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iran

Libano: è guerra

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Israele sta ormai da più di 24 ore bombardando pesantemente il sud del Libano, Sidone e il sud della città di Beirut, dopo che comunque negli ultimi 16 mesi aveva sistematicamente e quotidianamente infranto la tregua ufficialmente sancita.

Ne parliamo con il giornalista Mauro Pompili che dà Beirut dà conto della sitauzione nel paese: almeno 70 morti e 200 feriti, persone in fuga dal sud e la prospettiva di un ennesimo conflitto molto lungo.

Propaganda e Guerra dagli USA all'Iran

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Apriamo la trasmissione con una "interferenza" di Andrea Borgnino, che ci racconta l'utilizzo della radio in questi giorni in Iran; allarghiamo poi la discussione ad altri contesti di guerra e in Palestina.

A proposito di telecomunicazioni e Iran, in Iran c'è un nuovo blackout di Internet, e negli Emirati Arabi Uniti vediamo che alcuni data center di Amazon sono stati colpiti dagli attacchi Iraniani.
Seguiamo poi la vicenda del contratto di OpenAI con il ministero della guerra statunitense, che ha scalzato Anthropic.

Negli USA, Google collabora con ICE ben più di quanto la legge gli impone; viceversa, migliaia di telecamere collegate alla sorveglianza interna di ICE risultano essere state danneggiate.

Nuovo affondo della Russia su Telegram, accusato di supporto al terrorismo e intelligenza col nemico.

Cagliari: in piazza contro la guerra

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Corrispondenza dal presidio a Cagliari per la Palestina e in solidarietà con Cuba e contro l'attacco all'Iran.

È GUERRA

Gli USA assieme allo Stato sionista hanno rotto gli indugi ed hanno deciso di bombardare in modo massiccio l'Iran! 
Una guerra di aggressione che non sappiamo che conseguenze può portare. 
Era nell'aria, sapevamo che gli USA facevano finta di trattare mentre si preparavano per la guerra.

Ci vediamo stasera al presidio di Piazza Yenne a Cagliari
dalle 18.30 alle 20.00 per gridare
•⁠  ⁠la nostra solidarietà al popolo iraniano
•⁠  ⁠la nostra solidarietà alla Palestina ed
•⁠  ⁠il nostro sdegno per la vigliacca guerra di aggressione condotta da Israele e dagli USA.

PER CHI VUOLE
17.00 Sala Comunale Search, Largo Carlo Felice
a Cagliari
Incontro per presentare la Flottiglia.

Piazza Yenne 18.30/20
È importante!

Aerei militari nei cieli di Giordania: armamenti Usa in medio oriente

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La cooperante Meri Calvelli, da Amman, racconta che, come di consueto, gli Stati Uniti stanno aumentando soldati e armamenti in Giordania per l'attacco minacciato all'Iran: fino a ieri il giorno dell'attacco veniva indicato in domani sabato 21, ora si parla di un'attesa di dieci giorni.

Con Meri commentiamo la costituzione del Board of Peace di Trump, aggiorniamo la situazione nella Striscia dove gli attacchi israeliani sono ancora quotidiani e dove il valico di Rafah si apre solo per quello che vuole Israele, facciamo il punto su Cisgiordania e Gerusalemme est

Nè Scià nè mullah

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Si è tenuta a Berlino, l'8 febbraio scorso, una partecipatissima manifestazione dove le forze dell'opposizione iraniana e i rappresentanti delle varie minoranze etniche e linguistiche che compongono il paese hanno, ancora una volta, presentato un progetto di cambiamento democratico dell'Iran che consenta di abbattere il regime islamico e di impedire il ritorno della monarchia. Ai nostri microfoni Ghazal, dell'associazione dei giovani iraniani in Italia. 

Iran: la rivoluzione non ha padroni

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In studio, con Ghazal Afshar, portavoce dell'Associazione Giovani Iraniani in Italia e con due compagni del gruppo anarchico Mikhail Bakunin, che ha organizzato un'iniziativa per il sabato 17 gennaio, dalle ore 19.30, (via Vettor Fausto, 3 - metro B Garbatella), parliamo della situazione in Iran dove, dal 28 dicembre 2025, è in corso una rivolta popolare, violentemente repressa nel sangue dal regime. Ghazal Afshar ci dice che l'obiettivo della rivoluzione in corso non è, come si sostiene spesso a livello mediatico, il ritorno dello Scià, fantoccio di Trump, ma il rovesciamento del regime per l'istituzione di una democrazia popolare. La popolazione iraniana non ha bisogno di nuovi padroni, ma di autodeterminarsi e di liberarsi da ogni autorità e regime. Nel corso del redazionale, ripercorriamo le fasi attraverso cui si è arrivati all'attuale fasi di rivolta popolare, avviatasi per via delle proteste provocate dall'aumento del prezzo dei generi alimentari essenziali, ma infiammatasi a causa dell'esasperazione della popolazione, sistematicamente oppressa da decenni in modo violento. In Iran, infatti, esiste da decenni una resistenza popolare organizzata, che non permetterà che la propria libertà venga fatto oggetto di eventuali strumentalizzazioni da parte di Trump o dell'Occidente globale. E' fondamentale, pertanto, esprimete la propria solidarietà e mobilitarci a fianco della popolazione iraniana.

