Sassari: domani presidio al carcere di Bancali per Alfredo Cospito
Domani 1 gennaio 2023 alle 17 presidio al carcere di Bencali a Sassari dove è rinchiuso Alfredo Cospito
Domani 1 gennaio 2023 alle 17 presidio al carcere di Bencali a Sassari dove è rinchiuso Alfredo Cospito
Sono 64 giorni di sciopero della fame e il Tribunale di Sorveglianza, lunedi 19 dicembre ha stabilito che il 41bis è una misura idonea e legittima per Alfredo, di fatto condannandolo a morte. Parliamo delle prossime mobilitazione con un compagno e del significato che ha questa misura in questo momento storico.
Venerdì 23 dicembre presidio al Ministero di Giustizia in Via arenula a Roma.
Torino 23/12 ore 16 presidio via Lagrange
Genova 23/12 ore 18 Piazza Raibetta
Madrid 23/12 ore 20 di fronte l'ambasciata italiana.
Il Tribunale di Sorveglianza rigetta il reclamo di Alfredo Cospito sul 41 bis, delle motivazioni della sentenza e delle prospettive future ne parliamo con l'Avvocato di Alfredo Cospito, che ricordiamo è ad oggi a 62 giorni di sciopero della fame.
Oggi, Lunedì 5 Dicembre, la corte d'appello di Torino rimanda nuovamente alla consulta il pronunciamento sull'accusa di strage politica per Alfredo Cospito e Anna Beniamino, all'interno dell'inchiesta Scripta Manent.
La sentenza era attesa per oggi.
Nello spazio redazionale parliamo di 41 bis e ergastolo ostativo, a cui Alfredo è sottoposto e contro cui sta lottando con lo sciopero della fame, insieme a Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”.
Nella seconda corrispondenza potete ascoltare un estratto della registrazione fatta in aula delle parole di Alfredo Cospito, di fatto le uniche parole che ci arrivano da Alfredo da quando è detenuto nel carcere di Bancali.
Infine una terza corrispondenza con l’avvocato Flavio Rossi Albertini sulla decisione della corte d’assise d’appello di Torino di rinviare alla Corte costituzionale la decisione sulla possibilità di concedere le attenuanti ad Alfredo Cospito e Anna Beniamino, per i quali il procuratore generale di Torino aveva chiesto rispettivamente l’ergastolo ostativo e 27 anni di carcere per strage politica.
Oggi primo dicembre si è riunito il tribunale di sorveglianza di Roma per decidere se Alfredo Cospito rimarrà in 41bis per i prossimi 4 anni. Lungo tutta la mattina abbiamo cercato di dar voce non solo ai vari presidi, ma anche alle varie lotte che la repressione ha colpito. Soprattutto abbiamo sottolineato come di fronte alla repressione siamo tutt* uguali e chi lotta non sarà mai sol*. La lotta di Alfredo non è solo una lotta fra lui e lo Stato, fra gli/le anarchic* e lo Stato, ma è una lotta per continuare a lottare, per arginare quest'avanzata repressiva che potrebbe colpire chiunque oggi, come domani, voglia alzare la testa di fronte a una qualunque ingiustizia. Spesso magistratura e giornali cercano di tracciare una linea fra "buon* e cattiv*", differenza che rifiutiamo categoricamente in quanto per noi l'unica linea che esiste è fra chi opprime e che è oppress*. Esiste un unico orizzonte, crediamo sia importante essere unit* contro gli attacchi repressivi e per questo rilanciamo l'appuntamento di domani 2 dicembre sciopero generale e del corteo di sabato ore 14 – piazza della Repubblica, ROMA
Domani presidio nei pressi di Piazza Cavour dove il Tribunale di sorveglianza deciderà per la permanenza o meno di Alfredo in regime di 41bis. Ricordiamo che Alfredo è in sciopero della fame da ormai più di un mese.
Oggi 29 novembre 2022 alle 17:30 presso le scale della facoltà di giurisprudenza de La Sapienza si parlerà di 41 bis e ergastolo ostativo. Il percorso che ha portato alla costruzione del dibattito è iniziato il 20 ottobre, giorno in cui Alfredo Cospito, detenuto in 41 bis al carcere di Sassari, ha iniziato lo sciopero della fame per denunciare la su condizione. 41 bis vuol dire essere confinato/a in un cubicolo di m 2,53 x 1,53 con due ore d’aria a disposizione, di cui una da solo/a e una di “socialità” e nelle quali l’aria è rigorosamente tagliata da un altro cubicolo chiuso. I colloqui con i parenti si possono svolgere solo una volta al mese per un’ora. Non si può scrivere, né si può leggere. Alfredo, anarchico, è in 41 bis per evitare che si protraggano nel tempo forme associative non si capisce di quale natura. L’avvocato difensore ha scritto insieme ad altri 150 professionisti dell’albo una lettera di denuncia che evidenzia una deriva pericolosa che distorce completamente i presupposti garantisti del diritto in questo paese. Gli studenti e le studentesse de La Sapienza hanno pubblicato anch’essi una lettera per far esprimere l’università tutta, per l’abolizione di quella che altro non è se non una tortura.
Ne abbiamo parlato con un compagno dell’università.
Diamo alcuni aggiornamenti riguardo la condizione di Alfredo Cospito e commentiamo la situazione con il suo l'Avvocato. In ballo, il primo dicembre, c'è molto di più che la vita di Cospito. Rompere il silenzio, la cappa che ha sorretto il 41bis, sembra sempre più difficile. Martedì ore 16 a La Sapienza ci sarà un incontro pubblico in cui si cercherà, ancora, di infrangere questo vetro protettivo dell'inumanità democratica.
