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Soldi facili e password difficili

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... due cose che non esistono!
 
Ripartiamo dalla puntata precedente: cosa succede ad El Salvador, paese che ha adottato il Bitcoin come valuta? Incredibilmente questa mossa non ha risolto i problemi economici, e ora Bukele se la prende con le gang, dichiara lo stato d'emergenza, e dà carta bianca alla polizia: si parla di 6000 persone arrestate e 87 uccise. Nella foto, il presidente - con un tweet - esibisce gli arrestati.
En passant, riprendiamo l'incredibile report del FMI che stabilisce la correlazione tra uso del bitcoin e corruzione.
 
Cambiando nettamente argomento, Google mette uno stop all'uso dell'autenticazione basata solamente su utente e password. Ricapitoliamo quindi: come funziona l'autenticazione al giorno d'oggi? Perché la password "semplice" viene considerata un metodo non più sicuro? E com'è che Google ci tiene tanto alla tutela dei nostri dati?
 
Torniamo alle amate crittovalute: anche qui c'è chi promette di regalare soldi, anzi di realizzare niente di meno che il reddito minimo garantito mondiale... cosa vorranno in cambio? Cose non molto diverse da quelle che vogliono alcuni istituti creditizi che usano il machine learning per realizzare dei conti correnti che possono andare in rosso... di un importo che non vi possono dire in anticipo !
 
Per concludere, un grande classico: gli AirTag - una statistica basata sulle denunce fatte alla polizia ci indica una volta di più che uno degli usi più diffusi per gli airtag è lo stalking.
 

A chi piacciono i Bitcoin?

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Durata 2h 11m 24s

Le criptovalute hanno in questi anni generato curiosità, paura, interesse. Ma quali sono i soggetti che hanno dei progetti concreti a riguardo?

In questa puntata cerchiamo di mostrare come su questo tema il mondo del capitalismo mostri una certa divisione:  l'ala più classica è scettica a riguardo, e principalmente si interessa dei Bitcoin come strumento di riciclaggio del denaro sporco; l'ala anarco-capitalista, fautrice di un liberismo economico estremo e di una fortissima  riduzione delle competenze statali, lo vede come uno degli elementi che può portare ad una società in cui le relazioni socio-politiche siano soppiantate da relazioni economiche.

Raccontiamo così l'esperienza salvadoregna, che ha riconosciuto il Bitcoin come moneta a corso legale; e quella dell'honduras, che tramite le ZEDE (zonas de empleo y desarrollo economico,  una sorta di zona economica speciale), si è trovata in casa un esperimento di sviluppo di una città anarco-capitalista con fortissime autonomie rispetto al governo centrale.

Vediamo quali sono gli atteggiamenti negli USA, nel Regno Unito.

Per chiudere, raccontiamo la storia - solo in parte correlata e non del tutto interessante, ma assai divertente - della sequenza di "hack" tra il gruppo Lapsu$ e la compagnia produttrice di schede grafiche NVidia

Una app per domarti, una app per trovarti...

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Durata 2h 17m 26s
Durata 1h 35m 19s
Durata 30m 25s

Oggi parliamo di WeChat: applicazione che definire di messaggistica è un eufemismo, poco conosciuta da queste parti ma usatissima in Cina. Seguiamone la storia dalla nascita per cercare di capire come ha potuto diventare quello che è: un sistema omnicomprensivo che include le funzionalità di messaggistica, social network, e-commerce, dating, pagamenti online, portale della Pubblica Amministrazione, e molto altro. Senza farsi mancare funzionalità di sorveglianza e censura (anche automatica).

Facciamo il paragone con lo scenario dalle nostre parti: se tutte le grandi aziende del web sognano di diventare come WeChat, non è detto che la cosa sia possibile: non solo perché il mercato è conteso e offre tante alternative, ma anche perché le regolamentazioni antitrust - per quanto non sempre efficaci - probabilmente non permetterebbero di espandersi quanto ha fatto WeChat. Cosa che sarebbe stata difficile anche in Cina, senza l'appoggio del governo.

