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Radio Africa: RDCongo. Kenya, Somalia, Etiopia

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Congoquesta epidemia di Ebola è la diciassettesima a colpire la Repubblica Democratica del Congo, a soli cinque mesi dalla fine della precedente. Le province della RDC dove si registrano gran parte dei casi, sono teatro di una guerra pluriennale da parte di decine di gruppi armati, milizie locali e movimenti ribelli per il controllo di immense ricchezze minerarie. La guerra ha provocato milioni di sfollati interni, costringendo la popolazione a continui spostamenti alla ricerca di sicurezza e cibo. In questo scenario, il monitoraggio epidemiologico diventa estremamente complicato. La fragilità delle infrastrutture sanitarie rappresenta un ulteriore elemento critico e si creano così le condizioni per lo sviluppo dell’epidemia. Anche le false notizie e le credenze fallaci a proposito dell’epidemia contribuiscono a creare un clima sfavorevole al lavoro dei sanitari, costretti spesso ad affrontare aggressioni ed attacchi.

KenyaTrump vuole esternalizzare la cura dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, trasferendola in Kenya .In collaborazione con Nairobi, Washington ha pianificato di aprire un centro di quarantena in Kenya per i pazienti americani infetti da Ebola. Questo progetto è stato portato avanti , senza tenere conto della società civile e del sistema giudiziario del Paese dell'Africa orientale. È stato principalmente a causa di una fuga di notizie giornalistica che il popolo keniota ha appreso di questo progetto ,secondo il Wall Street Journal del 26 maggio, l'amministrazione americana ha annunciato l'imminente invio di 30 operatori sanitari e 50 posti letto ospedalieri. Il comprensibile panico scatenato dall'Ebola ha inevitabilmente spinto i kenioti in piazza, in particolare a Laikipia, 190 km a nord di Nairobi, la città dove doveva essere allestito il centro di quarantena,non a caso vicino a una base militare. Per diversi giorni, centinaia di manifestanti hanno contestato le autorità, chiaramente indignate anche dalla recente contrattazione degli aiuti americani al sistema sanitario keniota,Gli Stati Uniti hanno detto che contribuiranno con 13,5 milioni di dollari alle spese di prevenzione del Kenya.

Somalia: nella notte tra il 3 e il 4 giugno, a Mogadiscio sono scoppiati violenti scontri tra le forze governative somale e i gruppi di opposizione. Video, mostrano sparatorie nei pressi delle residenze di diverse figure dell'opposizione, tra cui l'ex Primo Ministro Hassan Ali Khaire. Khaire ha accusato il Presidente Hassan Sheikh Mohamud di aver ordinato un attacco alla sua abitazione. Queste violenze si inseriscono in un clima di forte tensione politica. A marzo scorso, il Parlamento ha approvato una riforma costituzionale che ha introdotto il suffragio universale diretto e ha esteso il mandato presidenziale da quattro a cinque anni. L'opposizione interpreta questa decisione come un tentativo di rimanere al potere. L’esplosione della violenza è il risultato inevitabile di una totale assenza di compromesso politico. In Somalia, le istituzioni statali faticano a imporsi come attori neutrali, l’esercito regolare risente pesantemente delle affiliazioni claniche. La mossa del presidente Mohamud ha accentuato ulteriormente queste linee di frattura.

Etiopial'Etiopia si è recata alle urne lunedì 1° giugno per le sue settime elezioni generali. L'esclusione del Tigray, la persistenza del conflitto armato e la frammentazione dell'opposizione gettano dubbi sulla credibilità del voto. Diverse ombre incombono sui seggi elettorali. Il Partito della Prosperità (PP) si presenta alle elezioni come il favorito assoluto: il Primo Ministro Abiy Ahmed e il suo partito controllano già il governo federale e tutte le amministrazioni regionali, ad eccezione del Tigray. D'altro canto, i partiti di opposizione, dilaniati da divisioni interne, rimangono frammentati, indeboliti da arresti, pressioni da parte delle forze di sicurezza e una presenza disomogenea sul territorio nazionale.

