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Bruxelles: police partout, justice complice

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Durata 31m 37s

Dopo la morte di Ibrahima Barrie, ucciso in un commissariato di Bruxelles a gennaio 2021, l’esplosione della rabbia ha saputo trovare le giuste maniere per esprimersi. Tuttavia, questo assassinio poliziesco non costituisce un episodio isolato nella realtà belga, fatta di razzismo strutturale, brutalità poliziesca e complicità della magistratura; un quadro che la situazione di confinamento degli ultimi mesi ha puntualmente aggravato. Di questa vicenda e di questo quadro ci parlano un compagno e una compagna di Bruxelles.

Fonte: https://radiocane.info/bruxelles-police-partout-justice-complice/

A Roma continuano le mobilitazioni contro il carcere e in solidarietà con le persone detenute

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Con una compagna dell'assemblea "Parenti, amici e solidali delle persone detenute" inauguriamo un mese di approfondimenti per arrivare a un anno dall'inzio delle rivolte scoppiate nelle galere per ottenere la libertà e salvarsi dal contagio.
Questo primo collegamento ci racconta i prossimi appuntamenti di lotta in città.
 

Grecia - Sistema carcerario e resistenza

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Con un compagno in diretta da Atene parliamo dello sciopero della fame che il compagno Dimitris Koufondinas sta portando avanti per ottenere il trasferimento, alla luce della recente riforma carceraria in Grecia. Forte la solidarietà sia in carcere, con altri compagni detenuti che hanno intrapreso uno sciopero della fame di due settimane, che per le strade del paese con varie giornate di lotta e azioni dirette. Anche a Roma, nella giornata di ieri, e oggi a Milano sono stati organizzati dei presidi sotto le sedi consolari e diplomatiche per esprimere solidarietà e vicinanza a Dimitris.

Documenti per tutti e tutte: anche durante lo sciopero si grida forte

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In collegamento telefonico con un lavoratore parliamo dello sciopero generale di oggi e del presidio indetto davanti alla sede dell'ufficio immigrazione a Bologna.

Rinnovo dei contratti, sicurezza sul lavoro, permesso di soggiorno, blocco degli affitti, tra le richieste dei lavoratori e le lavoratrici.

Buon Ascolto!
 

 

Proposta di lotta dalle detenute del carcere di Trieste

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Al presidio dello scorso sabato 23 gennaio, le detenute della sezione femminile del Coroneo hanno proposto una battitura in protesta alla situazione che da ormai quasi un anno tutti i detenuti e le detenute delle carceri italiane sono costrette a vivere a causa dell’emergenza Covid. Le detenute propongono una battitura dentro le carceri alle 15.30 di LUNEDI 1 FEBBRAIO per dar voce alle loro rivendicazioni.

Le rivendicazioni sono:

1) Essere sottoposte a tamponi ed esami del sangue sierologici, piuttosto che essere costrette alla vaccinazione.

2) Indulto

3) Domiciliari per le persone con problemi sanitari e gravi patologie e per i detenuti in residuo di pena

Ribadiamo che è in corso una strage di Stato, quella che da marzo 2020 sta avvenendo nelle carceri, dopo i morti della scorsa primavera tramite le botte e il piombo sparato, le persone detenute continuano a morire per le negligenze sanitarie o per le ripercussioni delle botte di un anno fa come è avvenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Per unire le proteste che stanno avvenendo nelle altre carceri di Vigevano, Torino, Varese…

Proponiamo di essere presenti sotto il carcere alle 15.30, con pentole, trombe e tutto ciò che possa far rumore, in modo tale da poter così dare voce anche fuori le mura alla loro lotta.

Assemblea permanente contro il carcere e la repressione

liberetutti@autistiche.org

Ne parliamo in collegamento telefonico con un compagno

Buon Ascolto!

Milano: perquisite le abitazioni di compagni e compagne

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Il 27 gennaio la Digos di Milano ha disturbato la pacata tranquillità di una manciata di compagni bussando con insistenza alle loro porte. Tra le vie del quartiere di Corvetto si sono intrufolati in tre appartamenti con la giustificazione di essere alla ricerca di esplosivi e armi - secondo l'articolo 41 Tulps. Mentre in Ticinese, alla ricerca di un compagno - che non hanno ancora trovato - , hanno disturbato la vita di un po' di appartamenti di compagni e non solo.
Le perquisizioni si sono concluse nell'arco di un'ora e hanno avuto esito negativo tranne una. Gli sbirri si sono portati via degli indumenti che dicono essere rilevanti per delle indagini relative al danneggiamento di un ufficio postale in zona Ortica.

Le condizioni nel carcere di Torino alla base dello sciopero della fame

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Il 21 gennaio Fabiola, Dana, Stefania ed Emanuela hanno cominciato lo sciopero della fame, costrette dalla grave situazione all’interno del carcere delle Vallette. Con lo scoppio della pandemia le condizioni delle carceri, già pessime, non hanno fatto che peggiorare ed è per questo che le detenute hanno richiesto il ripristino delle video chiamate, la possibilità di integrare le 6 ore di colloquio in presenza, con le video chiamate, visto che queste ultime non vengono assicurate, come da legge costituzionale, uno screening accurato di tutta la popolazione detenuta, così da verificare il reale stato dei contagi e la somministrazione dei vaccini a tutti i detenuti che lo vorranno.

“A seguito dell’impegno dell’amministrazione carceraria di Torino di garantire, ad effetto immediato, la possibilità di usufruire delle 6 ore ministeriali previste per i contatti con i propri familiari e a seguito delle notizie pubbliche rispetto al piano prevenzione Covid che da marzo riguarderà tutta la popolazione detenuta”, Fabiola, Dana, Stefania ed Emanuela hanno sospeso lo sciopero.

Non piegando mai la testa i rapporti di forza nella vita carceraria possono essere incrinati!

Ne parliamo in collegamento telefonico con un compagno
 

Buon Ascolto!

Torino: anatomia di uno sgombero

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Torino, 19 gennaio 2021: dopo sei anni di occupazione, viene sgomberato lo stabile di Corso Giulio 45. Né il gelido inverno, né l’emergenza Covid frenano le meschine politiche amministrative di una città alle prese con velleità di gentrificazione, improbabili ambizioni internazionali e dinamiche di decadenza. Ce ne parla una compagna di Torino.

Buon Ascolto!

pubblichiamo da: https://radiocane.info/torino-anatomia-di-uno-sgombero/