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Il DRM è il lockdown di Internet

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In questa puntata proseguiamo il ciclo sul DRM (Digital Right Management) andando ad analizzare come il nostro browser garantisce ai siti di streaming (tipo Netflix) che non stiamo videoregistrando il contenuto per cui abbiamo gia pagato il servizio.
 
Dopo aver discusso velocemente i dettagli tecnici di questo sistema, vediamo quelle che sono le conseguenze più ampie per quanto riguarda lo sviluppo di strumenti nuovi e indipendenti per la navigazione di internet.
 
Come forse abbiamo appreso nella puntata precedente, questo insieme di tecnologie è di fatto "rotto", ma comunque impedisce alla grande maggioranza  degli utenti di fruire e scambiare liberamente contenuti video e assicura a poche  aziende una posizione privilegiata nello scacchiere dell'Internet.
 
In chiusura parliamo di Google FLoC, una tecnologia che promette di superare i  tanto odiati cookies, garantendo però a Google almeno una parte deì dati di  tracciamento che raccoglieva.

Le dita nella presa in versione arlecchino

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Durata 2h 5m 42s
Durata 30m 25s
Per carnevale, le dita nella presa in versione arlecchino: oggi non abbiamo un tema, quindi vi scarichiamo tante notizie raccolte in rete, lasciando a voi l'emozione di trovare un filo conduttore.
  • Tra garante delle privacy e ministero dell'interno è scontro sul riconoscimento facciale in tempo reale... o forse no? Il ministero fa finta di non esserci.
  • Colpo di stato in Myanmar: bloccato internet... ma solo dalle 18:00 alle 4:00, come se fosse un bar qualunque. Chissà che c'è dietro questo blocco a singhiozzo...
  • Google continua a fare spazio nel suo team di etica nell'AI... licenziata un'altra ricercatrice vicina a Timnit Gebru.
  • Grande idea di un poliziotto di Los Angeles per non farsi riprendere: sfruttare il sistema che impedisce la pubblicazione di materiale coperto da copyright su Instagram.
  • Proposta per una nuova frontiera nel Nevada: se investirai abbastanza per impiantare un'azienda negli spazi disabitati dello stato americano, potrai ottienere i poteri di una contea, inclusa la facoltà di imporre tasse e costituire tribunali.
  • Microsoft e Spotify sono sempre all'avanguardia nel brevettare nuove idee, per quanto ridicole.
  • Attenzione al software scientifico propietario: una corte d'appello del New Jersey accosente a fare ispezionare il codice sorgente di un software proprietario per l'analisi del DNA, sulla base dei risultati del quale un uomo era stato accusato di omicidio.
  • Facebook e l'australia litigano sulle news: più che pagare gli editori facebook preferisce fermare il servizio news.
  • In sudafrica trovano una soluzione intelligente al problema dell'end of life di Adobe Flash
  • Pornhub chiederà il riconoscimento "biometrico" per uploadare video; la storia inizia qui.
  • IoT e cinture di castità: attenzione al gadget smart!

Internet giù per terra!

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Durata 1h 57m 35s

Google down per quasi un'ora! Alla facciaccia vostra! Ma come ha fatto a succedere? In fondo anche in sistemi molto grandi e complessi, pensati per la massima robustezza, dei piccoli errori umani possono sempre capitare. Soprattutto, nessun meccanismo è davvero magico, per quanto provino a dirci il contrario! E così, con un'ora di down, google non arriva nemmeno al 99.999% di uptime per quest anno!

Visa e Mastercard bloccano il pagamento a Pornhub dopo l'inchiesta che mostra come molti video sulla piattaforma sono stati caricati in modo non consensuale. Se nel caso specifico si tratta probabilmente di pinkwashing, ma si può essere d'accordo che una ripercussione per certe pratiche sia auspicabile, dobbiamo ricordare che non è la prima volta che visa e mastercard bloccano i pagamenti verso soggetti che non gli piacciono e i criteri, di solito, sono più "moralisti" . Va notato che queste due aziende di fatto sono in grado di determinare la possibilità per un'attività basata su internet di esistere, dato che hanno il monopolio delle transazioni economiche.

