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Strage Viareggio, presidio fuori al Tribunale in attesa delle motivazioni

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E’ stato organizzato per oggi 22 luglio dalle 9.30 alle 12 un presidio di protesta al Tribunale di Lucca per informare e denunciare che a sei mesi e mezzo dalla sentenza di Cassazione per il processo per il disastro alla stazione di Viareggio del 2009, le motivazioni ancora sono latitanti. La c.d. legge Bonafede del 20 gennaio 2020 bloccava la prescrizione dopo il 1° grado. In qualche modo una ‘risposta’ al dolore, alla rabbia, alla determinazione di familiari di numerose stragi, tra l’altro rimaste anche impunite.
Il Consiglio dei Ministri (CdM), su proposta dell’attuale ministra, Cartabia, ha ‘sentenziato’ che il processo di 2° grado/Appello si dovrà celebrare in due anni, quello di Cassazione in un anno. Se non vengono rispettati questi tempi scatta la c.d. ‘improcedibilità’, cioè il processo è defunto e gli imputati/colpevoli usufruiscono
dell’amnistia mascherata.
La ‘giustizia’ prevede che quando questi imputati/condannati sono benestanti o ricchi possono pagare profumate e salate parcelle ad avvocati, periti e consulenti, abili nel far sforare i tempi per rendere
lettera morta i processi. La storia, l’esperienza e la realtà questo insegnano!
La ministra Marta Cartabia, in una intervista sul ‘Corriere della Sera’ del 10 luglio 2021 sostiene: “La Cassazione ha impiegato meno di un anno per la pronuncia sulla strage di Viareggio”.

Mente sapendolo o mente incoscientemente, la ministra?

La sentenza di 2° grado/Appello si è tenuta il 20 giugno 2019 a Firenze, quella di Cassazione l’8 gennaio 2021 (un anno e mezzo dopo) a Roma; la sentenza di 1° grado il 31 gennaio 2017 a Lucca e quella di 2° grado/Appello due anni e mezzo dopo. E il tutto in presenza di una permanente e sistematica mobilitazione popolare.

Il processo di Viareggio ha abbondantemente sforato sia per il 2° grado che per la Cassazione i termini della decisione CdM/Cartabia. Con questa legge il processo del disastro ferroviario sarebbe defunto due
anni dopo la sentenza di 1° grado, cioè il 31 gennaio-1° febbraio 2019.

Viareggio: a giugno la sentenza di Appello

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Durata 5m 13s

Si è svolta il 15 aprile l'ultima udienza prima della sentenza per quanto riguarda il secondo grado del processo per la strage di Viareggio. Ne parliamo con Riccardo Antonini, il ferroviere licenziato per aver denunciato le Ferrovie dello Stato responsabili della strage. Il 20 giugno ci sarà la sentenza di appello, il 24 giugno la manifestazione nazionale a 10 anni dalla strage. 

Strage di Viareggio: processo d'appello

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Con un compagno facciamo il punto sul processo d'appello e un' ampia riflessione circa le stragi rimaste impunite, la mancanza di sicurezza delle infrastrutture, le iniziative dell'associazione dei familiari delle vittime della strage.

Rilanciamo l'appuntamento di venerdì 25 gennaio alle ore 9.30 davanti alla Cassazione in Piazza Cavour per sollecitare la conclusione del processo affinchè non cada in prescrizione così che i responsabili della Strage non rimangano impuniti.

 

 

Mezedes: la sentenza della strage di Viareggio e il NO TUNNEL TAV di Firenze

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Durata 1h 43m 26s

Un commento con Riccardo Antonini della sentenza di primo grado (che si è avuta dopo 8 anni) per la strage di Viareggio in cui ricordiamo, persero la vita 32 persone a causa di un deragliamento di un treno che aveva 14 cisterne cariche di gpl.

Rispetto alle richieste avanzate dai pm, la sentenza vede la condanna a 7 anni sia per Moretti (ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato) che per Miche Mario Elia (ex amministratore della Rete Ferroviaria Italiana).

 

Altro argomento trattato: la lotta contro la costruzione del tunnel Tav sotto Fireze; ne parliamo con un compagno del Comitato No tunnel No TAV, che ci spiega dell'assurdità di questo progetto e degli intrecci tra costruttori e politica.

Altre info su http://notavfirenze.blogspot.it/

 

Durata: 1h :43'

Tappabuchi del 22 febbraio 2016

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Intervento di una lavoratrice del movimento dei disoccupati ex Bros di Napoli sul processo in corso e lo stato della vertenza. Intervento di un disoccupato del movimento di lotta per il lavoro 7 novembre di Bagnoli sulle iniziative di lotta in atto in queste settimane. Presidio al tribunale di Livorno a sostegno del ferroviere Riccardo Antonini licenziato per aver prestato il proprio supporto ai familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Assemblea il 1 marzo 2016 a sostegno dei facchini licenziati dal magazzino Carrefour di Santa Palomba.

Aggiornamenti dal presidio di Firenze per la strage di Viareggio

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Durata 9m 1s

Collegamento con Riccardo Antonini dal presidio di Firenze (di fronte al Palazzo di Giustizia, via A. Guidoni 61, ingresso Peretola)

 

Di seguito si riporta il testo del volantino diffuso durante il presidio di lunedì 13 ottobre 2014.

 

Contro sentenze al servizio dei padroni e dei manager di Stato,

Per la sicurezza ed il diritto di espressione

 

Il 4 giugno 2013 il giudice del lavoro del Tribunale di Lucca, sig. Luigi Nannipieri, aveva confermato il licenziamento di Riccardo Antonini. Una sentenza schierata apertamente dalla parte sbagliata: quella dell’imputato/rinviato a giudizio, cav. Moretti, il quale anziché garantire la sicurezza di cui c’è estremo bisogno in ferrovia, ha continuato a ripetere che in ferrovia “non esiste un problema sicurezza”. Nei suoi 8 anni di Ad delle ferrovie, sui binari hanno perso la vita oltre 50 lavoratori: 1 Vittima ogni due mesi!

Una sentenza complice con chi sacrifica la vita sull’altare del profitto e che, oggettivamente, istiga a penalizzare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Oltre al fatto gravissimo che costringe lavoratori e delegati Rls a non denunciare la mancanza di sicurezza e di salute per non subire intimidazioni, minacce, ricatti, licenziamenti(!).

 

Il 17 luglio 2014 la sentenza-vergogna viene confermata dal collegio della Corte di Appello di Firenze, sezione Lavoro, giudice/presidente, sig. Giovanni Bronzini, con i giudici/consiglieri sigg. Gaetano Schiavone e Simonetta Liscio. Come il cav. Moretti che non fa licenziare ma licenzia (anche di questo si è vantato), Bronzini tiene per sé gelosamente l’impugnazione presentata da Riccardo, avocandola a sé, in qualità di presidente del Tribunale. In mano ad altri potrebbe essere giudicata diversamente. Meglio non rischiare: superiori … e Moretti potrebbero risentirsi. Così se la tiene stretta stretta e con Ordinanza la respinge applicando l’art. 348 bis c.p.c.: “l’impugnazione è dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole probabilità di essere accolta”. Un’ordinanza di 2 paginette scarne di falsificazione della realtà.

Rivendichiamo il diritto/dovere a denunciare questa sentenza di “classe”. A chi dice ormai la vergogna si è consumata, rispondiamo con la mobilitazione per svelare la natura di una magistratura genuflessa al potere e per evitare altre sentenze-vergogna.