Interverranno:
AVV. Caterina Calia la quale ha seguito 3BR in 41bis.
AVV. Flavio Rossi Albertini, legale di Alfredo Cospito attualmente in 41bis
Intervento di 'pagine contro la tortura'
Nicoletta dosio da remoto.
Alleghiamo comunicato del presidio per il 1/12
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS
Giovedì 1° dicembre 2022 ore 9.30
PRESIDIO AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA A ROMA
Il 1° Dicembre si svolgerà l’udienza del riesame sul provvedimento di applicazione del regime detentivo 41bis per i prossimi quattro anni all’anarchico Alfredo Cospito.
Alfredo, trasferito dal circuito di Alta sicurezza 2, è stato rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari in regime 41 bis dal 5 maggio e contro questo provvedimento ha intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza dal 20 ottobre.
Nel frattempo Juan Sorroche, Ivan Alocco e Anna Beniamino si sono unitx allo sciopero della fame da altre carceri e il sostegno alla lotta è arrivato da numerosi prigionieri rivoluzionari.
È passato più di un mese ed è sempre più urgente rispondere con la solidarietà.
L’udienza nei confronti di Alfredo si svolgerà presso il tribunale di sorveglianza di Roma che ha competenza esclusiva per le decisioni sui reclami avverso i provvedimenti applicativi del regime di 41 bis per qualsiasi persona detenuta.
Negli anni le procure sono passate da varie inchieste antiterrorismo, con tutto il seguito di mediaticità e propaganda degli organi di stampa e di stato, al facile inserimento dei reati associativi, per poi arrivare all’oscura ombra del 41bis.
Un regime di tortura che rappresenta una minaccia e un pericolo che riguarda tutte e tutti.
Sappiamo infatti che la repressione si muove su più livelli: non solo quello punitivo della pena inflitta per il reato contestato, ma anche quello preventivo, di monito, per chiunque pensi possibile ribellarsi, e quello vendicativo, volto a debellare l’idea rivoluzionaria e di lotta in generale.
Alfredo ha sempre contribuito al dibattito con scritti pubblici e ha continuato l’attività di editoria anarchica anche dal carcere. Proprio questa è stata ritenuta dagli inquirenti “istigatoria” del movimento anarchico, descritto come una organizzazione formale con ruoli e gerarchie.
Quindi, la logica del 41bis di recidere i contatti con la presunta “associazione” di appartenenza esterna viene messa in pratica vietando, nell’isolamento totale, rapporti epistolari con chiunque, la socialità e perfino letture di quotidiani, libri e riviste, anche di movimento.
L’obiettivo è l’annientamento di un prigioniero rivoluzionario.
Al punto che, al giorno d’oggi, non è possibile conoscere la dichiarazione con cui Alfredo spiegava le ragioni dello sciopero della fame perché, durante il processo in videoconferenza, il giudice ha tolto l’audio al microfono.
Vogliamo fermare questa spirale repressiva. È la lotta di Alfredo in sciopero della fame che sta rischiando la sua vita, è quella di Juan, Ivan e Anna ed è la nostra lotta.
PER CHI HA A CUORE LA VITA DI ALFREDO, JUAN, IVAN E ANNA
Giovedì 1 dicembre ore 9.30 presidio al Tribunale di sorveglianza in via Triboniano 5 (nei pressi di piazza Cavour).
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS
CONTRO IL CARCERE E LA SOCIETÀ CHE NE HA BISOGNO
anarchiche e anarchici
Corrispondenza telefonica del lancio del presidio solidale di domenica 27 novembre
Ore 10:30
Pratone in fondo a via Bartolo Longo
Portiamo la nostra rabbia transfemminista davanti al carcere di Rebibbia
La pioggia non fermerà la nostra solidarietà.
No maschi etero cis
Settima puntata, della Stagione 22/23, di Militant Dub Area sul 87.9 di Radio Onda Rossa, piena di voci diverse e good vibes.
Durante la prima ora, grazie alla collaborazione della Redazione ROR, abbiamo ascoltato le testimonianze di Leila Daianis (Associazione Trans Libellula), Milo (Le Tre Ghinee), GenderX e Azione Trans per il TDOR (Trans Day Of Remembrance) che si svolgeva a Roma.
Sempre nella prima metà della puntata abbiamo fatto una comunicazione telefonica con Laura, dello Spazio Sociale Idea Libera di Sassari, sul caso di Alfredo Cospito e l'aberrazione giuridica, politica e umana che significa una pena come quella del 41bis.
Nella seconda parte abbiamo presentato il nuovo materiale di Mystical Powa per poi chiudere in bellezza con le selections del nostro caro Paolo Barabbas.
Buon ascolto!
La Playlist:
Pliers - Bam Bam
Yellowman - Bam Bam
Dennis Brown, Gregory Isaacs, Freddie MC Gregor - Run Come
Danny Coxson - Come back Yah so
Vivian Jones - Physical
Anthony B - Dem can't stop we from talking
Eccleton Jarrett - Free Up (Tuff Scout)
Mystical Powa - No Justice No Peace
Mystical Powa - No Dub No peace
Backyrad Methods ft. Roberto Sanchez - Lift up your conscience
Dub Judah & Dennis Rootical - Better to be good
Winston Francis - Let's go ti Zion
Ammoye meets Vibronics - Lock Down
The Navigator meets The Mifgty Prophet - The gift of Jah
Jah Version - Credentials