I brevetti software potrebbero arrivare in Europa? non c'è da escluderlo.

Facebook teme che la fine del mondo (ovvero la fine del tracciamento e della pubblicità personalizzata) stia per arrivare, e la Apple ne avrebbe la colpa.

La privacy garantita... da chi?

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Durata 1h 57m 39s
Durata 22m 9s

Negli ultimi due DPCM c'è un articolo particolare: obbliga gli operatori sanitari a caricare il codice immuni dei pazienti positivi sulla piattaforma del ministero. Perché, non lo facevano già? Evidentemente no. Cosa che ci riporta al problema della app immuni, ovvero il fatto che può funzionare solo con un sistema sanitario nazionale ben organizzato.

Secondo approfondimento è dedicato ad un bug sul sistema di crittografia GPG, ed ai suoi keyserver. Un bug che, come vedremo, ha molto a che fare non tanto con un difetto di implementazione (che pure c'era, ma come tale è stato corretto in fretta) ma soprattutto con una difficoltà strutturale di tutti i protocolli distribuiti. Per il momento ci si è messa una toppa passando a dei keyserver più semplici, più limitati, ma più sicuri, come https://keys.openpgp.org/

Varie notiziole ci accompagnano alla chiusura: l'uso di bot che raccolgono foto su Telegram e le trasformano in deepnude;
l'FCC dà una mano a Trump nella sua lotta contro i social (quando gli danno contro)
sempre Trump che dice che l'hacking sostanzialmente non esiste, e solo un genio potrebbe farlo (mentre gli hackerano qualunque cosa, incluso l'account Twitter a cui tanto tiene)
Google torna a collaborare con la creazione di un muro tra USA e Messico; aveva detto di aver smesso per via delle forti proteste, ma a quanto pare non era vero. Ovviamente il nuovo muro è "virtuale": poco cemento e tanti droni.

Global warming will be televised (on demand)!

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Puntata dedicata all'ecologia ed in particolare ai consumi energetici dell'uso delle tecnologie digitali. Ripartiamo quindi da quanto abbiamo raccontato nel ciclo di trasmissioni sulla materialità del digitale a proposito della produzione dei dispositivi digitali, ma stavolta parliamo dell'uso. Può sembrare sorprendente, ma buona parte del consumo dell'ecosistema digitale è da attribuire al trasferimento dati e in particolare allo streaming video, una tendenza che si prevede ulteriormente in aumento. Vediamo insieme quali scelte tecniche hanno provocato questa situazione e diamo alcuni suggerimenti di buone pratiche di ecologia digitale.

L'ultimo che esce spenga Internet

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In Iran dal 16 al 21 novembre le comunicazioni Internet sono state sostanzialmente bloccate all'interno del paese. Non si tratta, però, di un completo shutdown di Internet - operazione troppo costosa - ma di un'azione più complessa e differenziata, che contiene anche segni di sperimentazione tecnica. La direzione della sperimentazione è chiara: il passaggio dalla connessione ad Internet alla connessione ad una Intranet nazional-religiosa che riesca però a non danneggiare troppo l'economia. Una direzione simile - ma con sostanziali differenze -  è stata presa anche da Russia e Cina. Guardiamo anche il caso indiano dove, utilizzando tecniche molto più rozze, i blocchi di Internet sono sempre più frequenti.

A seguire, notiziole sparse, tra cui:

  • Il servizio sanitario britannico concede ad Amazon l'accesso a molti dati sanitari.L'ottica è quella di far svolgere alla multinazionale statunitense una parte dei compiti del medico curante.
  • È uscito mycroft.ai, un software in grado di sostituire i cosiddetti "voice assistant" con degli oggetti dalle caratteristiche tecniche simili ma che non richiedono il passaggio da multinazionali.
  • Facebook lancia una board dedicata alla realizzazione di linee guida per il monitoraggio dei contenuti su Facebook. Viene dichiarata come un'entità indipendente, ma i soldi vengono tutti (130 milioni di dollari!) da Facebook, gli amministratori li ha nominati Facebook.  Supponiamo quindi che l'indipendenza derivi dall'aver inaugurato una scatola dei suggerimenti digitale.

