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Libertà per Maysoon Majidi

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Intervento telefonico, dal presidio davanti alla Procura di Crotone, di una compagna del Comitato Free Maysson per parlare della situazione legale dell'attivista kurdoiraniana Maysoon Majidi, detenuta nella città calabrese con la accusa di scafismo dopo essere scappata dall'Iran per la sua lotta per i diritti delle donne.

Con Pezeshkian non cambia niente, in Iran 23 esecuzioni negli ultimi giorni

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Nonostante l'approdo del presunto riformista Pezeshkian alla presidenza della repubblica islamica iraniana, in elezioni disertate dalla gran massa della popolazione, prosegue la repressione degli ayatollah nei confronti dell'opposizione. Ad essere prese di mira in particolare le donne e le minoranze curde e del Belucistan.

 

Ain't no party like a post-Soviet party

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Ci prendiamo una pausa fino a settembre, ma per farci perdonare vi lasciamo dei consigli di lettura per esplorare la regione in questi due mesi. Perché vi vogliamo bene, ripercorriamo alcune delle performance più iconiche che i paesi slavi e caucasici hanno inviato ad Eurovision.

Scaletta musicale (e video delle performance live):

Libri menzionati:

  • Lonely Planet - Central Asia
  • Erika Fatland - Sovietistan
  • Erika Fatland - La frontiera. Viaggio attorno alla Russia
  • Stalin - Marxism and Problems of Linguistics [pubblicato in italiano col titolo 'Il marxismo e la linguistica']
  • Evgenij Zamjatin - Noi

Film menzionati:

E' morto Ebrahim Raisi

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Il 19 maggio è morto, in seguito alle conseguenze di un incidente di elicottero, Ebrahim Raisi, presidente dell'Iran e responsabile della morte di migliaia di oppositori politici. La sua morte provoca un vuoto di potere che il regime iraniano dovrà turare al più presto ma che lascerà sicuramente profonde conseguenze. La nostra corrispondenza con una rappresentante dell'associazione dei giovani iraniani in Italia.

Free Maysoon Majidi!

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Si è svolto oggi a Crotone un sit-in per chiedere la liberazione di Maysoon Majidi, attivista curdo-iraniana costretta a fuggire dal regime degli ayatollah a causa della sua militanza nel movimento Donna, vita, libertà.

Arrivata in Italia su un battello di migranti, si trova attualmente imprigionata con la folle accusa di essere una trafficante di esseri umani, a causa di una serie di errori di traduzione e di procedurali che hanno del grottesco.

La nostra corrispondenza dalla Calabria con un attivista del comitato Free Maysoon

No all'esecuzione di Toomaj Salehi

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Il rapper iraniano Toomaj Salehi è stato condannato a morte con l'accusa di “corruzione sulla terra” da un tribunale speciale. L’artista è detenuto da oltre un anno per accuse relative al contenuto delle sue canzoni e per aver sostenuto il movimento “Donna Vita Libertà”.

Toomaj Salehi è un militante del movimento che è scoppiato dopo la morte di Mahsa Jina Amini, la 22enne che aveva perso la vita dopo essere stata posta in custodia perché non portava correttamente il velo, e nelle sue canzoni chiede la libertà per i detenuti ingiustamente imprigionati e la fine della repressione.

Insieme a lui attendono la condanna a morte centinaia di prigionieri, compresi donne e minorenni, accusati di reati sia politici che comuni: impressionante il bilancio delle impiccagioni avvenute negli ultimi due anni in seguito all'accentuarsi della repressione del regime degli ayatollah.

