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Gaza

Palestina. Resistere con la cultura

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In studio, con una compagna e un compagno, tornati da un viaggio in Palestina, facciamo il punto sulla situazione in Cisgiordania, dove la popolazione palestinese continua ad essere oggetto delle violente aggressioni dei coloni e dell'IDF; in particolare, l'accesso all'acqua per i palestinesi è limitato, con erogazioni ridotte a qualche giorno a settimana; i pozzi vengono sistematicamente cementificati dall'esercito e le falde sono inquinate dagli sversamenti di industrie israeliane; inoltre, in tutta la Cisgiordania si respira un clima di paura, stanchezza e dolore, anche a seguito delle notizie che arrivano da Gaza, dove la tregua non è mai iniziata e il genocidio continua. Passiamo quindi a tracciare un quadro delle future mobilitazioni a fianco della popolazione palestinese, nella consapevolezza che è necessario tenere alta la guardia anche su quanto accade più vicino a noi. Parliamo del corteo previsto per sabato 13 dicembre, con concentramento alle ore 14:00 a Piazza Vittorio, e dell'iniziativa "Radici creative. Resistere con la cultura" che si svolgerà domenica 14 dicembre, alle 10.30, al Parco Garbatella  in via Rosa Raimondi Garibaldi, dove verranno presentate due campagne, la prima per la liberazione dei prigionieri politici palestinesi e la seconda per avviare la raccolta fondi a favore del campo invernale del "Jenin Creative Cultural Centre", le cui attività, dedicate ai bambini, costituiscono un'importante forma di resistenza quotidiana della popolazione della Cisgiordania.

Genocidio e profitto: Gaza nel nuovo ordine coloniale

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Il progetto della “Nuova Gaza” non è un piano di ricostruzione, ma l’ultima declinazione di un colonialismo accelerato che trasforma devastazione e morte in opportunità di governo e profitto. Qual è la logica del piano Trump su Gaza? La costruzione di uno spazio meticolosamente controllato e depoliticizzato, cioè pacificato, per la circolazione, il consumo e la produzione del capitale. Come spiega Alberto Toscano in questa intervista e all'interno del suo articolo pubblicato su Machina rivista di Derive Approdi https://www.machina-deriveapprodi.com/post/colonialismo-accelerato-un-piano-contro-la-palestina, la "Nuova Gaza" servirebbe a convertire la Striscia nel centro dell’architettura regionale filoamericana, garantendo potere economico, politico e militare sul flusso di energia, capitale e merci.
In questo scenario, la ricostruzione è solo il linguaggio che maschera una riorganizzazione neocoloniale: un’operazione che integra il genocidio in corso in un disegno più ampio, rendendolo non un eccesso tragico, ma una condizione funzionale al nuovo regime di accumulazione primitiva. Così, per Trump, Netanyahu e Blair, "a Gaza si può costruire una riviera solo sulle ossa dei morti".

Parlami di Gaza a Terni

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Parlami di Gaza è arte, musica e testimonianza in un'unica esperienza. E' la cultura viva di tre giovani palestinesi che ti arriva addosso. Una cultura che è memoria resistente, è un archivio vivente che attraversa generazioni e frontiere nonostante tentativi sistematici di cancellazione. Da oltre 77 anni il popolo palestinese porta una storia ferita che ci riguarda e che oggi più che mai ci spinge ad impegnarci nei modi più diversi per smascherare le logiche genocidarie che cercano di cancellare un intero popolo. La cultura come gesto politico, come forma di responsabilità collettiva è sicuramente uno dei tanti insegnamenti del popolo palestinese che abbiamo deciso di fare nostro e sostenere, sperando che tante altre persone si lasceranno contagiare.

Vi aspettiamo a Terni, sabato 6 dicembre a Palazzo Gazzoli in Via del teatro Romano 13  alle ore 18:00 avrà inizio lo spettacolo teatrale. Lo spettacolo è gratuito. L'ingresso sarà libero fino esaurimento posti. Info e prenotazione (non obbligatoria ma gradita): visionihandala@inventati.org

29 novembre: torniamo in piazza per la Palestina

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Con un compagno palestinese, commentiamo e denunciamo quanto sta accadendo in Cisgiordania, dove si sta assistendo a un rinnovato picco di arresti e deportazioni, non solo da parte di Israele, ma anche dell'Autorità Nazionale Palestinese. In Cisgiordania, infatti, la popolazione continua ad essere aggredita dal colonialismo di insediamento sionista, affiancato dalle forze dell'esercito israeliano, con politiche di sfollamento forzato, arresti, omicidi e violenze. Riflettiamo anche sulla nuova divisione della striscia di Gaza, attraverso le linee gialle e le linee verdi previste dal cosiddetto "piano di pace" Trump, che sembrano costituire il presupposto di nuove forme di colonizzazione e di negazione dell'autodeterminazione della popolazione palestinese. Parliamo poi del percorso di avvicinamento alla manifestazione nazionale del prossimo 29 novembre, incentrata sul contrasto alla finanziaria di guerra voluta dal governo Meloni che rende l'Italia, terzo fornitore di armi ad Israele, complice del genocidio della popolazione palestinese. Nella parte finale della corrispondenza, affrontiamo la tematica dell'intensificarsi delle campagne di arresti all'interno dei territori controllati direttamente da Israele, che hanno colpito quadri politici, sindacali e organizzazioni palestinesi.

