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Un posto al sole sulla quarta sponda. Libia: ruolo dell'Italia e di altri predoni nel Mediterraneo

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Con un compagno del Centro di Documentazione Contro la Guerra parliamo di un ciclo di incontri online da loro organizzati per venerdì 16/4 e venerdì 23/4 dal titolo “Un posto al sole sulla quarta sponda. Libia: ruolo dell'Italia e di altri predoni nel Mediterraneo". Nel corso delle sue attività il centro di documentazione ha più volte preso in considerazione la questione della Libia, ormai sempre più destabilizzata e destinata ad essere oggetto di interventi predatori delle varie potenze presenti nell’area. Tornano ad occuparsene proponendo ora questi due incontri per affrontare una serie di tematiche: la collocazione strategica rispetto al Mediterraneo, dove ormai intervengono più o meno direttamente, fornendo armi e/o con truppe proprie o mercenarie: Italia, Qatar, Turchia, Francia, USA, Russia, Egitto, Emirati Arabi in appoggio / controllo di uno dei due schieramenti libici, entrambi reazionari, solo da poco apparentemente al momento riuniti in un’unica amministrazione e il ruolo che l’Italia svolge all’interno del paese tramite le truppe, le aziende (con in prima fila l’ENI), i finanziamenti ufficiali o “sottobanco”, i regali di navi militari, le ONG.

Per partecipare ai webinar scrivete a:
centrodocumentazionecontrolaguerra@inventati.org

 

Fascismo, leggi razziali e colonialismo: rassegna cinematografica e giornata di studi

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Durata 7m 55s

Sandro Triulzi, uno dei curatori, presenta la rassegna cinematografica e giornata di studi La conquista dell'impero e le leggi razziali, organizzata dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, dal 4 al 7 dicembre 2018, alla Casa del Cinema di Roma.

info: https://www.aamod.it/2018/11/16/la-conquista-dellimpero-e-le-leggi-razziali/

Nuovo report di Stop TTIP Italia su tutti gli accordi di libero scambio dell'Ue

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Durata 14m 18s

Parliamo del rapporto che analizza in dettaglio la logica e gli impatti di ciascun accordo bilaterale nell'agenda dell'Unione europea. Un'agenda che la Commissione intende portare a compimento entro le prossime elezioni, ed è per questo che molti negoziati stanno accelerando il loro iter, senza tener conto delle proteste e delle criticità più volte evidenziate da parti del mondo produttivo e della campagna Stop TTIP.

Ne parliamo con Monica Di Sisto della Campagna Stop TTIP.

Qui è consultabile il documento.

NO MUOS in tour

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NO MUOS TOUR 2018_AL NORD EST! Incontri con alcuni compagni del movimento No Muos.

Con un compagno padovano e un compagno siciliano parliamo della lotta No Muos e dei prossimi appuntamenti, tra Sicilia e Nord Est.

Questi gli appuntamenti in programma:

23 maggio Padova - Marzolo Occupata, via Marzolo 4 <https://maps.google.com/?q=via+Marzolo+4&entry=gmail&source=g>, ore 19.00 apericena e a seguire dibattito. A cura del Collettivo Tazebao 24 maggio Alte di Montecchio Maggiore (Vi) - Circolo La Mesa, via Leonardo da Vinci 50, ore 21.00. A cura del gruppo No Tav

25 maggio Bassano del Grappa (Vi) - Sala Tolio, via Jacopo Da Ponte 37 <https://maps.google.com/?q=via+Jacopo+Da+Ponte+37&entry=gmail&source=g>, ore 20.30. A cura dell'Assemblea Antifascista Bassanese

26 maggio Mestre (Ve), piazza Canova 1, ore 17.30 e a seguire apericena. A cura del collettivo Tuttinpiedi

27 maggio Trieste - circolo culturale kulturni krozek Svetko Pečar, via Fleming 7, ore 18.30 e a seguire rinfresco. A cura del Collettivo Tazebao, del Partito Comunista e del Fronte della Gioventù Comunista.