A seguire, notiziole:

  • novità su Signal
  • resuscitano le discussioni sulla supersorveglianza con la scusa dell'anti-pedopornografia
  • Gli AirTag: un gadget, mille sorprese

Non tutti sanno che... notizie per non sfigurare sotto l'ombrellone

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Durata 2h 15m 50s

Puntata "insalata", con grande mischione di notizie varie dall'Internet.

Apriamo passando in rassegna alcune "semplici"  tecnologie di sorveglianza, cercando di analizzare il modo in cui queste mescolano l'ambito pubblico con quello privato.

Dalla Russia, veniamo a sapere che l'FSB delegava alcuni progetti segreti a dei soggetti privati (la SyTech in particolare). La SyTech è poi stata bucata, permettendoci di venire a sapere quali erano questi progetti. Si va dalla sorveglianza massiva dei social network, alla mappatura della topologia della rete russa (vedi la puntata del 12 maggio).

Anche l'FBI è intenzionata ad affidare a contractor privati il monitoraggio dei social network alla ricerca di parole chiave ed altre informazioni "pericolose".

E molto altro! Non perdere l'ultima puntata della stagione delle dita nella presa!

Ci rivediamo ad agosto, o forse a settembre.

Il futuro è privato?

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Dopo aver parlato varie volte di crittovalute (dal punto di vista tecnico, finanziario e con un approfondimento sugli smart contract), Facebook lancia Libra: una "critto"-valuta (che di critto ha ben poco) gestita da vari giganti della finanza e da grandi aziende dell'informatica. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Chiamiamo l'Hacklabbo, hacklab bolognese che anima l'XM24 da tanti anni, per aggiornamenti sul corteo di ieri e sul programma di mobilitazione e presidio per l'estate.

In chiusura alcune notiziole.

Il lavoro è un gioco o i giochi aiutano a lavorare di più?

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Prendendo spunto dalle novità sui "giochi" in azienda di Amazon parliamo di gamificazione con Karlessi di CIRCE: come distinguere i contesti gamificati da quelli di semplice gioco? Perché la gamificazione - idea non nuovissima - si va diffondendo sempre di più, fuori e dentro il mondo del lavoro ma soprattutto in quell'area intermedia che è la sharing/gig economy.
Il libro citato nell'intervista è Addiction by design di Natasha Dow Schüll 

Parliamo poi delle consuetudini all'interno di Snapchat: l'azienda era così abituata a rispondere a richieste legali da aver sviluppato addirittura una applicazione per farlo con maggiore efficienza; applicazione che ovviamente è sfuggita di mano ed è stata spesso usata indiscriminatamente.

Chiudiamo con facebook, che si merita ben due notizie:

  • la chiusura (ma la vera notizia è l'esistenza) di 2miliardi (DUE MILIARDI) di account fasulli, cosa che mette abbastanza in discussione l'uso di facebook come termometro del sentire comune.
  • l'annuncio di una nuova criptovaluta all'interno dell'ecosistema di facebook chiamata GlobalCoin, che promette di "rendere lo scambio di soldi facile come l'invio di una foto su whatsapp". Per realizzare questo obiettivo anarcocapitalista Facebook si sta accordando con grandi gruppi finanziari, sperando così di non ricadere nel fallimento dei "facebook credits" o nei problemi delle altre criptovalute.

 

Per qualche bitcoin in più

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Durata 1h 53m 31s
Durata 15m 53s

I bitcoin ci promettono un mondo senza banche centrali, basato su protocolli aperti e peer-to-peer. La domanda  è: possono cambiare qualcosa?

Ci dà uno spunto un compagno di autistici/inventati, che ci spiega perché nel lontano 2013 loro hanno scelto di non accettare donazioni in bitcoin.

Se - tagliando corto - potremmo dire che nessuna moneta risolverà i problemi della società, entriamo comunque nel merito dei rapporti delle crittovalute con l'economia reale; sfatiamo alcuni miti su anonimato, immediatezza e indipendenza; mostriamo quali sono i riferimenti ideologici alla base del Bitcoin e di conseguenza della maggior parte delle crittovalute che derivano dal Bitcoin.

In chiusura, uno sguardo rapido su alcune delle migliaia di "alt-coin" da quelle che promettono di risolvere difetti tecnici del bitcoin ad altre al limite del demenziale.

Ascolta anche l'approfondimento sull'implementazione tecnica delle crittovalute, la blockchain.