più di 20 miliardi di euro per la nuova commessa di 280 carri armati Panther delle Rheinmetal, fabbricati in buona parte in stabilimenti della Leonardo sui quali l'azienda tedesca ha da tempo messo gli occhi. Fra le altre cose diamo anche qualche dettaglio dell'acquisizione del 3% della Leonardo da parte di un enorme fondo di investimenti internazionale.

Corteo contro le relazioni tra industrie tecnologiche, guerra e Israele

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Corrispondenza dal corteo partito da metro Laurentina

Tecnologie e genocidio dei palestinesi

L’8 è il 9 ottobre a Roma si terrà il Cybertech Europe alla Nuvola di Fuksas all'Eur E' stata indetta una manifestazione per contestare le relazioni tra industrie tecnologiche, guerra e Israele. Un corteo partirà alle 16.00 dalla stazione metro Laurentina per raggiungere la Nuvola all'Eur. L’evento, vede Leonardo Spa come principale sponsor, sarà una vetrina per l’industria delle armi, del controllo e dello spionaggio, volto a rafforzare i legami tra aziende e organizzazioni del settore e la normalizzazione di queste tecnologie utilizzate per la repressione. A CYBERTECH Europa 2024 intervengono, tra gli altri, ben tre rappresentanti di imprese israeliane: Netanel Amar (direttore operativo di Cynet Security), Yossi Vardi (presidente di Cybertech Conferences), Gil Shwed (direttore generale di Check Point Software Technologies), insieme a loro ci saranno Roberto Cingolani e Lorenzo Mariani (direttori generali di Leonardo), Mario Beccia (vicedirettore tecnologie informatiche NATO, Belgio). Leonardo, azienda leader mondiale di armamenti, ricopre un ruolo di primo piano in CYBERTECH ed ha rapporti consolidati con l’industria delle armi israeliana; nel solo 2022 si è fusa con l’israeliana Rada Electronic, produttrice di radar utilizzati nel sistema “Iron Fist” sui corazzati da combattimento ora dispiegati a Gaza – oltre ad aver venduta elicotteri da combattimento alle forze armate di Tel Aviv.

Disertiamo la guerra e chi ne guadagna

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Con una studente del Collettivo ZAUM dell'Università di Roma La Sapienza, presentiamo l'Assemblea pubblica di domani, giovedì 3 ottobre, alle h. 17.00 all'aula 6 di Lettere, di lancio della mobilitazione dell'8 ottobre, a Roma, contro Cybertech Europe, una fiera delle tecnologie militari sponsorizzata da Leonardo alla Nuvola dell’Eur.

Ci racconta, poi, il clima dentro all'Università e come si stanno preparando alla manifestazione nazionale di sabato 5 ottobre.

Di seguito, il comunicato del Collettivo ZAUM:

Sabato 5 scenderemo anche noi in piazza per sostenere la resistenza del popolo palestinese. È passato un anno dall’inizio di una nuova fase del conflitto, che ha visto svilupparsi atrocità sempre maggiori. Le voci che chiedono la liberazione della Palestina sono aumentate e il movimento in solidarietà alla resistenza palestinese è cresciuto e si è sviluppato anche all’interno delle università.

È aumentata anche la repressione e il divieto di questa piazza non è altro che l’ennesima prova di come le istituzioni cerchino di soffocare ogni tentativo di sostegno alla causa palestinese, come abbiamo visto anche durante la mobilitazione in Sapienza dello scorso anno. Fa da sfondo a tutto ciò anche il nuovo decreto sicurezza, il DDL 1660, che mina ulteriormente la possibilità di manifestare, tendendo di fatto a uno stato di polizia.

Il genocidio del popolo palestinese parte anche dalla nostra stessa università, che attraverso gli accordi con Israele e industrie belliche si rende complice del massacro. Noi studentə riteniamo quindi fondamentale utilizzare le nostre forze per cercare di fermare il genocidio, lottando sia nelle piazze che all’interno dell’università, attraverso la richiesta del boicottaggio accademico.

Sabato porteremo quindi la nostra rabbia in piazza e grideremo, ancora una volta, Palestina libera.

 

 

 

Torino. Chiusa l’aula dell’Intifada studentesca al Politecnico

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Stamani a Torino chiusa con sigilli  l’aula “Shireen Abu Akleh” occupata quattro mesi fa nell'ambito delle lotte per la Palestina: un'aula precedentemente inutilizzata che torna ad esserlo dopo mesi in cui aveva ospitato assemblee, momenti di dibattito e che aveva svolto il ruolo di aula studio.

Uno studente del Politecnico ha chiarito le responsabilità specifiche di un ateneo coinvolto in progetti che collaborano all'ideazione di materiali e saperi coinvolti nel genocidio, abbiamo inoltre affrontato il quadro delle intifade studentesche nel nostro paese e a livello internazionale.

Domani, mercoledì 25 settembre si riunirà un'assemblea pubblica all'interno del Politecnico di Torino per riaggiornare la lotta.