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In Turchia la scure di Erdogan si abbatte sugli avvocati

In Turchia si mobilita l'avvocatura contro la nuova legge sugli ordini forensi, che prevede l'istituzione di ordini professionali alternativi a quelli esistenti e, di fatto, controllati dal governo. Un ulteriore tassello nel sistematico processo di demolizione delle libertà civili e politiche all'interno dello Stato turco.

Ai nostri microfoni, per commentare la situazione, l'avvocato Arturo Salerni.

Libia: asse Erdogan-Trump per il controllo del Paese

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Libia, ma soprattutto quello che verrà dopo. Ankara spalanca le porte del Mediterraneo a Washington. L’intento strategico di Erdogan passa dalla stabilizzazione libica e dall'eliminazione di Haftar, insieme agli Usa, per poi muovere i propri interessi in coppia con gli americani.

Turchia: sciopero della fame del gruppo Grup Yorum, situazione carceraria e misure del governo

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Con Murat Cinar, giornalista turco che da anni vive in Italia, facciamo il punto della situazione in Turchia nella pandemia di Covid-19. Affrontiamo anzitutto il tema della riforma carceraria, con un approfondimento sul caso della band musicale Grup Yorum, i cui componenti sono in carcere perché oppositori politici di Erdogan e dell’Akp e da tempo sono in sciopero della fame. Una di loro, Helin Bolek, è morta nel mese di aprile proprio in seguito a questa forma molto forte di protesta, mentre nella giornata di ieri Ibrahim Gokcek ha sospeso lo sciopero.

Turchia: lo scenario post elezioni

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Insieme a Murat Cinar, giornalista indipendente turco, analizziamo lo scenario che aprono le ultime elezioni turche, dove il progetto autoritario e fondamentalista di Erdogan ha visto un calo forte dei consensi. Diverse città che da anni erano sotto il governo dell'AKP hanno votato per altri partiti, nel sud-est in particolare l'HDP, il partito democratico dei lavoratori, che sostiene la causa kurda. Erdogan perde comuni come Ankara e Istanbul, dove sta già mettendo in campo tutti i tentativi possibili per invalidare il voto.

Turchia: Erdogan rieletto, curdi in parlamento. Commenti sulle elezioni

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Si sono chiuse le elezioni anticipate chieste dal sultano Erdogan: i cittadini e le cittadine sono state chiamate a votare per il Parlamento e per la presidenza della Repubblica. La Turchia non cambia e Erdogan è sempre più il padrone di un paese sempre più nazionalista e autoritario, dato che ha superato il 50 per cento dei voti.

Il clima durante le operazioni di voto è stato teso, come ci raccontano i nostri corrispondenti, con brogli, intimidazioni e violenze nei seggi.

Durata 25m 16s
Durata 30m 14s