4-6 agosto: CAMPEGGIO NO MUOS

La Parentesi del 27/4/2016 "Hannover"

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"Hannover”

 

Immagine rimossa. Il 24 aprile Obama è volato da Angela Merkel: Visita alla Fiera dell’Industria evitando accuratamente il padiglione della Volkswagen, Incontro bilaterale al castello di Herrenhausen. Conferenza stampa.

Obama ha dichiarato: “Il mondo e gli Stati Uniti hanno bisogno di un’Europa forte, prospera e democratica…L’Ue-ha spiegato-era un sogno per pochi ed è diventata una speranza per molti. Ad ogni suo passo ha difeso la libertà e gli Stati Uniti sono al suo fianco. Io credo nell’Europa unita”. “Questo continente-ha aggiunto il presidente americano-nel ventesimo secolo era in costante conflitto, la gente moriva di fame, le famiglie venivano separate; ora la gente vuole venire qui esattamente proprio per quello che avete creato. Vi sono genitori pronti ad attraversare il deserto, il mare per dare ai propri figli quelle cose che noi non dobbiamo dare per scontate”. “Dobbiamo credere-ha detto ancora Obama-nella nostra capacità di forgiare un futuro migliore”. E poi ancora ad Angela Merkel “Sei dalla parte giusta della storia”, esprimendo più volte la totale fiducia degli USA in una partner come Merkel per tutte le sfide da affrontare.

Stucchevole, eccessivo, sopra le righe. Barack blandisce Angela.

Anche perché queste parole sono in contraddizione con gli obiettivi ed il ruolo che gli USA, che si pongono come Stato del capitale e come depositari del dominio imperiale, hanno destinato all’Europa, vale a dire quello di un polo imperialista regionale e subalterno alla loro politica unilaterale di dominio. L’attacco che gli Stati Uniti stanno portando all’Europa da molti anni ha le radici profonde nel disprezzo della democrazia e dello stato sociale inscritti nei paesi europei. Già Kissinger consigliava agli europei di esercitare le loro “responsabilità regionali” nel quadro mondiale di un “ordine globale” determinato dagli Stati Uniti.

Chiaramente uno dei nodi è quello del TTIP, il Trattato per lo scambio commerciale Usa-Ue, trattato assolutamente devastante per l’Europa e che dichiarerebbe la fine di ogni autonomia e indipendenza politica, territoriale, economica dei paesi europei. Praticamente il governo diretto delle multinazionali, un passaggio epocale, la fine della borghesia così come l’abbiamo conosciuta e l’instaurazione di un’ iperborghesia transnazionale con i connotati di una nuova aristocrazia, per cui i paesi sono colonie e i cittadini sudditi.

In Germania la resistenza al TTIP è forte, ci sono state manifestazioni di massa. La Germania perderebbe ruolo, economia, ricchezza, indipendenza…ma anche noi. Speriamo che il prossimo 7 maggio, alla manifestazione nazionale che è stata chiamata a Roma, ci sia consapevolezza e partecipazione.

Obama è partito da qui  ”Dobbiamo andare avanti nel negoziato sul TTIP-ha detto-conveniamo nel voler rendere più forte l’accordo nella zona euro” “E’ indiscutibile-ha aggiunto-che il libero commercio abbia rafforzato l’economia americana e portato enormi benefici ai Paesi che vi sono coinvolti. Capisco chi teme la globalizzazione perché vede le fabbriche chiudere e i posti di lavoro trasferiti altrove. Ma è necessario restare competitivi nel momento in cui aree come Asia e Africa stanno sviluppando le rispettive economie..."

Poi, banalità sulla questione climatica e ambientale….bla, bla, bla sui migranti….

Angela Merkel ha risposto con frasi di circostanza…il TTIP? Non ci abbiamo ancora pensato….il ministro tedesco dell’economia Sigmar Gabriel ha detto che il trattato è destinato “a fallire” se gli Stati Uniti non faranno delle concessioni.