Gaza umanizziamo l'umanità

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Attraverso le parole di un medico di Gaza umanizziamo l'umanità denunciando: il mistificatorio progetto del porto di Fiumicino dove arrivano le lunghe mani di Israele; gli imbrogli dell'ultimo contratto per la sanità che favorisce privati e assicurazioni;  le varie leggi nazionali e regionali contro la libertà di scelta ed  il pensiero critico.
Ritorniamo a Bettelheim confrontandoci come adulti sul significato delle favole e sull'interpretazione che diamo ai simboli che sembrano oggi discostarsi dalla realtà. 

Masafer Yatta ancora violenze dei coloni

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Con un volontario dell'operazione Colomba, che ci parla dalla Cisgiordania, diamo un aggiornamento sulla situazione nella zona delle colline a sud di Hebron, all'interno dell'area C, nota per i continui attacchi dei coloni e per le demolizioni di villaggi palestinesi. A partire da qualche settimana fa, si è registrata una forte accelerazione della pulizia etnica, delle violenze e delle dimostrazioni di forza da parte dei coloni, probabilmente anche a seguito della tregua tra Hamas e Israele a Gaza, che ha determinato il progressivo spostamento in Cisgiordania di forze militari. Anche oggi, un gruppo di coloni armati ha cercato di insediarsi in un'abitazione privata palestinese all'interno di un villaggio della zona, provocando forte tensione all'interno della comunità; anche gli attivisti cominciano ad essere oggetto delle violenze. In conclusione di corrispondenza, viene riaffermata la necessità di continuare le mobilitazioni a fianco della popolazione palestinese, senza dimenticare la situazione in Cisgiordania

Cybertech Europe: nuvola di morte

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Corrispondenza dall'Eur dove, presso il centro congressi la Nuvola, si sta svolgendo Cybertech Europe, evento nato in Israele e dedicato alla sicurezza informatica, alle tecnologie di difesa e all'intelligence digitale, che riunisce aziende, enti e funzionari governativi con lo scopo di promuovere intese in campo militare. Sono coinvolte alcune delle principali aziende legate agli apparati israeliani e complici del genocidio a Gaza. Appuntamento dalle 18 presso la fermata Eur Palasport della metro B.

Flotilla: la Conscience prosegue la rotta verso Gaza

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Con un sanitario di Roma facciamo un aggiornamento con la Conscience, la nave ammiraglia della nuova Freedom Flotilla. Si può seguire il viaggio qui https://freedomflotilla.org/ffc-tmtg-conscience-tracker/

La nave porta 131 sanitari di varia provenienza e un carico di aiuti per supportare la grave crisi degli ospedali a Gaza dove tutta la struttura sanitaria è al collasso. Tante le voci da Gaza in contatto con la Conscience che chiedono di arrivare presto per dare anche un po' di riposo al personale medico ormai allo stremo.

Anche oggi lo stato d'Israele ha ucciso circo 100 persone a gaza.

Luci sulla Palestina: 240 ospedali per Gaza

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Giovedì 2 ottobre dalle ore 21.00 la rete delle operatrici e degli operatori sanitari #DigiunoGaza promuove un flash mob in 225 ospedali di tutta Italia per esprimere solidarietà al popolo palestinese, condannare il genocidio in corso e ricordare i 1.677 sanitari uccisi a Gaza.

Continuano a crescere, di ora in ora, le adesioni al flash mob organizzato dalla reti  #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza,  “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”, sicuramente il più grande e diffuso flash mob mai realizzato in Italia da quando è iniziato l’attacco israeliano a Gaza. Gli ospedali che il 2 ottobre saranno illuminati dalle operatrici e operatori sanitari sono arrivati a 225, dalla Valle d’Aosta alla Calabria alle Isole e sono oltre 20 mila le iscrizioni via modulo online del personale sanitario ma si stima che a partecipare saranno almeno il doppio.

Albano: prossime mobilitazioni per la Palestina

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Un compagno di Albano ci parla dei prossimi appuntamenti: il 2 ottobre Non Una di Meno alle h 19.30 sarà sotto il Comune con un cacerolazo, come tutti i giovedì e venerdì 3 ottobre ci sarà un Corteo. Racconta, poi dell'incontro on line in un liceo di Velletri con un attivista che si trova su una delle barche della Global Sumud Flotilla.