In un clima sociale sempre più stringente e repressivo, siamo stati testimoni ultimamente di accuse di reati associativi nei confronti di chi lotta ma non solo. Ne parliamo con un avvocato che commenta anche la repressione che ha coinvolto ultimamente alcuni compagni anarchici. Concludiamo il collegamento con delle riflessioni sul processo per i fatti del 15 ottobre 2011, sul valore della solidarietà e quindi la necessità di lottare contro la repressione.
Con una compagna in collegamento telefonico, ripercorriamo la vicenda repressiva che ha riguardato Alaa Abd el-Fattah in sciopero della fame nelle carceri egiziane da aprile 2022. Rilanciamo anche la campagna di solidarietà internazionale su questa vicenda.
Insieme a una compagna in collegamento telefonico, facciamo il punto sul processo che ha colpito la compagna Rasha Azab e ricordiamo la campagna di solidarietà femminista per supportarla. La sentenza verrà pronunciata il 23 aprile. La lotta continua!
Collegamento con una compagna dal presidio fuori al tribunale di Firenze a seguito degli arresti durante il corteo di sabato. In questo momento di emergenza le priorità delle istituzioni rimangono quelle di sgomberare i luoghi dei compagni e delle compagne, che organizzano lotte territoriali e un altro modo di vivere, e stare insieme.
Fanno il deserto e lo chiamano decoro
Insieme a una compagna in studio, facciamo il punto sul processo che ha colpito la compagna Rasha Azab e lanciamo la campagna di solidarietà femminista per supportarla.
Oggi, sabato 12 marzo, ci sarà la seconda udienza della scrittrice e giornalista Rasha Azab, con le accuse di diffamazione, calunnia e disturbo deliberato nei confronti del regista stupratore Islam Azzazi, come punizione per aver solidarizzato con 6 delle donne che hanno scritto le testimonianze denunciando Islam di abusi sessuali. Grazie alla solidarietà di tante donne con Rasha durante la prima udienza del processo, sia in presenza che sul web, vi chiediamo di partecipare alla campagna di solidarietà online, in concomitanza con l'udienza del processo di oggi, anche per sottolineare la solidarietà femminista come pratica da agire quotidianamente per darci la possibilità come donne e femministe di lottare collettivamente contro i diversi tipi di oppressione e ingiustizie. Useremo l'#la_solidarietà_femminista_non_è_un_crimine#التضامن_النسوي_مش_جريمة per scrivere sia i pericoli in cui incorre Rasha, ma anche per sottolineare la pericolosità di criminalizzare la solidarietà femminista minacciando così la continuità di questo agire per cambiare questo ingiusto presente. Difenderemo il nostro diritto alla solidarietà femminista che abbiamo imparato con il supporto delle altre, coscienti o meno che fosse un agire politico, lo abbiamo attuato, riconoscendolo come una via principale da percorrere collettivamente per fare pressione e cambiare il terrificante presente che viviamo quotidianamente tutte noi donne con le nostre infinite differenze
La Gran Bretagna ha investito bel 31,4 milioni di euro per aiutare i francesi a gestire la frontiera di Calais. Questo ha portato da anni che molti migranti sono bloccati in Francia e non possono muoversi. Dopo lo sgombero dell'enerme tendopoli, era stata occupata una palazzina di 10 piani e altri palazzi in città, sgomberati tutti tranne due. La resistenza e la solidarietà continuano e anche le persone che migrano e che affollano questa importante frontiera.
Ne parliamo con una compagna che si trova a Calais
In corrispondenza con il presidio davanti l'ambasciata messicana in solidarietà alle comunità zapatiste sotto attacco.
L'ambasciata è in via lazzaro spallanzani ed è possibile raggiungere il presidio appena iniziato.
Nella prima corrispondenza raccontiamo la situazione in frontiera, la violenza contro le persone migranti e gli attacchi alla solidarietà.
La seconda voce è quella di Emilio, da ieri ai domiciliari dopo l'arresto avvenuto il 15 settembre per aver partecipato alle lotte contro le frontiere e in solidarietà alle persone che cercano di attraversarle.
Su Emilio pende una richiesta di estradizione dalla Francia e il 29 settembre è prevista l'udienza.
Oltre 70km devastati dagli incendi nella sardegna occidentale, le istituzioni latitano la solidarietà dal basso si fa carico del sostegno agli sfollati, ai contadini e ai pastori che hanno perso tutto.