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Una app per domarti, una app per trovarti...

Data di trasmissione
Durata 2h 17m 26s
Durata 1h 35m 19s
Durata 30m 25s

Oggi parliamo di WeChat: applicazione che definire di messaggistica è un eufemismo, poco conosciuta da queste parti ma usatissima in Cina. Seguiamone la storia dalla nascita per cercare di capire come ha potuto diventare quello che è: un sistema omnicomprensivo che include le funzionalità di messaggistica, social network, e-commerce, dating, pagamenti online, portale della Pubblica Amministrazione, e molto altro. Senza farsi mancare funzionalità di sorveglianza e censura (anche automatica).

Facciamo il paragone con lo scenario dalle nostre parti: se tutte le grandi aziende del web sognano di diventare come WeChat, non è detto che la cosa sia possibile: non solo perché il mercato è conteso e offre tante alternative, ma anche perché le regolamentazioni antitrust - per quanto non sempre efficaci - probabilmente non permetterebbero di espandersi quanto ha fatto WeChat. Cosa che sarebbe stata difficile anche in Cina, senza l'appoggio del governo.

A seguire, notiziole:

  • novità su Signal
  • resuscitano le discussioni sulla supersorveglianza con la scusa dell'anti-pedopornografia
  • Gli AirTag: un gadget, mille sorprese

Facebook: Da censore ad editore il passo è breve

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Iniziamo con le notizie serie: una tazza speciale che analizza tutto sulla vostra cacca. Sembra una stupidaggine, ma non è affatto il primo sistema di monitoraggio della salute. Si tratta di sistemi piuttosto invasivi, la cui utilità è discutibile ma il marketing è forte.
 
Parliamo poi di WhatsApp. Un'inchiesta di ProPublica mostra che l'azienda era in grado di leggere almeno una parte dei messaggi che i suoi utenti scambiavano, cosa che era stata esplicitamente negata dai suoi vertici. Con la scusa del controllo degli abusi - finalizzata a bloccare utenti che hanno comportamenti giudicati inadeguati - non solo i moderatori possono leggere i messaggi che vengono segnalati e quelli ad essi collegati, ma la app stessa analizza i messaggi che gli utenti inviano alla ricerca di possibili violazioni, e si autodenuncia in tale caso.
 
Proseguiamo con Facebook - che invece si è sempre saputo che modera i contenuti - che secondo l'alta corte australiana è responsabile per i commenti calunniosi al suo interno, quando questi non si possono configurare come una conversazione con l'autore del post.
 
Notiziole:
  • le grandi aziende del cloud fanno un manifesto d'intenti che dovrebbe rassicurarci... nel difendere i loro interessi
  • la politica di non tenere log sui server - strumento semplice ed efficace per evitare delazioni inutili - è attaccata: alcuni produttori televisivi sostengono che questa non sia valida quando viene implementata con l'esplicito proposito di facilitare la pirateria.
  • viceversa scaricare musica e video da piattaforme video potrebbe essere legale secondo la legge francese; peccato che i dettagli siano un po' confusi.
  • la California emana una legge che per la prima volta cerca di mettere ordine nel mondo dei lavori gestiti da algoritmi, chiarendo che questi ultimi non possono non essere noti ai lavoratori o al governo; e che non devono adottare metriche che penalizzino l'esercizio dei normali diritti dei lavoratori (vedi notizia di apertura!)
 

Tecnologia e automazione

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Digitalizzazione pervasiva e iperconnessione ci rendono automaticamente cittadini più informati e partecipi? Ne parliamo con gli autori del libro "Cittadinanza digitale e tecnocivismo", scaricabile gratuitamente dalla rete. Per il ciclo Tecnologia e automazione, affrontiamo con gli ospiti di oggi il tema della non neutralità della rete, dei rischi della violazione sistematica del diritto alla privacy, verificando come le infrastrutture digitali siano ormai diventate merci.

Più mi scrivi meno ti leggo: riflessioni sulla messaggistica istantanea

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Durata 1h 50m 52s

Quali sono le relazioni che stabiliamo attraverso le App di messagistica instantanea? Come lo strumento ci induce a preferire dei comportamenti piuttosto che altri? E perche?
Abbiamo esplorato le caratteristiche di questi strumenti e delle interazioni che si stabiliscono tra esseri umani ed esseri macchinici quando inviamo dei messaggi istantanei; perché scriviamo molti messaggi? Che effetto ha su di noi questa enorme produzione di messaggi?