Radio Africa: Senegal, Kenya, Mali

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Senegal: la rottura fra il primo ministro Sonko e il presidente Diomaye Faye, già evidente si è manifestata con la destituzione del primo ministro e del suo governo. L’apertura della crisi politica ha portato ad un scontro istituzionale in quanto Sonko è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale controllato dal partito del Pastef che aveva espresso anche il presidente Faye. La crisi giunge in un momento in cui la situazione finanziaria del Senegal è gravata da un enorme debito pubblico, pari al 132% del PIL, la cui gestione è motivo di forte contrasto tra il capo dello Stato e il suo ex primo ministro. Il presidente Faye intende avviare un nuovo programma di aiuti con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre Ousmane Sonko sostiene un approccio più critico verso i diktat delle istituzioni monetarie.  Al momento del suo insediamento nel 2024, le nuove autorità accusarono l'amministrazione dell'ex presidente Macky Sall di aver occultato parte del debito nazionale, portando alla sospensione del programma di aiuti del FMI da 1,8 miliardi di dollari.

Kenya: il 19 maggio Nairobi e diverse altre grandi città del Kenya sono state teatro di proteste contro l’aumento del prezzo dei carburanti e negli scontri con la polizia sono morte almeno quattro persone e ci sono stati centinaia di arresti. A promuovere la mobilitazione che ha visto l’adesione di altri settori della società keniana e ha bloccato le attività del paese, è stata la La Transport Sector Alliance la sigla che riunisce operatori di matatu, camionisti, boda boda, taxi digitali, mezzi turistici e imprese della logistica. La richiesta principale è il ritiro dell’aumento del prezzo dei carburanti innalzati dalla decisione del governo giustificata dalla guerra con l’Iran, che hanno compresso le forniture globali di petrolio e gas. Ma la protesta va oltre la questione , per quanto seria, del prezzo del carburante ma riguarda le condizioni di vita della maggioranza dei keniani per cui ogni aumento dei costi di base diventa immediatamente una crisi sociale.

Mali: in Mali continuano gli assalti del JNIM (Gruppo per il Sostegno dell'Islam e dei Musulmani) contro vari villaggi nel nord ,con un saldo di decine di morti e continuano anche gli omicidi mirati contro chi non si sottomette alla sharia imposta dai jihadisti. Diversi camion senegalesi sono stati attaccati sul corridoio che collega le due capitali, mentre Bamako rimane sotto blocco jihadista. Questa situazione sta riaccendendo le tensioni al confine. Arrivano denunce sull’utilizzo di bombe a grappolo da parte dell’esercito maliano e dei suoi alleati russi ,mentre Kidal, riconquistata dopo gli attacchi del 25 aprile 2026,è ancora nelle mani degli insorti.

Radio Africa: Kenya, Togo, Ruanda RD Congo

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Kenya: giornate di protesta e di manifestazioni nel paese, sia in occasione dell'anniversario delle mobilitazioni della legge di bilancio di William Ruto, che per  il “Saba Saba Day” (“Sette sette” in swahili), ovvero il 7 luglio, giorno in cui tradizionalmente si commemorano i morti delle manifestazioni del 7 luglio 1990, che portarono alla fine del sistema monopartitico in Kenya. La repressione del governo, in entrambe le occasioni, è stata violentissima: sono state utilizzate anche bande di criminali, con il viso travisato, armati di bastoni, a fianco degli agenti di polizia.

Anche in Togo i giovani sono scesi in piazza per protestare contro la riforma costituzionale che prolunga il mandato del presidente Gnassingbé fino al 2030, ma anche contro l'elevatissima disoccupazione, l'aumento dei prezzi dell'elettricità e l'arresto di numerosi oppositori, Anche in questo caso, la repressione è stata molto violenta: si parla almeno 7 morti, decine di feriti e di più di 60 arresti

L'accordo di pace tra il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo, rivendicato da Donald Trump come un proprio merito personale, appare estremamente fragile e lascia aperte moltissime perplessità, dal momento che sembra ispirato in modo prioritario a favorire gli interessi minerari statunitensi nell'area, in diretta competizione con quelli cinesi. L'accordo dovrebbe, infatti, consentire agli investitori privati americani di accedere alle regioni in cui gli interessi cinesi sono meno presenti e consolidati.

