Nella puntata odierna si riceveranno testimonianze dirette dalla parte turca e irachena del Kurdistan. Aggiornamenti sulle vicende del popolo Yezida nel Kurdistan d'Iraq, le repressioni del regime iraniano contro la popolazione, le numerose critiche giunte dalle minoranze rispetto alle recenti elezioni in Turchia e sulla campagne We Are All YPJ.
Con l'autrice Maria Edgarda Marcucci presentiamo il libro Rabbia proteggimi dalla Val di Susa al Kurdistan storia di una condanna inspiegabile. La lotta internazianalista con le unità delle combattenti delle Ypj in Kurdistan, piuttosto che la manifestazione oceanica a Verona di Nonunadimeno contro il vertice patriarcale sulla famiglia sono solo alcune delle storie che Eddi ci racconta in questo libro appassionato ma di grande riflessione politica. Al centro la sua vicenda giudiziaria per cui le è stata data la Sorveglianza speciale non per essere andata a cambiattere in un paese straniero ma per esserci andata come militante. A prova che il femminismo mette ancora tanta paura.
Il prossimo 24 settembre è stata indetta una manifestazione nazionale a Roma in solidarietà con la resistenza curda attaccata in Rojava e nel Kurdistan curdo. Tutto ciò mentre l'Unione Europea continua a versare soldi alla Turchia per la gestione dei profughi frutto di una guerra, quella siriana, causata dalla stessa UE e dalla stessa Turchia. Corrispondenza e commenti.
Questa mattina una forte autobomba è esplosa a Qamishlo, capitale del Rojava. Tantissimi i morti e i feriti. Sentiamo la corrispondenza di un compagno che conosce molto bene la zona.
Intervista alle compagne del Dipartimento delle donne di Sur-Amed che abbiamo
incontrato a dicembre 2015 in Germania.
Alcune compagne del MFLA hanno incontrato a dicembre in Germania, all'incontro di
wendo/autodifesa femminista di Kassel, Leyla, Rojda e Parwin, tre compagne curde
che lavorano al dipartimento delle donne del quartiere di
Sur, che è il centro storico di Amed/Diyarbakir, sotto coprifuoco di 24 ore imposto dal
governo turco dall'11 dicembre scorso (ornai 74 giorni), una prigione a cielo aperto.
Le compagne curde raccontano che nella guerra contro la popolazione
curda, il governo turco ha deciso di prendere di mira soprattutto le
donne, per la loro capacità di resistenza e per il loro portato
rivoluzionario, come sosegno per tutta la comunità.
Seconda puntata di approfondimento sul Kurdistan verso il Newroz 2016.
Abbiamo parlato della cittadinanza onoraria a Napoli ad Ocalan, di alcuni articoli de La stampa sulla situazione in Siria. Una corrispondenza con una compagna toscana sull'azione davanti alla sede rai di Firenze contro il silenzio dei media sul massacro a Czire nel sud est dellla Turchia da parte dell'esercito turco. Ed infine intervento dell'avvocata Ebru Gunay alla Casa Internazionale della donna in occasione della presentazione del secondo volume del libro della combattente curda Sakine Cansiz "Tutta la mia vita è stata una lotta", secondo volume che parla degli anni che ha trascorso in carcere.
All'alba di questa mattina circa 100 miliziani dell'Isis hanno portato un nuovo attacco alla città di Kobane: passando travestiti da combattenti delle YPG attraverso il valico di frontiera di Mursitpinar, quindi provenienti dal territorio turco, hanno fatto esplodere delle autobomba che hanno provocato – al momento – circa 42 morti e 60 feriti, quasi tutti civili.
Adesso, ciò che rimane del commando dell'Isis è asserragliato in una scuola nel centro città e in un villaggio alla periferia, e le Asays (forze di pubblica sicurezza autorganizzate) stanno cercando di ricacciarli indietro.
Ne parliamo con un compagno kurdo che si trova nei territori del Kurdistan turco.
Adalet Omar coopresidnete del parlamento del cantone di Cizire in Rojava fa un punto sulla situazione di Kobane e della Siria, rilanciano la lotta per l'autodeterminazione dei popoli che i curdi stanno portando avanti contro il capitalismo e per il confederalismo democratico.
Un approfondimento ai microfoni di MFLA sulle militanti curde Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Soleymez a due anni dal loro omicidio con una compagna dell'associazione Senza Confine e Rete Kurdistan.
Le manifestazioni per chiedere verità e giustizia di Roma, Parigi e del resto di Europa.