Di seguito il comunicato che convoca l'iniziativa:

Come Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin, FAI Roma e Lazio siamo solidali con l'insurrezione popolare iraniana. Per questo motivo abbiamo organizzato un dibattito sabato 17 gennaio, dalle ore 19:30, nella nostra sede di via Vettor Fausto 3 (Metro B - Roma Garbatella), con Ghazal Afshar, portavoce dell'Associazione Giovani Iraniani in Italia ed altr? esponenti della resistenza iraniana. Dal 28 dicembre è in corso una rivolta popolare in Iran. Partita inizialmente come protesta contro l'altissima inflazione, la svalutazione del rial e la disoccupazione, si è rapidamente trasformata in una rivolta politica contro il regime teocratico, mettendo in crisi l'intero sistema di potere fondato su repressione, patriarcato, controllo sociale e violenza istituzionale. Come anarchich? siamo solidali con chi si ribella, al cui interno sono presenti anche nostr? comp. Lo Stato iraniano si sente in pericolo e attua una repressione selvaggia: le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco su manifestanti causando centinaia di morti. Gli ospedali sono al collasso, le prigioni si riempiono, le case vengono perquisite. La magistratura promette processi senza clemenza e dichiara che chiunque manifesta sarà condannato a morte: lo Stato dichiara guerra alla popolazione e chiama nemici coloro che si ribellano. Come ogni potere in crisi, il regime tenta di massacrare la popolazione nel silenzio con il blackout quasi totale di internet. Ma nemmeno il silenzio forzato basta. Dalle città filtrano immagini di cortei notturni, slogan contro Khamenei, assalti alla polizia morale e alle sedi governative, mobilitazioni in tutte le città del Paese. Il potere teocratico non è l'unico nemico della rivolta. Come gruppo anarchico respingiamo qualsiasi soluzione che sostituisca un padrone con un altro, sia esso la teocrazia di Khamenei o uno Scià riportato sul trono, fantoccio di Washington. La popolazione iraniana non ha bisogno di nuovi padroni ma di liberarsi da ogni autorità. La solidarietà non è neutrale: o è rivoluzionaria o è complice. Viva l'anarchia! Gruppo Anarchico Mikhail Bakunin - FAI Roma e Lazio

Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?

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Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi.

La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco.

Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione.

All'ultima edizione del CCC - Chaos Communication Congress - una delle presentazioni mostrava come ci si è potute infiltrare dentro ad un sito di dating di stampo suprematista, riservato a persone bianche, con l'uso di un chatbot. Come ciliegina sulla torta, i dati sono stati pubblicati e il sito cancellato.

Concludiamo con un approfondimento sul blocco di Internet in Iran. Mentre le proteste vanno avanti, la sera dell'8 Gennaio il blocco è diventato pressoché totale: dall'Iran non c'è più connettività con altri paesi.

Manifestazione a Roma a sostegno del popolo iraniano in rivolta

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Oggi, venerdì 9 gennaio, manifestazione davanti all'ambasciata iraniana a sostegno delle proteste in Iran e contro le esecuzioni che a fine anno era arrivate a una ogni due ore. 

Il 28 dicembre è iniziata una protesta contro l'inflazione che si è trasformata in una diffusa rivolta contro il regime degli ayatollah che è divenuta una vera guerrilla condotta da giovani e donne. Oltre 170 città sono teatro di manifestazioni, in alcune città sono state cacciate le forze governative, ci sono stati attacchi alle prigioni, l'incendio alla tv di stato... Molte sono le morti di manifestanti, Khamenei ha chiesto di non avere pietà, da venerdì è stato bloccato nuovamente internet come nel 2019 quando furono uccisi durante il black out furono uccise circa 1600 manifestanti. Si diffonde la fake news che i manifestanti sarebbero in piazza per il ritorno dello scia ma le manifestazioni sono radicali e non vogliono nessun tipo di oppressori bensì una democrazia popolare.