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Francia: rilasciati 3 compagni fermati al confine italo-francese ma altri 3 restano in carcere

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Giornata di solidarietà, lotta antifascista e antirazzista domenica 22 aprile al confine italo-francese in alta Val Susa. Il corteo, partito dalla vicina Claviere, ultimo comune in territorio italiano, ha raggiunto il Monginevro. La marcia era stata organizzata per protesta contro la presenza dei militanti di estrema destra del movimento ‘Generation Identitaire’ a Nevache, vicino al Colle della Scala. Dopo aver superato il cordone di gendarmi francesi a Monginevro, i manifestanti, ai quali si sono aggiunti alcuni migranti, hanno proseguito fino a Briancon. 

Sei compagni fermati: tre compagni italiani sono stati rilasciati, mentre proprio oggi sono stati convalidati l'arresto per Theo e Bastien nel carcere di Gap e Eleonora è stata invece trasferita al carcere di Marsiglia. L'accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in banda organizzata.

Con noi al telefono due compagni, di cui uno (seconda corrispondenza) arrestato nella giornata di domenica.

Pavia, gli antifascisti respingono il presidio di Casapound in centro città

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Ieri sera a Pavia, decine di antifascisti sono scesi in piazza per contrastare il presidio di Casapound in centro città in memoria delle vittime delle foibe. Gli attivisti hanno organizzato l'iniziativa antifascista considerando il presidio fascista una provocazione vera e propria dopo l'attentato ai danni di 4 ragazzi a Macerata. Come è avvenuto a Macerata in quese ore, anche a Pavia, le istituzioni hanno legittimato la presenza delle organizzazioni di estrema destra concedendogli una piazza pubblica. Ieri sera, si è entrati a contatto con i gruppi di estrema destra che hanno ricevuto la pronta difesa della celere che ha caricato gli antifascisti più volte. Anche da Pavia si invita tutti e tutte a partecipare alla manifestazione di Macerata.

Macerata: le realtà sociali confermano la manifestazione di sabato 10 febbraio. Ma la Prefettura nega autorizzazioni

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Durata 14m 54s
Un compagno del Csa Sisma (www.csasisma.org) ci racconta le fasi convulse di questi giorni a Macerata, dove vanno avanti i preparativi per la manifestazione nazionale del 10 febbraio contro razzismo e fascismo. Le segreterie nazionali di ANPI, CGIL, ARCI e la presidenza di LIBERA – su sollecitazione della dirigenza del Partito Democratico – si sono tirate fuori dalla manifestazione invitando a non manifestare. Alla reazione dei cittadini di Macerata che comunque vogliono scendere in piazza la Prefettura, in questi minuti (ore 22.30), ha risposto con un comunicato in cui si afferma che "qualora non intervenga l'auspicato senso di responsabilità si provvederà a vietare lo svolgimento delle manifestazioni".

Como: negata manifestazione antifascista

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Durata 5m 8s

Dopo il blitz neonazisti della scorsa settimana, sabato prossimo ci sarà a Como una manifestazione antifascista istituzionale, a cui hanno già aderito Boldrini, D'Alema e Veltroni. Se tale manifestazione viene autorizzata, un altro corteo indetto da studenti comaschi è stato invece negato dalla Questura locale.

Ancora una volta vince l'antifascismo istituzionale in salsa veltroniana, mentre alle forze sociali autorganizzate viene negata la possibilità di manifestare contro i rigurgiti fascio-razzisti.

In collegamento Gavino, nostro ascoltatore e corrispondente da Como.

Bari: 40 anni fa i fascisti uccidevano Benedetto Petrone

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Benedetto Petrone venne uccisoa Bari, il 28 novembre 1977, dalle lame fasciste. Benny, proletario 18enne, era un militante della Fgci (organizzazione giovanile del Pci) ed era attivo nelle lotte per il quartiere di Bari vecchia.

Come ogni anno, Petrone è stato ieri ricordato da un partecipato corteo che ha altresì contestato la presenza a Bari del ministro dell'Interno Minniti.

Assieme ad un compagno di Bari, all'epoca militante del Movimento studentesco, ripercorriamo la storia di Benny e i cambiamenti sociali del capoluogo pugliese.