Le Dita nella Presa
Trasmissione di approfondimento tecnologico a cura di AvANa, in onda ogni domenica dalle 21.
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Per qualche bitcoin in più
I bitcoin ci promettono un mondo senza banche centrali, basato su protocolli aperti e peer-to-peer. La domanda è: possono cambiare qualcosa?
Ci dà uno spunto un compagno di autistici/inventati, che ci spiega perché nel lontano 2013 loro hanno scelto di non accettare donazioni in bitcoin.
Se - tagliando corto - potremmo dire che nessuna moneta risolverà i problemi della società, entriamo comunque nel merito dei rapporti delle crittovalute con l'economia reale; sfatiamo alcuni miti su anonimato, immediatezza e indipendenza; mostriamo quali sono i riferimenti ideologici alla base del Bitcoin e di conseguenza della maggior parte delle crittovalute che derivano dal Bitcoin.
In chiusura, uno sguardo rapido su alcune delle migliaia di "alt-coin" da quelle che promettono di risolvere difetti tecnici del bitcoin ad altre al limite del demenziale.
Ascolta anche l'approfondimento sull'implementazione tecnica delle crittovalute, la blockchain.
Blockchain: tanta potenza di calcolo per nulla
Puntata dedicata alle blockchain, ovvero la tecnologia che sta dietro ai Bitcoin. Non ci soffermeremo, tuttavia, sui Bitcoin in quanto valuta, ma parliamo solo dei vari tipi di blockchain e dei loro usi.
Vediamo rincorrersi sempre più "soluzioni" tecniche basate su blockchain: tuttavia molte di queste soluzioni usano la blockchain solo come un mezzo di marketing, senza richiedere davvero la complessità (e l'impatto ambientale!) di questo strumento.
Alcune di queste soluzioni girano intorno all'idea di trasparenza radicale. Oltre a sottolineare che queste soluzioni non necessitano della blockchain, diamo qualche commento sull'ideologia della trasparenza in sé.
In chiusura, la selezione dei migliori/peggiori esempi strampalati:
- GovCoins, ovvero i voti come valuta. La democraiza rappresentativa ha molti problemi, ma li possiamo risolvere con la blockchain. Ah, la vendita di voti in cambio di denaro non è un problema, secondo questi.
- L'UNHCR sta valutando l'utilizzo di coupon collegati con wallet in criptovaluta da dare ai rifugiati siriani in Giordania.
Ascolta anche l'approfondimento sulle crittovalute.
I feed: c'era una volta l'informazione distribuita sul web
Puntata dedicata ai "web feed": quella tecnologia che permette - in modo completamente decentralizzato - di leggere notizie da molte fonti in modo estremamente organizzato. Confrontiamo questa tecnologia con i modi più "moderni" di ottenere le informazioni, cioè tramite i social network. Anche se il lessico rimane simile (pensiamo al "seguire" di twitter, o al "news feed" di facebook) la differenza fondamentale è lo spostamento dell'informazione all'interno di piattaforme proprietarie che richiedono all'utente una registrazione, e gli consentono la sola fruizione dei contenuti che si trovano già all'interno della piattaforma, restringendo di fatto l'offerta di contenuti.
Il passaggio da un web aperto e decentralizzato al web delle piattaforme di social networking è passato anche per l'abbandono di un paradigma "pull" (come per i feed, in cui l'utente va a prendere l'informazione che gli interessa) in favore di tecnologie "push" (in cui una piattaforma invia all'utente le informazioni che crede gli interessino).
In chiusura riportiamo:
- la notizia dell'integrazione delle 3 applicazioni di messaging di proprietà di Facebook (nonostante le promesse degli ultimi anni). Facebook ci rassicura: l'utente manterrà comunque un'illus^H^H^H^H^Hfeeling di scelta.
- lo stesso zuckerberg scrive su repubblica che facebook vuole solo il bene di noi utenti, dando loro più potere, ma non spiegandoci quale potere, e addirittura la creazione di maggiori posti di lavoro. Contraddittorio non pervenuto (o almeno non immediatamente).
- youtube smetterà di suggerire video di terrapiattisti e complottisti vari. Il tutto tramite un'operazione che funziona come una censura ma, dicono, non è censura.
Social network & diffamazione: giornalista a tua insaputa
Il 25 gennaio si terrà a L'Aquila la prossima udienza di un processo per diffamazione ai danni di 3 compagne. Facciamo un approfondimento non tanto sul merito del processo ma sugli aspetti relativi all'utilizzo dei social network per far circolare informazioni. Se legalmente qualunque messaggio sui social network può essere considerato una "pubblicazione a mezzo stampa", questo è percepito in maniera molto diversa nel pensiero comune.
Intanto, l'uso di tutti i social network, ma soprattutto di Facebook, continua a crescere, malgrado scandali quali il caso Cambridge Analytica.
