Le Dita nella Presa
Trasmissione di approfondimento tecnologico a cura di AvANa, in onda ogni domenica dalle 21.
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Fino alla fine dell'emergenza
Apriamo ancora una volta sui problemi di Zoom, che questa volta hanno portato a una serie di divieti al suo utilizzo per la didattica o per riunioni politiche/lavorative in vari stati; notiamo però come i problemi se li vada a cercare vendendosi caratteristiche che non ha o che non meritano particolare risalto.
Poi discutiamo del contact tracing per la lotta al Covid-19: esaminiamo i requisiti richiesti per la "famosa" app italiana e vediamo su quali app la "task force" governativa si sta orientando. La ministra Pisano ha esplicitato alcuni dei principi guida per la scelta dell'applicazione: sono principi di buon senso e genericamente positivi, ma che in molti casi lasciano ancora scoperte molte zone grigie.
Poi passiamo ad una nuova rubrica, che ci accompagnerà nelle prossime puntate: ci siamo chiesti di che si occupano compagni e compagne dei vari hacklab in questi momenti di isolamento forzato. Stasera ne parliamo con un compagno di Unit (Milano).
Chiudiamo con un paio di notiziole: partiamo dalla riscoperta necessità di programmatori COBOL negli USA, necessaria per fronteggiare l'incremento di richeste di sussidi: sì, alcuni sistemi sono ancora scritti in COBOL! ma il progresso non si ferma mai e così arriviamo nuova licenza OpenCovid, una specie di OpenSource a tempo per chi lavora per contrastare l'emergenza: puro marketing o sperimentazione di un modello diverso per fare affari?
Videoconferenze tra sviste e burloni
Torniamo a parlare di tecnologia (e coronavirus...)
Statistiche e tracciamento ai tempi del coronavirus
- il "problema" della scarsità di tamponi analizzati in italia rispetto a quello che da più parti si considera il necessario (sempre chiamando in causa il "modello" corea del sud) e il contributo che il mondo scientifico potrebbe dare alla lotta contro l'epidemia.
- come sopravvivere alla scarsità di banda in un mondo che ormai vede la rete come una delle poche forme di intrattenimento e lavoro ancora consentite? commentiamo la soluzione proposta dal sole24 ore e le promesse delle major dei video online di ridurre il consumo di banda. Recentemente avevamo dedicato un approfondimento all'insostenibilita' economica tecnica e ambientale di un sistema di intrattenimento e comunicazione basata sui video. Ascoltalo qui.
Guida per la sopravvivenza digitale nell'epoca dell'autoisolamento
Ora che siamo entrati nella nuova era dello "stai a casa" ci troviamo ad affrontare il problema del comunicare con altre persone necessariamente attraverso strumenti digitali.
In questa trasmissione (fatta anch'essa in modalità sperimentale a distanza) presentiamo due software che possono essere utilizzati per incontrarsi o fare un'assemblea in virtuale, utilizzando o meno anche il video, fornendo un livello di fiducia superiore ai vari software commerciali che in questi tempi stanno (ri)spuntando come soluzioni comode al problema.
Si tratta di Mumble e Jitsi, di cui presentiamo le caratteristiche essenziali, il modo di utilizzarli e i principali server (preferibilmente autogestiti) che li forniscono.
Per mumble riportiamo qui i parametri:
Indirizzo: mumble.esiliati.org
Interfaccia web: https://www.esiliati.org/mumble/web/
Per jitsi, ecco alcuni server autogestiti:
https://framatalk.org
https://vc.autistici.org
In coda parliamo velocemente di un ulteriore problema che potrebbe sorgere: mandare dirette in broadcast, per cui consigliamo https://live.autistici.org Il servizio è ancora molto nuovo e manca oggettivamente documentazione su come fare: potete scrivere ad A/I per aiuto, ma anche a noi.
Captatori Informatici: per questi virus non basta la mascherina!
Puntata su spionaggio e intercettazioni
Cominciamo parlando della nuova legge sulle intercettazioni: cosa cambia e quali lati oscuri rimangono?
Proseguiamo con una carrellata di notizie su sistemi di sorveglianza dallo strampalato all'inquietante. Meglio, naturalmente, se conditi con dell'Intelligenza Artificiale.
INVALSI: oggettivi... forse!
Oggi parliamo dell'INVALSI, il famigerato test a risposta chiusa che ogni studente deve fare 5 volte nel corso del suo ciclo di studi. Analizziamo in particolare le stranezze statistiche di questo test. Infatti non si capisce se questo test debba offrire valutazioni collettive (sull'intero sistema scuola) o individuali (sulla singola studente). Anche le sue statistiche sul cheating lasciano piuttosto a desiderare: un'analisi superficiale dei dati ci dice che più del 50% delle classi ha l'abitudine di scopiazzare; guardandoli meglio, però, vediamo che è la statistica ad essere costruita esattamente per dare questa risposta.
Letture consigliate:
- http://www.euronomade.info/?p=12304
- https://www.roars.it/online/il-modello-di-rasch/
- La statistica -- di Trilussa
iSpy: che geopolitica sarebbe senza smartphone?
Recentemente il caso Kashoggi è tornato alla ribalta per il forte sospetto che l'iPhone di Jeff Bezos sia stato violato, sembra addirittura dal principe ereditario saudita. Come è stato possibile che l'uomo più ricco del mondo s'è fatto fregare le foto? Provano a rispondere analisi forensi commissionate proprio da Bezos. Analisi che confermano i principali sospetti, ma che comunque mostrano varie criticità nel modo in cui sono state svolte. Partendo da questo discutiamo più in generale di come la ricerca volta a fornire dispositivi sempre più sicuri ci ha portato a dei dispositivi opachi anche per gli stessi "proprietari". Nel caso di Apple, questo è rappresentato da Secure Enclave, ma vari sono i meccanismi analoghi.
Già che ci siamo, facciamo un breve ripasso dei legami tra governo saudita, hacking team e altri spioni.
In chiusura diamo qualche altra notizia su sicurezza e privacy su smartfonini.
Global warming will be televised (on demand)!
Puntata dedicata all'ecologia ed in particolare ai consumi energetici dell'uso delle tecnologie digitali. Ripartiamo quindi da quanto abbiamo raccontato nel ciclo di trasmissioni sulla materialità del digitale a proposito della produzione dei dispositivi digitali, ma stavolta parliamo dell'uso. Può sembrare sorprendente, ma buona parte del consumo dell'ecosistema digitale è da attribuire al trasferimento dati e in particolare allo streaming video, una tendenza che si prevede ulteriormente in aumento. Vediamo insieme quali scelte tecniche hanno provocato questa situazione e diamo alcuni suggerimenti di buone pratiche di ecologia digitale.