L'Iran e la lotta per la libertà

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L'inganno dei confini
 
I conflitti armati in Asia occidentale, su cui è tornata l'attenzione mediatica dallo scorso ottobre, oltre a massacrare le popolazioni, coinvolgono tutti gli stati: mai come oggi siamo sull'orlo di una crisi mondiale.
L'area dell'Asia sudoccidentale ha sempre avuto precari equilibri accentuati dalla divisione coloniale dell'area tra vari stati, dalla nascita di un forte integralismo religioso negli ultimi decenni e dagli interessi imperialisti.
L’arco di crisi vede situazioni di conflitti guerreggiati, ad alta o bassa intensità, in Palestina, Iran, Libano, Yemen, Siria, Iraq, Armenia, Azerbaijan, Georgia e Turchia.
Si è passati dalle lotte di liberazione laiche, panarabe e panislamiche a situazioni di esasperazione dei nazionalismi, dei regionalismi e dei dogmatismi religiosi.
Le forme di repressione delle libertà e di esasperazione nazionalista e guerrafondaia praticate negli stati dell'area sono analoghe a quelle perseguite in Europa dalla destra fascista, sovranista e guerrafondaia.
E' proprio per questo che abbiamo deciso di organizzare, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3, a Garbatella, un ciclo di dibattiti che possano aiutarci a capire meglio, analizzando e riflettendo collettivamente, le dinamiche che animano questi conflitti. Una chiave di lettura delle situazioni che tenga conto dei complessi aspetti che la riguardano. Con la speranza di individuare percorsi libertari di emancipazione sociale.
Abbiamo pensato di invitare compagnə che vivono, o hanno vissuto, in quei paesi che studiano queste dinamiche o che sono impegnatə nelle lotte per la solidarietà alle popolazioni.
Per contatti:
Facebook: Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin
Instagram: @gruppoanarchico_bakunin.roma
Youtube @gruppoanarchicobakunin-fai7749
 
- Venerdì 22 marzo parleremo dell'Iran con Ghazal Afshar dell'Associazione giovani iraniani in Italia e altrə combattenti per la libertà in Iran;
I dibattiti cominceranno alle 19:30 (fuso orario di Roma) nella nostra sede di Via Vettor Fausto 3 (metro Roma B - Garbatella): entrare nel portone e scendere le scale.

Elezioni in Iran, una farsa che si ripete

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Si tengono oggi in Iran le elezioni per il rinnovo del parlamento iraniano e e della cosiddetta assemblea degli esperti, l'organo che ha teoricamente il potere di nominare o revocare il potere della guida suprema della repubblica islamica. Delle consultazioni completamente antidemocratiche in cui i candidati vengono selezionati in base al loro livello di affidabilità nei confronti del regime. Il rischio, per la guida suprema, è che la partecipazione al voto possa crollare rispetto alla già bassa affluenza della precedente tornata, in un contesto segnato da una generalizzata sfiducia nei confronti degli ayatollah.

Affinita’ e divergenze tra il compagno Shariati e noi

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Seconda puntata dedicata alla relazione tra marxismo e Islam. Usciamo un po' dai nostri confini per andare nell'Iran degli anni '70, dove Ali Shariati sta diventando (suo malgrado) uno degli intellettuali di riferimento della rivoluzione. Conosciuto in occidente solo attraverso le opere che hanno superato la censura religiosa, Shariati unisce marxismo e sciismo in una filosofia che non ha mai smesso di dire la verita' al potere. Paradiso e' solo un altro nome per la fine della storia.

Scaletta musicale:

  • CCCP - CCCP
  • Shagane - The Retuses

Qui (https://weise.symmetry-us.com/poemgeometry/) l'analisi dei motivi geometrici in Shagane di Eisenin

Ancora esecuzioni in Iran

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L'opposizione al regime degli ayatollah in Iran continua a pagare un pesantissimo tributo di sangue: la scorsa settimana si è chiusa con l'esecuzione di quattro condanne a morte, tra cui quella di due giovanissimi fratelli beluci, questa settimana si è aperta con la messa a morte di cinque detenuti, quattro dei quali curdi, impiccati dopo un processo farsa. Nonostante questo livello di repressione le rivolte continuano, nel carcere di Qezel Hesar è stato necessario il violentissimo intervento dei reparti antisommossa per sedare le proteste dei detenuti politici presenti nel penitenziario.