 

Radio Africa: Algeria, Kenya, Burkina Faso

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Algeria: ricordiamo il massacro di Sétif e Guelma dell'8 maggio 1945 perpetrato 80 anni fa: mentre l'Europa festeggiava la liberazione dal nazifascismo, nella colonia francese una manifestazione pacifica fu trasformata in una strage che segnò un punto di non ritorno nei rapporti tra Parigi e Algeri. Infatti, 9 anni più tardi ebbe inizio la lotta di liberazione nazionale armata che, nel 1962, porterà all’indipendenza del paese.

Kenya: il presidente Ruto ha dichiarato che tutte le persone rapite o scomparse negli ultimi mesi nel paese sono state riunite alle loro famiglie. La tensione, in tutto il Kenya, rimane palpabile, anche a causa dell'arresto dei quattro giornalisti kenyani che hanno realizzato per la BBC il documentario “Blood Parliament”, che identifica con chiarezza alcuni membri delle forze di sicurezza del Kenya responsabili dell'uccisione dei manifestanti della GenZ, davanti al Parlamento di Nairobi. I giornalisti sono stati poi rilasciati su cauzione.

Burkina Faso: la città di Dijbo, domenica 11 maggio 2025, è stata vittima di un attacco jiadista particolarmente cruento, che avrebbe provocato diverse decine di vittime, militari e civili; questo accadeva mentre il presidente Traoré si trovava ancora in Russia dove aveva partecipato alle celebrazioni del giorno della vittoria. Un altro massacro, nel settore occidentale del paese, è stato recentemente denunciato da Human Rights Watch.

Radio Africa: Mozambico, Sudan, Camerun, Kenya

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Mozambico: il leader dell'opposizione mozambicana, Venancio Mondlane, minaccia “una rivoluzione” e indice mobilitazioni, a seguito di presunte frodi nelle recenti elezioni presidenziali e dell'omicidio di due suoi stretti collaboratori. La tensione nel paese è in aumento, mentre è in atto una campagna di ReCommon per fermare gli interessi fossili di ENI in Mozambico

Sudan: mentre si aggrava sempre di più l'emergenza umanitaria, le Forze Armate Sudanesi (SAF) riconquistano porzioni sempre più ampie di territorio, compresi quartieri della capitale del paese, Kartum.

Camerun: la situazione politica del paese rimane di forte instabilità, anche se l'anziano presidente, Paul Biya, è tornato ieri a Yaoundé, dopo numerose settimane di assenza e voci allarmanti sul suo stato di salute.

Kenya: l’ex-vicepresidente del Kenya Rigathi Gachagua è stato destituito a seguito di una  procedura di impeachment; al suo posto è stato nominato Kithure Kindiki, ministro degli Interni, anche lui, come Gachagua, proveniente dalla regione del Monte Kenya.

Radio Africa: Algeria, Kenya, rapporti con la Cina

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Algeria: Abdelmadjid Tebboune è stato rieletto presidente dell’Algeria il 7 settembre 2024 con quasi il 95% dei voti, in un contesto segnato da una partecipazione elettorale altamente contestata e sospetti di manipolazione dei dati. Le autorità elettorali algerine hanno annunciato un tasso di affluenza del 48%, nettamente superiore al 39,88% delle elezioni del 2019, ma molti analisti e osservatori ritengono che questo dato sia fortemente gonfiato il il tasso reale potrebbe essere intorno al 23%

Kenya: aggiornamento sulla violenta e sanguinosa repressione che ha investito il paese, a partire dalla fine di giugno, per soffocare le mobilitazioni contro la nuova legge finanziaria, suggerita dal FMI: esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, l'obitorio di Nairobi ormai al limite della capienza... Le mobilitazioni dei/delle giovani africani/e contro le politiche economiche e le leadership di governo si stanno estendendo anche alla Tanzania, all'Uganda e alla Nigeria.

