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Elezioni in Irlanda, trionfa lo Sinn Fein

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Durata 1h 5m 34s

Le elezioni di sabato scorso nella repubblica d'Irlanda hanno visto il trionfo dello Sinn Fein, la formazione politica della sinistra repubblicana che finora era stata maggioritaria solo nelle contee del nord sotto amministrazione britannica. Il partito, capitanato attualmente da Mary Lou McDonald, ha sbancato grazie ad una proposta politica basata sulla richiesta di un servizio sanitario pubblico universale e gratuito e di una politica sugli alloggi incentrato sulla costruzione di centomila abitazioni da affittare a prezzi calmierati. Anche le altre formazioni progressiste, dai verdi ai laburisti, hanno ottenuto buoni risultati, mentre sullo sfondo incombe la Brexit e la possibilità di nuove tensioni sul confine fra la repubblica irlandese e le contee del nord sotto controllo britannico.

Abbiamo chiamato ad analizzare il risultato elettorale Adriano Cirulli, ricercatore presso Uninettuno, e Paolo Perri, ricercatore all'università di Firenze

Il Regno disunito

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Le elezioni britanniche di giovedì scorso ci consegnano un Regno unito più disunito che mai. Boris Johnson e i conservatori hanno la maggioranza assoluta dei deputati ma trionfano solamente nei collegi elettorali dell'Inghilterra bianca e rurale; nelle aree metropolitane, pur azzoppato, il Labour di Corbyn regge. Poi c'è il Galles, che al referendum sulla Brexit aveva votato per il Leave ma che a queste elezioni non premia i tories, la Scozia, dove lo Scottish National Party raggiunge risultati plebiscitari, e l'Irlanda del nord, dove per la prima volta le formazioni politiche repubblicane prendono più voti di quelle unioniste.

La Gran Bretagna è a rischio sparizione? Qual è il reale peso delle forze progressiste e di quelle conservatrici nella corona? Come si muoveranno Boris Johnson e Donald Trump nei prossimi mesi? Questi ed altri interrogativi abbiamo posto a Paolo Perri, ricercatore presso l'università della Calabria

Elezioni in UK, cosa è successo e cosa succederà

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In Gran Bretagna le elezioni generali consegnano la maggioranza assoluta ai conservatori guidati da Boris Johnson, crollano i laburisti, trionfano i nazionalisti scozzesi e i repubblicani irlandesi (a livello di seggi, perché per quanto riguarda i voti reali la situazione è un po' diversa come si può notare anche dai dati della BBC che si possono guardare qui).

Con Leonardo Clausi, in diretta da Londra, proviamo ad analizzare l'esito elettorale e gli scenari futuri che si aprono per un Regno Unito che si appresta ad abbandonare l'Unione Europea ma anche a dover fronteggiare il rischio di una sfaldatura interna sempre più vicina, con Scozia e Irlanda del nord che mordono il freno

Elezioni in Spagna, un altro giorno della marmotta?

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Le elezioni generali nello Stato spagnolo non hanno sbloccato, come avrebbe voluto invece Pedro Sanchez, segretario del PSOE, che le aveva fortemente volute, la situazione politica. Socialisti e popolari si confermano rispettivamente prima e seconda forza politica, ma senza la possibilità di poter formare un governo in solitudine, la sinistra di Podemos perde qualcosa. avanza l'estrema destra di VOX a scapito di Ciudadanos, altra formazione di destra che sembrerebbe aver esaurito in pochi anni la sua spinta propulsiva. Tutto questo mentre la situazione in Catalogna continua ad essere incandescente, oggi addirittura è stata bloccata la frontiera fra lo stato Francese e quello spagnolo.

Il nostro corrispondente da Barcellona ci racconta l'atmosfera che si respira in Catalogna, da Bilbao invece il commento sulle elezioni nel Paese Basco (dove nessun parlamentare della destra è stato eletto e dove, in Navarra, è diventata deputata la madre di uno dei ragazzi implicati nella montatura giudiziaria di Alsasua) e su quanto si muove all'interno della sinistra indipendentista.

Elezioni in Spagna,

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Le elezioni generali in Spagna del 28 aprile, le terze in meno di quattro anni, hanno visto il successo dei socialisti capeggiati da Pedro Sanchez, che però non dispongono della maggioranza necessaria per governare da soli. Ottimo anche il risultato delle forze indipendentiste e autonomiste in Catalogna e Paese Basco; arretra ma resiste Unidas Podemos, la formazione capeggiata da Pablo Iglesias. La destra, divisa in tre partiti, segna il passo, ottenendo comunque oltre il quaranta per cento dei voti. Va bene ma non sfonda Vox, il partito neofranchista nato da una costola del Partido Popular.

Per analizzare il voto di domenica, con attenzione particolare a quanto accaduto in Euskal Herria e Catalogna, abbiamo interpellato Nicola, nostro corrispondente da Bilbao, e Victor Serri, giornalista de La Directa di Barcellona.

Trentino Alto-Adige: analisi del voto del 21 ottobre

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Approfondimento con un redattore di Radio Onda d'Urto di Trento sulle elezioni provinciali e regionali in Trentino Alto-Adige, svoltesi lo scorso 31 ottobre.

Due Province autonome, dagli ampi poteri e capacità di spesa, che di fatto svolgono il ruolo che nel resto d’Italia è affidato alle Regioni: un test importante, quindi, il primo di questa portata, per il governo gialloverde, con Salvini che ha trascorso giornate intere a fare campagna elettorale tra Trento, Bolzano e la miriade di piccoli centri rurali dell’area.