In parte, questo è dovuto alla tecnologia dell'instant messaging in sé;  in parte questo è alimentato con tecniche inserite negli strumenti da chi li ha progettati, tecniche finalizzate a farci produrre sempre più dati, in un'epoca dove i dati sono il nuovo petrolio. Ma non è tutto nero quello che appiccica e in chiusura proponiamo delle tecniche di autodifesa che ripartendo dall'idea di relazioni conviviali e consapevoli ci permettono di usare questi strumenti senza essere posseduti dai loro demoni!

Trump scaricato: la censura che non è di Stato

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Durata 1h 42m 9s
Durata 22m 30s
Durata 35m 1s
Durata 20m 37s

Dopo il tentato colpo di stato, Trump viene bannato da molti social network e da varie aziende, i contenuti che invocano la frode elettorale bloccati da Facebook. È in questo modo, e non attraverso ordinanze federali, che Trump sta venendo estromesso dalla scena politica statunitense. Senza in nessun modo difendere Trump, dovremmo tuttavia chiederci come mai discorsi complottisti, autoritari e oppressivi siano così floridi sui social network; una riflessione che potrebbe portarci a scoprire che la censura non è il modo più efficace di affrontare il problema, e che forse è la forma della comunicazione online odierna ad essere problematica.

Dopo ciò, Trump si sposta su Parler, social network assai amichevole con gli utenti di estrema destra. Probabilmente il più usato dai suoi supporter che hanno tentato il coup kux klan. Questo ha scatenato molte reazioni contro Parler: l'app di Parler è stata eliminata dall'app store di Apple e dall'omologo di Google; Amazon ha revocato i servizi di cui Parler si avvaleva attraverso AWS; Twilio gli ha revocato l'account che utilizzavano per verificare gli indirizzi email degli iscritti. Ancora più importante, vari hacker attaccano Parler e riescono ad ottenere un dump piuttosto corposo contenente tutti i dati della piattaforma. Si scoprono così informazioni personali sugli iscritti, i luoghi da cui parlavano, si possono recuperare anche messaggi che gli utenti avevano apparentemente cancellato. Se vuoi approfondire l'argomento anche nei dettagli tecnici, ascolta il podcast di StakkaStakka su RadioBlackout. Noi facciamo invece delle riflessioni su come un servizio possa (o no) essere soggetto alla censura da parte delle aziende a cui si affida, più che a quella di Stato.

Cambiando argomento, parliamo di WhatsApp, che aggiorna i suoi termini di servizio con una mossa comunicativa poco riuscita. La verità è che non cambia moltissimo, che WhatsApp ha alcune pratiche antipatiche, ma che le aveva anche prima.

Messaggi e canarini

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In apertura, un aggiornamento sullo stato dell'assegnazione delle frequenze radio onde medie (AM): a sorpresa, moltissime richieste, con forte presenza di pochi gruppi.

 

Parliamo di messaggistica istantanea con un compagno di Autistici/Inventati e un compagno della Mensa Occupata, che ci raccontano perché hanno deciso di investire su un servizio che sembrava poco usato e come stanno venendo accolte le nuove funzionalità. Spieghiamo anche come installare ed usare l'applicazione Conversations (per Android) che permette di usare la chat fornita da autistici/inventati in modo semplice e sicuro.

 

In chiusura, aggiornamento sul "canarino" di riseup: dopo aver subito pressioni molto forti dalla giustizia americana per ottenere dati di utenti (su cui è stata costretta a cedere) hanno sviluppato un nuovo sistema di cifratura che mette al sicuro il collettivo dalle attenzioni della polizia, tutelando al contempo anche gli utenti.

PanIntercepticon

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Se tutti intercettano tutti:

Rimandiamo (e ringraziamo!) un'intervista andata in onda su Il bit c'è o non c'è, trasmissione di Radio Blackout, a proposito della cosiddetta inchiesta Occhionero.

A seguire sentiamo telefonicamente un compagno dell'Associazione Mutuo Soccorso, la quale sta preparando una revisione del suo vademecum "Difesa Legale" con un approfondimento specifico per la sorveglianza digitale.

Infine, commentiamo la notizia di una backdoor in Whatsapp: pur smentendo che si tratti di una backdoor, i dubbi sulla sua sicurezza rimangono.