Rapporti con la Cina: Il 5 settembre 2024, il presidente Xi Jinping, a margine del Forum triennale FOCAC di Pechino, che vede la maggior parte dei leader africani confrontarsi con la Cina su temi come la cooperazione commerciale, militare e strategica, si è impegnato a sostenere il continente africano con 51 miliardi di dollari in tre anni di finanziamenti, con il sostegno a importanti progetti infrastrutturali e con la creazione di almeno 1 milione di posti di lavoro.

 

 

 

 

 

RadioAfrica:Sudan,Kenya,Uganda

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In questa puntata facciamo il punto sulla guerra in Sudan che continua ad estendersi dopo 16 mesi e a provocare una delle crisi umanitarie più gravi degli ultimi anni con milioni di sfollati ,profughi, stupri e violenze di massa, il collasso del sistema sanitario e carestia incombente . La guerra ormai coinvolge tutti gli stati del Sudan e il paese è diviso in due con il territorio controllato dalle RSF (le forze di  supporto rapido ) eredi dei Janjaweed comandate da Hemmetti che si estende nella parte sud orientale e controlla anche la capitale e le SAF (l'esercito sudanese) comandate da al Bhuran ,generale golpista che ha soffocato la rivoluzione che aveva defenestrato Al Bashir.  

In Kenya continuano le mobilitazioni contro il presidente Ruto ma il movimento di protesta ha individuato le responsabilità del FMI nello strangolamento dell'economia keniana con l'imposizione dei piani di aggiustamento strutturale al fine di garantire il pagamento del  debito. La protesta si estende anche contro i governatori delle varie regioni accusati di malversazioni e corruzione ,mentre vengono alla luce fosse comuni in prossimità di caserme della polizia che fanno temere che dietro gli omicidi ci sia la polizia che ha duramente represso le proteste del giugno  scorso.

Il contagio delle proteste in Kenya si estende anche al vicino Uganda dove nonostante i  divieti è state indetta una marcia verso il parlamento e contro la corruzione da un collettivo di giovani che fa riferimento all'ashtag Stop corrution .La polizia che presidiava il centro di Kampala in forze ha arrestato decine di manifestanti e  ha circondato la sede del partito di Bobi Wine ,storico oppositore del presidente Museveni.Il desposta ugandese che governa il paese dal 1986 ha minacciato i manifestanti in un discorso televisivo dicendo che stanno giocando con il fuoco e di essere al soldo degli interessi  stranieri.

RadioAfrica: Alleanza degli stati del Sahel ,Kenya ,RCD.

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In questa puntata di Radio Africa parliamo della nuova Confederazione degli stati del Sahel , in sintesi il consolidamento dell'alleanza tra Burkina Faso ,Mali e Niger che a Niamey in un incontro tra i capi di stato hanno deciso di costituire una confederazione e si sono impegnati a rafforzare la loro cooperazione in diversi settori .Mentre negli stessi giorni si riuniva l'Ecowas che constatava la fuoriuscita dei tre stati dall'organizzazione e si affidava al nuovo presidente del Senegal Bassirou Diomaye Faye per fare opera di mediazione.

In Kenya continuano le proteste contro il presidente William Ruto nonostante il ritiro della legge finanziaria che aveva innescato le manifestazioni di piazza ,duramente represse dalla polizia e dall'esercito con un saldo di decine di morti.Ora l'obiettivo dei giovani manifestanti  è il presidente Ruto che viene accusato di corruzione e di aver inscenato il ritiro della firma sulla legge finanzairia contestata solo per ripresentarla con degli emendamenti e prendere tempo nella speranza che cali la tensione .

