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Estrattivismo dei dati

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Ciclo sull'estrattivismo dei dati, parliamo di Capitalismo della Sorveglianza. L'Unione Europea sta discutendo due dispositivi legali per ridurre lo strapotere dei Big Tech: il DMA e il DSA. Al netto dell'approccio riformista, tipico delle istituzioni politiche, le due iniziative certificano una situazione che denunciamo da anni e che finalmente viene portata alla ribalta del dibattito politico, anche con una apprezzabile incisività rispetto alle misure proposte. Posto che non sono comunque sufficienti rispetto al nostro orizzonte rivoluzionario, rimane da vedere se andranno in porto (e se verranno ridimensionate attraverso pressioni lobbystiche) e soprattutto se possa essere di stimolo ad un dibattito di classe.

Estrattivismo dei dati

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PARTE 1

- Ciclo estrattivismo dei dati. Oggi un'esperienza territoriale di autonomia digitale. Comunità che si autodetermina e costruisce le proprie infrastrutture.

- Dati e cifratura (a riposto e in transito, ma non in elaborazione). Capitalismo della sorveglianza. Ricavare dalla conoscenza e dal condizionamento delle abitudini degli utenti.

- Utenti (e sfruttati dai GAFAM). Anche a noi è stato chiesto di lavorare per gli utenti. E' una buona idea?
    - Debian/Ubuntu: popolarizzare
    - LUG
    - Windows: utente da proteggere in modo oppressivo (no protetto, piuttosto capitalizzato: dati, abitudini...)

- Autonomia digitale: impone impegno e non delega
    - A parte avere Sistemi Operativi e software liberi, vogliamo avere delle infrastrutture libere. E vogliamo dei servizi online autogestiti.

- Come Ninux, insegnare a chi è interessata ad unirsi alla rete, quali sono le procedure per essere autosufficienti ed avere infrastruttura fai-da-te. Dall'altra parte gestirsi come comunità.

 

PARTE 2

- Le valli: una descrizione del progetto
    - Una internet che non è Internet, è un pezzo che si può attaccare a Internet (costa) 

- La parola comunità non è per niente scontata. Contrapposto alla parola utente.
    - Non ti monto l'antenna, ti mostro come si fa
    - Non è una infrastruttura che fa una comunità.
    - I protocolli dell'infrastruttura influenzano la comunità.

- Come facciamo a separare l'infrastruttura dai servizi? Google è una infrastruttura. I meccanismi di interazione utente non sono neutrali, ti manipolano.
    - Si può dire: tengo l'internet così com'è e poi faccio altro (servizi).
    - Il design con la comunità è iniziato dalla base. Reti wireless a vista. Software Libero (per qualunque scopo?)

- Si ispirano a Ninux. La comunità non si autogenera.
    - Comunità cosciente di esserlo?
    - Altre comunità che esistono sul territorio. Diverse ma antifasciste.
    - Chi abita i territori (antifascisti)

- Cresciamo lentamente, ma con persone che si conoscono e si riconoscono. Non ci sono paletti rigidi su cosa sia questa comunità.

 

PARTE 3

- Digitale e campagna. Tempi e meccanismi diversi.
    - Programma a 4/5 anni (vs. precariato)
    - Valori
    - Contadinanza
    - Con il Covid nuovi arrivi

- Servizi: connessione ad Internet
    - le 4 valli, isole?
    - NextCloud -> Manutenzione
    - Prometheus e libre mesh
    - Progetti futuri?

- Decentralizzazione: importanza
    - es: PeerTube

- Antenne e persone. Quanti siete?
    - Manutenzione
    - Sviluppo
    - Siete una entità oppure no?

- Divulgazione, educazione all'autocostruzione
    - Incontri
    - Comunicazione

- Dati?
    - Mappa
    - Statistiche di rete (affascinanti). Ti fanno capire quanto è mostruoso quello che fanno i GAFAM
    - Fiducia

Estrattivismo dei dati

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Puntata 13 di Entropia Massima, terza del ciclo Estrattivismo dei dati, parliamo di quanto inquinda il digitale. L’industria digitale mondiale consuma acqua, materiali ed energia, pari al triplo dell’impronta ecologica di Francia o Regno Unito. Consuma il 10% dell’energia elettrica mondiale ed emette il 4% della CO2 globale, quasi il doppio dell’aviazione civile.
Il suo ritmo di crescita è impressionante: in pochi anni raddoppierà il consumo e di conseguenza le emissioni. Inoltre la principale fonte di energia per produrre elettricità è tuttora il carbone. Le tecnologie digitali possono migliorare l’esistenza umana: allungare l’aspettativa di vita, esplorare il cosmo, universalizzare l’accesso all’istruzione e alla conoscenza, predire le prossime pandemie, favorire iniziative e attività a tutela dell’ambiente e per limitare il cambiamento climatico. Sviluppata come è sviluppata oggi, però, ci proietta oltre i limiti fisici e biologici del nostro pianeta. Avremmo bisogno di comunità decentrate e federate che gestiscono le reti, creano i servizi sulla base dei bisogni reali, riusano hardware, ottimizzano gli sprechi, creano e gestiscono beni comuni digitali.

Estrattivismo dei dati

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Seconda puntata del ciclo "Estrattivismo dei dati", parliamo della pantomima dei termini di servizio, del ciclo dell'esproprio, dell'estrazione dei dati come forma di monetizzazione del comportamento umano. Proviamo a comprendere il nuovo potere nelle mani di chi accumula dati, denominato da Shoshana Zuboff "potere strumentalizzante", distinguendolo dal "totalitarismo". Parliamo di Skinner e del comportamentismo radicale, ossia l'estensione al mondo intero degli esperimenti sulla manipolazione del comportamento degli animali, e di come questo sia oggi realizzato per mezzo di un apparato digitale - continuo, autonomo, onnipresente, senziente, computazionale, attivante, connesso – asservito agli interessi del capitalsimo della sorveglianza.