Ma Barack Obama non è andato a parlare a quattr’occhi con la Cancelliera per questo. Sa che il Partito socialdemocratico tedesco all’ultimo Congresso ha dato il suo pieno assenso al TTIP.

Obama è volato da Merkel per la guerra. Chi dovrebbe arginare e subire un eventuale conflitto con la Russia  e la Cina se non l’Europa? Le scelte della Germania sul fronte orientale sono importantissime per gli USA perché ,in effetti, la Germania è l’Europa.

L’Europa dovrebbe votare a giugno sulle sanzioni alla Russia.

Gli interessi europei e, per parlare di casa nostra, quelli italiani non coincidono con quelli statunitensi, eppure sono state adottate sanzioni che di fatto si riflettono pesantemente sull’economia dei paesi europei, Italia compresa. In Ucraina c’è stato un colpo di Stato, al governo ci sono i nazisti, ma l’obiettivo è la Russia. La guerra mondiale è messa in preventivo, è, addirittura, data per scontata, perché il capitale, per sua natura, dalla guerra non può prescindere, tanto meglio se è mondiale, perché è un volano dell’economia, perché permette di ridefinire gli assetti geopolitici, perché trasformerebbe la Russia in un fornitore di materie prime e la Cina in una grande fabbrica a basso costo e l’una e l’altra in un mercato per le tecnologie occidentali.

Gli Usa annullerebbero così il loro enorme debito e i paesi occidentali dirotterebbero le istanze sociali, le lotte di classe nella fornace della guerra.

Per fare questo, lo strumento privilegiato è la Nato, sigla magica dietro alla quale si nasconde l’esercito statunitense, mentre gli eserciti nazionali sono chiamati ad un ruolo di supporto e a diventare polizia interna agli Stati. Questo è il senso della richiesta sempre più pressante degli Stati Uniti perché gli eserciti nazionali si modernizzino, naturalmente acquistando materiale bellico statunitense e perché con una volontaria sottomissione, partecipino alle varie alleanze aggressive e alle avventure militariste promosse dagli stessi Stati Uniti.

Angela ha risposto denunciando le violazioni del cessate il fuoco in Ucraina e ribadendo la necessità che siano rispettati gli accordi di Minsk. Le sanzioni contro Mosca dovranno essere rimosse con una soluzione politica-ha detto-e non armando la parte occidentale del paese.

E’ questa la questione di fondo. L’Europa è al centro di uno scontro che deciderà il suo destino.

Il vertice a cinque del giorno dopo con David Cameron, François Hollande e Matteo Renzi è stata pura routine perché la Gran Bretagna è la quinta colonna americana in Europa, la Francia ha ridicole velleità neocoloniali, l’Italia è già un governatorato, è la Germania l’ago della bilancia. Un indizio di quanto si siano spostati gli equilibri in Europa dall’inizio della presidenza Obama al suo ultimo viaggio ora in Germania è che l’incontro a cinque si sia tenuto qui e non a Londra, dove Obama era appena stato.

Oggi, collaborazionisti miopi non si rendono conto che un’eventuale guerra non riguarderebbe più solo i militari o alcune aree geografiche ma coinvolgerebbe tutto il paese compresi quelli che pensano di essere al sicuro. L’Europa ha solo da perdere in un conflitto mondiale. La guerra potrebbe essere la fine della nostra storia.

16 gennaio , manifestazione contro la guerra, un racconto e un commento critico

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Una corrispondenza sulla manifestazione contro la guerra del 16 gennaio prossimo, promossa da Eurostop.it e un commento critico sulle modalità di costruzione della giornata con un compagno che ha chiamato in diretta.

Grande Guerra: 1915-2015. Storia e storie

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"O Gorizia, [...] dolorosa ci fu la partenza

e il ritorno per tutti non fu"

("O Gorizia", 1916)

 

Prima puntata di un laboratorio radiofonico sulla Grande Guerra (con la collaborazione e l'apporto di Gavino Puggioni).