Non vi dimenticate! 21 dicembre 2019 sono 25 anni di Avvisi ai Naviganti: festeggiamo il compleanno ai AvANa al CSOA Forte Prenestino.

Dal 22dicembre al 5 gennaio ancora non sappiamo se saremo in onda; se saremo pigri, troverete comunque delle repliche la domenica alle 21 su radio onda rossa.

Il DNS over HTTPS non è una svolta, ma... impariamo ad usarlo!

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Cos'è questo DNS-over-HTTPS, di cui i provider si lamentano perché dicono che impedisce la censura, il parlamento statunitense si lamenta perché dice che c'è abuso di posizione dominante? È una tecnologia promettente e positiva, ma per come sta venendo implementata potrebbe portare ad una ulteriore centralizzazione di Internet.

Autistici/Inventati ha vari aggiornamenti positivi per i suoi utenti: riaperto il servizio di helpdesk e riattivato il servizio jabber (qui qualche informazione). Ancora impossibile, invece, richiedere nuovi servizi.

Non tutti sanno che... notizie per non sfigurare sotto l'ombrellone

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Durata 2h 15m 50s

Puntata "insalata", con grande mischione di notizie varie dall'Internet.

Apriamo passando in rassegna alcune "semplici"  tecnologie di sorveglianza, cercando di analizzare il modo in cui queste mescolano l'ambito pubblico con quello privato.

Dalla Russia, veniamo a sapere che l'FSB delegava alcuni progetti segreti a dei soggetti privati (la SyTech in particolare). La SyTech è poi stata bucata, permettendoci di venire a sapere quali erano questi progetti. Si va dalla sorveglianza massiva dei social network, alla mappatura della topologia della rete russa (vedi la puntata del 12 maggio).

Anche l'FBI è intenzionata ad affidare a contractor privati il monitoraggio dei social network alla ricerca di parole chiave ed altre informazioni "pericolose".

E molto altro! Non perdere l'ultima puntata della stagione delle dita nella presa!

Ci rivediamo ad agosto, o forse a settembre.

I feed: c'era una volta l'informazione distribuita sul web

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Durata 1h 14m 3s
Durata 25m 19s

Puntata dedicata ai "web feed": quella tecnologia che permette - in modo completamente decentralizzato - di leggere notizie da molte fonti in modo estremamente organizzato. Confrontiamo questa tecnologia con i modi più "moderni" di ottenere le informazioni, cioè tramite i social network. Anche se il lessico rimane simile (pensiamo al "seguire" di twitter, o al "news feed" di facebook) la differenza fondamentale è lo spostamento dell'informazione all'interno di piattaforme proprietarie che richiedono all'utente una registrazione, e gli consentono la sola fruizione dei contenuti che si trovano già all'interno della piattaforma, restringendo di fatto l'offerta di contenuti.

Il passaggio da un web aperto e decentralizzato al web delle piattaforme di social networking è passato anche per l'abbandono di un paradigma "pull" (come per i feed, in cui l'utente va a prendere l'informazione che gli interessa) in favore di tecnologie "push" (in cui una piattaforma invia all'utente le informazioni che crede gli interessino).

In chiusura riportiamo:

  • la notizia dell'integrazione delle 3 applicazioni di messaging di proprietà di Facebook (nonostante le promesse degli ultimi anni). Facebook ci rassicura: l'utente manterrà comunque un'illus^H^H^H^H^Hfeeling di scelta.
  • lo stesso zuckerberg scrive su repubblica che facebook vuole solo il bene di noi utenti, dando loro più potere, ma non spiegandoci quale potere, e addirittura la creazione di maggiori posti di lavoro. Contraddittorio non pervenuto (o almeno non immediatamente).
  • youtube smetterà di suggerire video di terrapiattisti e complottisti vari. Il tutto tramite un'operazione che funziona come una censura ma, dicono, non è censura.