Estrattivismo dei dati

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Prima puntata del ciclo "Estrattivismo dei dati", parliamo di:

- Carbon footprint dell'IT, come si calcola, aggiornamento dei dati e previsioni future, ruolo del Cloud Computing, quali dati di consumo nasconde
- Estrattivismo dei dati, strumentalizzazione dei processi di trasformazione digitale, concentrazione esasperata dei dati, cosa può e non può fare la cifratura, scanning client side

 

Nota: l'audio della prima parte è disturbato, dal minuto 19 migliora.  

Cerco la ricerca tutto l'anno

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Durata 2h 9m 53s
Durata 52m 35s
Nella ricerca delle informazioni su internet è sempre stato importante catalogare i risultati, per esempio utilizzando funzioni di base come i segnalibri. Col passare del tempo si sono affermati sistemi di ricerca più sofisticati basati su dati strutturati accessibili agli utenti, ma hanno avuto ben poco successo... il mondo si è evoluti invece verso sistemi di ricerca che in realtà sono sistemi di raccomandazione di risultati. Questi sistemi si basano senza ombra di dubbo su strutture e relazioni tra molti dati, ma le strutture fondamentali rimangono oscure all'utente che non può quindi sfruttarli per effettuare ricerche personalizzate, limitandosi quindi ad essere passivo rispetto ai suggerimenti del software. Questa evoluzione si è vista in vari campi, dalle rubriche alle mappe alla ricerca di contenuti specifici, e risulta in una delega nei confronti dei fornitori di servizi che possono introdurre parti di loro esclusivo interesse negli algoritmi di "raccomandazione". 
A seguire, la solita razione di notiziole.

Tecnologia e automazione

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Sesta puntata del ciclo Tecnologia e automazione, la prima di una serie dedicata al libro "Il capitalismo della sorveglianza" di Shoshana Zuboff. Affinità e divergenze tra il capitalismo della produzione di massa e il capitalismo della sorveglianza. La nascita del capitalsimo della sorveglianza con Google. La segretezza come metodo dei pionieri del capitalsimo della sorveglianza. Di quali dati stiamo parlando? Riguarda tutti e tutte noi oppure qualcuno può dirsi immune? Il dato come materia prima: l'estrazione e l'analisi dei dati, volta alla creazione di prodotti predittivi da vendere sul mercato dei comportamenti futuri.

Tecnologia e automazione

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Quarta puntata del ciclo Tecnologia e automazione. Parliamo del progetto europeo Gaia-x, che mira a costruire una infrastruttura per lo sfruttamento dei dati degli europei, che possa competere con l'analogo sfruttamento condotto dai Big Tech statunitensi e cinesi. Quali sono gli obiettivi del progetto, chi ne fa parte, quali problemi affronta e quanti ne risolve realmente? Queste alcune delle domande a cui tentiamo di dare una prima risposta.

Pandemia, dati e democrazia

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La pandemia che sta sconvolgendo le nostre società pone domande ineludibili a tutto il mondo della ricerca scientifica e anche alla statistica pubblica. Da un lato, la comprensione della diffusione epidemica dipende in modo cruciale dalla raccolta tempestiva e accurata di dati dettagliati, spesso provenienti da fonti eterogenee. Dall’altro, il rapido succedersi di provvedimenti di emergenza varati dal Governo ha acceso il dibattito sull’adeguatezza e l’efficacia di politiche di contenimento che incidono profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini. La legittimità e l’efficacia di queste scelte politiche poggiano sul monitoraggio del rischio sanitario realizzato in maniera centralizzata dall’Istituto Superiore di Sanità mediante l’elaborazione di dati epidemiologici e il calcolo di un set di parametri ed indicatori. Dati che ad oggi non hanno modo di circolare in forma elementare nella comunità scientifica più ampia.
Anche l’Istat è stato al centro di diverse iniziative: dalla produzione di dati e di rapporti informativi sulla mortalità legata al Covid, all’indagine sulla sieroprevalenza e alla misurazione dell’impatto dell’epidemia sulla struttura economica e sociale del paese.
Questa mole di informazione aggregata è diffusa, spesso in modo bulimico e confuso, dai mezzi di informazione con il risultato di generare e moltiplicare polarizzazioni irrazionali e fuorvianti.
In questa dinamica che ruolo dovrebbe rivestire la Statistica Pubblica? Può raccogliere e fare propria quella quota di domanda informativa ancora inevasa e fornire un contributo conoscitivo in questo momento essenziale, ad esempio sui fattori economici, demografici e sociali associati all’epidemia? Può mettere al centro delle proprie scelte strategiche il valore sociale della produzione di dati utili alla collettività per il superamento dell’emergenza sanitaria? Questi gli interrogativi del seminario Pandemia, dati e democrazia organizzato dal Collettivo L’Improbabile un gruppo di lavoratrici e lavoratori della statistica pubblica dell'ISTAT.
Ne parliamo con un compagno del collettivo.

Tecnologia e automazione

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Ottava puntata del ciclo su tecnologia e automazione, parliamo di governance della rete ai tempi del Coronavirus, con un ospite speciale che ci illustra i modi in cui il digitale sta cambiando le articolazioni del vivere civile e l'esercizio dei poteri ad esso connesso. Parliamo di App Immuni, della questione della conservazione ed analisi dei dati delle persone, delle conseguenze dell'introduzione di algoritmi di intellegenza artificale sui diritti e sul lavoro e di come tutto questo porti inevitabilmente ad un ulteriore incremento delle disuguaglianze sociali.