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La scuola negata a bambine, ragazze, donne afghane

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Intervento di Laura Quagliolo, rappresentante del CISDA (COORDINAMENTO ITALIANO SOSTEGNO DONNE AFGHANE) che racconta la situazione presente e passata delle donne afghane, in particolare per quanto riguarda l'accesso all'istruzione. Qui il sito per info e approfondimenti.

Concludiamo riflettendo in studio su quanto duri un'ora di lezione nella scuola della pandemia.

 

11 settembre 2001 - 2021

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Con Antonio Mazzeo, a partire dall'anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle di New York l'11 settembre 2001 e l'abbandono dell'Afghanistan da parte delle truppe USA e degli altri paesi nell'estate 2021, si tenta una ricostruzione di questi 20 anni: i cambiamenti geopolitici, le guerre, la crescita della militarizzazione, i "fronti interni", primo fra tutti la guerra quotidiana contro le migranti e i migranti.

In Afghanistan continua la resistenza sociale per le strade contro i talebani

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"Gli ultimi 20 anni hanno portato in Afghanistan solo delusioni e lacrime", scrivono le compagne di RAWA, l'Associazione rivoluzionaria delle donne dell'Afghanistan, organizzazione politica femminista basata a Quetta, in Pakistan, e fondata nel 1977 con l'intento di supportare le donne nella lotta per l'emancipazione e i diritti civili e per sostenere la resistenza in seguito al colpo di stato organizzato dall'Unione Sovietica nell'aprile del 1978. A partire dagli anni '90 poi, quando al potere arrivano i talebani, RAWA ha condotto attività clandestine nel Paese per aiutare le donne e la loro emancipazione. Attività che sta continuando a portare avanti senza il supporto delle forze occidentali che mai hanno sostenuto le organizzazioni democratiche del Paese e all'interno di una situazione disastrosa. Le realtà democratiche, condotte in particolare da donne come il RAWA, sono target dei talebani e devono nascondersi. La repressione talebana alla resistenza sociale scesa in strada in questi giorni a Kabul, Herat e in altre città è sotto gli occhi di tutti. Ne parliamo con Laura Quagliolo del CISDA, il Coordinamento Italiano di Sostegno alle Donne Afghane Onlus, nato nel 1999 su iniziativa di una serie di associazioni e realtà italiane impegnate sui temi dei diritti delle donne, contro i fondamentalismi e le guerre e al fianco da tempo di organizzazioni e associazioni democratiche del Paese come RAWA e il Partito afghano della solidarietà (HAMBASTAGI).

Di imperialismo e patriarcato in Afghanistan: un'analisi sulla situazione attuale

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L'occupazione dell'Afghanistan si sta concludendo con un fuggi fuggi generale. I talebani hanno preso il controllo di Kabul e il presidente Ashraf Ghani è fuggito all'estero ricomparso in un videomessaggio dagli Emirati Arabi. L’Afghanistan in mano ai taliban non è novità degli ultimi giorni ma inevitabile conseguenza della decisione degli Stati Uniti di un anno e mezzo fa di abbandonare il paese e consegnarlo scientificamente agli studenti pashtun. Con la conquista della capitale Kabul il 15 agosto, si conclude così l’operazione "Enduring Freedom" iniziata il 7 ottobre 2001, che ha utilizzato strumentalmente la parola libertà e "i diritti delle donne" come cavallo di troia utile a invadere un paese. La guerra ha prodotto 241 mila vittime, oltre 5 milioni di sfollati destinati inevitabilmente ad aumentare. Le responsabilità della comunità internazionale sono enormi e sotto gli occhi di tutti. Ma in tutto questo fuggi fuggi generale del personale delle varie ambasciate e dei collaboratori afghani ci sono forze e donne che hanno deciso di rimanere, resistendo e continuando nella loro lotta per la libertà e l'autodeterminazione, proseguendo un lavoro a volte clandestino come la Rawa. Ne parliamo con Patrizia Fiocchetti.

Afghanistan: le mire turche nella fase attuale

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Durata 26m 54s

La Turchia è entrata in Afghanistan sotto forma di missione militare sin dall’inizio dell’occupazione statunitense appoggiata dagli alleati della NATO: nell'attuale fase di "disingaggio" da parte delle potenze imperialiste la Turchia rimane ma per giocare un ruolo utile ai propri interessi espansionistici. Erdogan vuole un ruolo nel caos afghano. La Turchia può diventare il dominus di fatto dell’area, giocando sui vari conflitti che la affliggono? Ne parliamo con il giornalista Murat Cinar.

Afghanistan, la tomba degli imperi.

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In Afghanistan un contingente militare turco prenderà il posto delle truppe statunitensi nel controllo e nella difesa dell'aeroporto internazionale di Kabul. Abbiamo chiesto al giornalista Murat Cinar cosa c'è dietro questa decisione di Washington e cosa comporta per Ankara la presenza in una zona che, ormai da più di un secolo, è sinistramente definita la tomba degli imperi.

A Enrico Calamai invece, che ha raccontato in questo articolo sul Manifesto i suoi ricordi personali, abbiamo chiesto un quadro della situazione in Afghanistan fra il 1987 e l'inizio degli anni '90, quando il ritiro delle truppe sovietiche dal paese provocò un bagno di sangue prima e l'instaurazione del regime dei talebani poi.

Afghanistan, una guerra lunga 9 anni

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Durata 15m 32s

Nove anni dopo, la "guerra lampo" contro i talebani è ancora in corso. Mentre si parla di disimpegno e di "missioni di pace", la guerra è sempre più in corso e la popolazione sempre più stremata. Ne parliamo con Enrico Piovesana di Peacereporter.