Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

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Stelle di Polvere – Stereotipi di genere nei media_2

Data di trasmissione
Durata 1h 3m 31s

 

Ascolta la seconda puntata del ciclo “Stelle di polvere – Stereotipi di genere nei media”.
Continuiamo a parlare dei prodotti di abbiagliamento per l’infanzia: strategie di sessualizzazione precoce, divisione dei ruoli e forme di rappresentazione del corpo di bambine e bambibi.
Guarda le immagini di cui si parla in trasmissione.

PROVE APERTE DI CIVILTA'

Data di trasmissione
Durata 10m 59s

 

La Compagnia teatrale indipendente "Il naufragar m'è dolce..." è una compagnia composta da donne che realizza e auto-produce i propri spettacoli. attuando una modalità produttiva che vede nel lavoro collettivo la sua massima espressione.

Ad oggi sono stati realizzati spettacoli originali sulle tematiche quali gli OGM, l’acqua come diritto inalienabile, il lavoro minorile, il diritti e le battaglie delle donne e liberi adattamenti di testi teatrali più classici.

In questo periodo ha dato vita ad una campagna di finanziamento dal basso. Per sostenere la Compagnia questi sono alcuni dei prossimi appuntamenti:

26 aprile - teatro palladium "Prove aperte di civiltà"


27 aprile - 7 maggio - Teatro Volante (un furgone parcheggiato nei pressi del Palladium dove sarà possibile assistere a spettacoli)


Ascolta l'intervista con Chiara Casarico, direttrice artistica della Compagnia
 

Ninetta e le altre - Spettacolo teatrale

Data di trasmissione
Durata 10m 14s

 

Ospite in studio dell MFLA questo pomeriggio Damiana Leone autrice, attrice e regista dello spettacolo teatrale Ninetta e le altre (le marocchinate del '44) con Consuelo Cagnati, Damiana Leone e Francesca Reina.

 

Lo spettacolo andrà in scena dal 19 al 22 Aprile al Teatro dell'Orologio.

“Non ci lasceremo mai” di Federica Tuzi

Data di trasmissione
Durata 53m 43s

 

Ascolta la trasmissione Minipimer del 15 marzo 2011, in cui presentiamo il romanzo di formazione lesbica “Non ci lasceremo mai” di Federica Tuzi.

 

Da pagina 16:
Le nostre litigate erano cominciate presto: per una gonna a pieghe, per il vestito della comunione, perché volevo i capelli corti, perché non dove scalmanarmi. Mi avevano da subito definita un maschiaccio, senza sapere quanto fosse vera quell’intuizione. Nemmeno io lo sapevo ancora, ma già dal primo anno delle scuole medie era stato chiaro che de la maschio avevo anche i gusti sessuali. La parola “lesbica” mi arrivò addosso come uno schianto. Non tanto per il suo significato letterale (che male c’era ad amare le femmine?), quanto per quel retrogusto da film porno, alienato, sporcaccione. Me la ripetevano nei corridoi, la scrivevano sulla lavagna e sulle mattonelle del bagno, e solo perché avevo dato una lettera d’amore a Elena, la mia compagna di banco.