Nel nord Kivu ,regione orientale della Repubblica Democratica del Congo i ribelli della fazione M23 sostenuti dal Ruanda sono sempre più vicini a Butembo, una delle tre città più grandi del Nord Kivu. La zona interessata è controllata dai soldati ugandesi che secondo un rapporto delle Nazioni Unite sostengono anche loro i gruppi M23 ,mentre contemporaneamente sono impegnati in un operazione congiunta con i congolesi contro i gruppi islamici che dal Congo sconfinano in Uganda. Per l'esercito congolese la situazione è molto  complessa e si sta ritirando dalle zone contese mentre ormai gli sfollati sono milioni e la situazione delle violazioni dei diritti umani e le brutalità contro la popolazione è fuori controllo.

Radio Africa : Kenya,Sudafrica,Burkina Faso

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In questa puntata di Radio Africa parliamo delle manifestazioni che stanno scuotendo il Kenya contro la legge finanziaria imposta dal FMI che prevede un aumento delle tasse sui beni di prima necessità .Un movimento di giovani che al di fuori delle logiche etniche e partitiche ,sta manifestando per le strade di tutto il paese affrontando la pesante repressione dei militari e della polizia che ha provocato almeno una quindicina di vittime ,bilancio destinato a crescere . Dall'opposizione alla legge di bilancio il movimento è passato ad una radicale richiesta di dimissioni del presidente Ruto che si è detto disponibile a ritirare la legge ,ma la sua credibilità è ormai nulla di fronte alla brutale repressione delle manifestazioni. La mobilitazione continua in tutto il paese ,sono previste per i prossimi giorni altre manifestazioni a Nairobi dove ieri è stato preso d'assalto il Parlamento. 

In Sudafrica dopo le elezioni tenutesi il mese scorso il cui risultato ha penalizzato il partito di governo African National Congress che ha perso la maggioranza assoluta che deteneva dal 1994 ,si è arrivati ad un inedito accordo tra il partito neoliberale Alleanza Democratica ,da sempre vicino alla minoranza bianca e agli ambienti imprenditoriali , l'Inkatha freedom party ,partito espressione del nazionalismo  zulu e l'ANC . L'accordo di governo criticato da vari esponenti della sinistra radicale del partito di Julius Malema ma anche all'interno dell'ANC ,nonchè dal MK dell'ex presidente Jacob Zuma ,ha consentito la rielezione di Cyril Ramaphosa a presidente per un secondo mandato. Ma la coalizione sembra fondarsi su un accordo instabile mentre i problemi dei sudafricani non trovano soluzione.

Infine in Burkina Faso si susseguono le voci di malumori all'interno dell'esercito verso il comandante Ibrahim Traorè dopo il massacro avvenuto a Mansila vicino al confine con il Niger, dove una guarnigione dell'esercito burkinabè è stata annientata dai Jahidisti che hanno ucciso almeno un centinaio di militari ed esibito un ricco bottino di armi . La reazione della giunta è stata tardiva ,non ci sono state dichiarazioni per alcuni giorni e si è notata la sospetta assenza di Traorè dalla scena pubblica. I malumori nell'esercito sono sempre più manifesti e l'incapacità della giunta di affrontare l'insurrezione jahidista nonostante il sostegno dei mercenari russi indebolisce la posizione di Traorè.   

Radio Africa : Sudafrica,Senegal,Kenya

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Radio Africa in questa puntata racconta gli scenari post elettorali in Sudafrica dove per la prima volta dal 1994 l'ANC perde la maggioranza assoluta e si profila una complessa trattativa con gli altri partiti , parliamo dei problemi del settore della pesca in Senegal ,che è stato al centro  delle promesse elettorali del Pastef e costituisce una parte importante dell'economia senegalese ,infine raccontiamo una storia di violenze contro la popolazione kenyota da parte di un contingente di soldati britannici che si trova nel paese per addestrare i militari del Kenya contro il gruppo degli Al Shabab.