Un aggiornamento obbligatorio è disponibile: premere OK
Continuiamo a parlare degli aggiornamenti, focalizzandoci su come alcuni servizi ci richiedano di effettuarne molto di frequente per poter essere utilizzati.
Facciamo alcuni esempi di compatibilità interna (cioè tra l'app di un servizio e il servizio stesso) ed esterna (cioè tra l'app di un servizio e il sistema operativo o addirittura l'hardware su cui può essere eseguita). Perché l'aggiornamento diventa obbligatorio? Quali magnifiche nuove funzionalità offre un browser più moderno?
Non è una conseguenza inevitabile dell'"innovazione": è possibile - ed è spesso stato fatto - basare le applicazioni Internet su protocolli standard garantendo così interoperabilità e longevità: un esempio è l'email, che è rimasta sostanzialmente identica negli ultimi 30 anni, permettendo a client anche molto vecchi di funzionare ancora perfettamente. Introduciamo brevemente anche il concetto di graceful degradation / progressive enhancement.
Chiudiamo con una pillola sulla Apple: "grazie" ad un programma di sostituzione della batteria degli iPhone (in occasione dello scandalo della riduzione delle prestazioni per preservare la durata della batteria), le vendite dei nuovi modelli sono state inferiori al previsto. Insomma Apple rendeva più lenti i telefoni, nascondendo che una semplice sostituzione della batteria avrebbe allungato la vita del dispositivo: quando questo è stato chiaro, e il prezzo della riparazione è risultato più accessibile, molte persone hanno preferito tenersi il telefono, ancora perfettamente funzionante, rispetto a comprarne uno nuovo.
La materialità del digitale: le materie prime
Dopo la puntata precedente, dedicata al design, oggi parliamo delle materie prime utilizzate per produrre i dispositivi digitali.
Partiamo dalla lista di materiali necessari alla produzione di un computer standard e analizziamo alcuni dei processi di estrazione dei minerali che li contengono. Petrolio e acqua sono le risorse maggiormente usate (in kg), ma ci concentreremo su Oro e Tantalio perché irrinunciabili per l'elettronica, come è oggi.
Discutiamo della situazione del Coltan (Tantalio) in Congo con John Mpaliza e raccontiamo dei processi di estrazione dell'oro in Amazzonia.
In conclusione discutiamo di alcune pratiche di mitigazione del problema estrattivo, mostrando le contraddizioni di un sistema di sfruttamento che mina la vita sul pianeta terra.
La materialità del digitale: il design
Apriamo un ciclo di puntate per parlare della materialità del digitale: ovvero del perché non accettiamo la semplificazione che "il digitale inquina meno della carta".
Facciamo un'analisi dell'impatto ambientale delle tecnologie, dall'estrazione fino al fine vita. Utilizzando la metodologia della LCA (analisi del ciclo di vita) discutiamo i modelli di produzione della merce tecnologica.
Qual è quindi l'impatto delle legislazioni "ambientaliste" della UE? Muovendosi all'interno del mercato capitalista, esse non riescono ad arginare la tendenza verso tecnologie potenti, miniaturizzate e a basso costo: esattamente le condizioni che implicano altissimi costi sociali e ambientali.
In questa prima puntata discutiamo del design (marketing) del prodotto, mostrando come questo incide su tutte le fasi successive. Nelle prossime parleremo di:
- reperimento delle materie prime
- produzione e lavoro
- smaltimento e fine vita
Buon ascolto!
Privacy e supercazzole
Facciamo un bilancio del NAck appena conclusosi: tantissimi interventi interessanti e un'assemblea che ha lanciato l'hackmeeting 2019 al CSA Next Emerson di Firenze.
Alcune notizie di variegata serietà:
- Una compagnia di cybersecurity israeliana, la NSO, vende software di sorveglianza all'Arabia Saudita. Non è un caso isolato ma fa parte di scambi di "armamenti" continui.
- Un'azienda inizia a promuovere - a suon di supercazzole - una strana idea di privacy: la cessione dei dati ad una azienda intermediaria che si occupa di... venderli. È un'idea di privacy che rifiutiamo e che dà un'idea puramente monetaria dell'intimità
... e concludiamo con un paio di notizie ben poco serie :)
Link che avevamo promesso:
- Traduzione in italiano della guida all'autodifesa digitale (ma ne avevamo già parlato)
Economia della sorveglianza e altri racconti
Abbiamo intervistato due laboratori, di tipo un po' differente.
Il primo laboratorio ci ha invitato a prendere parte al NAck, evento di tre giorni che si terrà a Napoli. Si terranno workshop su RadioAM, autodifesa digitale e molti altri. Sabato sera vi sarà un hacking contest.
La seconda intervista è realizzata ad un membro della ShareFoundation, per parlare dei loro studi sulle violazioni della libertà di parola su internet. Durante l'intervista parliamo di Social Network, profilazione, economia della sorveglianza e di possibili strategie d'uscita dal mercato dell'attenzione.