 

In occasione del centenario dell'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale (24 maggio 1915, dichiarazione di guerra all'Austria-Ungheria) abbiamo colto l'occasione per ragionare sul primo grande conflitto interimperialista del XX° secolo.

Lo abbiamo fatto grazie all'apporto di due storici e una storica.

 

Dopo una breve presentazione e introduzione ai problemi storiografici che la Grande Guerra pone a noi contemporanei, abbiamo sentito Antonio Fiori, storico e per diversi anni archivista dell'Archivio centrale di Stato dove ha potuto consultare preziosi documenti d'archivio sulla guerra a proposito di censura sulla stampa e sulle relazioni della Polizia in merito alle manifestazioni interventiste e neutraliste del 1914/1915.

Con lui si è sviluppato un ragionamento tra repressione sulla carta stampata (soprattutto ai danni della stampa socialista, ma non solo come potrete ascoltare) e repressione nelle piazze italiane, piuttosto movimentate in quel periodo.

 

Con Ilaria La Fata, storica del Centro Studi Movimenti (Parma) e membro della redazione di "Zapruder - Storie in Movimento", parliamo dell'impatto della psichiatria durante la guerra. La Grande Guerra dimostra anche ai più scettici come le scienze - tecnologiche e mediche - non sono più "neutre" o "imparziali" (nonostante la propaganda borghese dell'epoca vada in senso contrario). Cosa ne era dei soldati rinchiusi nei manicomi civili?

Quale fu il rapporto tra psichiatria civile e psichiatria di guerra?

 

Infine, con Gavino Puggioni, storico e assiduo ascoltatore di Radio Onda Rossa, si tirano un po' le somme della trasmissione e si cerca di immaginare un laboratorio aperto di ricerca sul tema della Prima guerra mondiale andando a dissotterrare alcuni temi (fatti di donne e uomini) troppo spesso "senza voce" all'interno del dibattito storico accademico e pubblico. Inoltre Gavino ha un importante annuncio da fare dai microfoni di questa emittente.

 

La scaletta della trasmissione ha cercato di seguire il complesso tema trattato:

- "O Gorizia tu sia maledetta" (autore anonimo), interpretata da Sandra Mantovani;

- idem, interpretata da Les Anarchistes;

- Fabrizio De Andrè, "La guerra di Piero";

- "'O surdato 'nnamurato", interpretata da Massimo Ranieri;

- Andrea Chimenti, "San Martino del Carso" (parole di G. Ungaretti);

- Umberto Veronesi legge "L'addormentato nella valle" di A. Rimbaud.

 

Nel primo blocco di registrazione trovate presentazione e introduzione del redazionale e le corrispondenze con Antonio Fiori e Ilaria La Fata; durata: 1h 20m;

Nel secondo blocco di registrazione trovate la corrispondenza con Gavino Puggioni e le conclusioni della trasmissione; durata: 20 minuti.

Utopie in movimento. Attivismo lgbti in Africa orientale

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Durata 59m 1s

A partire dall'articolo di Lia Viola "Utopie in movimento. Riflessioni sull’attivismo lgbti in Africa orientale" pubblicato sul n. 33 di Zapruder, parliamo con l'autrice di cosa significa omofobia in Africa orientale, dell'attivismo lgbtiq e dei rapporti con l'occidente.

150 anni dell'unità d'Italia: un'analisi storica dell'imperialismo nostrano

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Quest'anno ricorre il 150esimo anniversario della "conquista" dell'unità d'Italia: una ricostruzione storica,  per metterne in risalto le sue pagine più oscure, partendo dalla brutale repressione del brigantaggio sociale, in favore dell'occupazione e della conquista militare delle terre del sud. 

 

Intervista a Graziano di Pagine Marxiste

 

Durata 14'22''