Parisa Nazari, della rete Donna, Vita, Libertà di Roma, ci presenta la fiaccolata che si terrà questo pomeriggio in Campidoglio, a partire dalle ore 19.00, in solidarietà con il popolo iraniano.
Di seguito il comunicato di indizione della manifestazione.
Stanotte (la notte tra il 7 e l'8 luglio) gli usa sono tornati ad attaccare con lancio di missili alcuni territori iraniani, l'Iran ha risposto attaccando siti militari Usa nel Golfo mostrando la fragilità del memorandum d'intesa.
Da queste notizie di stretta attualità parte l'approfondimento con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali, che dà una lettura delle enormi celebrazioni dei funerali della Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei, ucciso lo scorso 28 febbraio nel primo giorno dell'attacco Usa - Israele all'Iran. I funerali coinvolgendo milioni di persone e dipanandosi in più città, di cui due fuori dai confini nazionali, in Iraq, sono senz'altro una dimostrazione di capacità di controllo da parte della Repubblica Islamica sia all'interno che all'esterno dei propri confini.
Sentiamo un giornalista No War riguardo i circa 500 aerei militari statunitensi che hanno utilizzato basi in Italia a supporto dell'operazione militare USA-Israele contro l'Iran.
In questo redazionale abbiamo avuto come ospite telefonico a Virginia, Presidente dell'Associazione Giovanni Iraniani in Italia. Con lei abbiamo parlato della sorpresiva visita in Italia di Reza Palavhi, il figlio dell'ex scià d'Iran, cercando di capire cosa è venuto a fare e cosa significa la sua visita per la comunità iraniana che lotta per un Iran libero, laico e democratico.
Con una compagna iraniana del collettivo Donna Vita Libertà Roma lanciamo il presidio che ci sarà domani mattina alle 11 a Piazza SS Apostoli a Roma. Le bombe Israele-americane non hanno liberato la popolazione iraniana dalla repressione del regime. Anzi tanti i luoghi bombardato come le università e le scuola. La repressione del regime continua poiché questa guerra conviene a tutti. La politica internazionale si preoccupa solo della crisi petrolifera data dal controllo dello stretto di Hormuz e non dei bombardamenti.
Corrispondenze dal corteo contro le guerre "No Kings" che è partito dalle 14 da piazza della repubblica, doveva fermarsi a Piazza San Govanni ma le 100mila partecipanti hanno deciso di proseguire fino ad occupare la tangenziale e ritornare a san lorenzo. Una ampia partecipazione che ha visto la solidarietà alla palestina come collante sia nelle bandiere sia negli slogan.
Ponte radio sulla guerra in Iran in cui tentiamo di tracciare un quadro generale e di approfondire sulle conseguenze ambientali dei bombardamenti sia su scala locale che globale.
Nella seconda parte della trasmissione ospitiamo due corrispondenze per riflettere sul ruolo dell'Italia sia per quel che riguarda la campagna di bombardamenti, sia in relazione alle mosse economiche per far fronte alla crisi di approvvigionamento di idrocarburi.
Parliamo della guerra scoppiata tra Afghanistan e Pakistan il 27 febbraio, un giorno prima dell'attacco di Usa e Israele all'Iran per questo assai poco raccontata sui media. Torniamo indietro nel tempo per spiegarne le cause geopolitiche, scaviamo ancora di più nel passato per mettere in luce le radici coloniali del conflitto per poi parlare del presente, cercando di approfondire le relazioni di entrambi i paesi nell'ultimo lustro con tutti gli attori dell'area e cercando di individuare eventuali connessioni con l'altro conflitto in atto.
In comunicazione telefonica con Mauro Pompili, giornalista recentemente rientrato a Roma dal Libano, abbiamo annalizzato l'odierna situazione dello Stato levantino, il cui territorio al sud del fiume Litani si trova sotto attacco e occupazione da parte dello Stato sionista d'Israele.
Israele vorrebbe occupare di nuovo il sud del Libano come dall'82 al 2000 per il grosso quantitativo di acqua presente in quella regione e della produttività dell'agricoltura. Questo comporterebbe anche uno spostamento dei confini marittimi e quindi l'appropriazione dei giacimenti di gas e petrolio ancora non sfruttati proprio per la non definizione dei confini. Gli obiettivi di Israele quindi sono antichi e molteplici.
Il tentativo di invasione sta comunque fallendo per non avendo la resistenza in Libano nè aerei nè armi tali e potenti come i sionisti. Diversi i carri armati sionisti saltanti ma la linea del sud è stata completamente rasa al suolo tanto che sembra Gaza. Usano anche fosforo bianco poiché Israele vuole convincere la popolazione del sud ad andarsene. Stanno anche bombardando i ponti proprio per tagliare i rifornimenti agli Hezbollah.