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RadioAfrica: Algeria-Niger-Congo

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Abdel Madjiid Tebboune ha vinto le presidenziali algerine,ha ricevuto il 58% delle preferenze,ma l'affluenza alle urne è stata intorno al 40%.Elezioni boicottate dal movimento Hirak che da 43 settimane scende in piazza per abbattere il sistema di potere a guida militare e che hanno definito le elezioni una “farsa".
A seguito di un attacco all'esercito nigerino da parte di gruppi jiahidisti nel sud del Sahel, il governo proroga lo stato di emergenza che vige dal 2017, aumentano le contestazione contro il governo e le truppe francesi.
I giganti della tecnologia  Apple, Google, Microsoft, Dell, Tesla sono stati citati in giudizio da un gruppo di cittadini congolesi per sfruttamento minorile che ha portato morte e mutilazioni. Le accuse si riferiscono al lavoro nelle miniere di cobalto nelle Repubblica Democratica del Congo.

RadioAfrica: Algeria, Marocco, Tunisia, Uganda

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Algeria ieri cariche al corteo degli studenti, 80 arresti la repressione si fa sempre più forte.
Marocco condannata per procurato aborto e relazione extra coniugale Hajar Raissouni, giornalista della redazione del quotidiano indipendente “Akhbar al-Yaoum”, fermata il 31 agosto mobilitazioni a sostegno.
Tunisia:la crisi economica e l’atavico problema della corruzione hanno spinto molti tunisini/e ad astenersi alle presidenziali o a votare per candidati fuori dai principali partiti.
Uganda: Vietati i berretti rossi, simbolo dell' opposizione a Museveni

RadioAfrica: Tunisia ed Algeria

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Le ultime elezioni in Tunisia hanno visto un aumento dell'astensione e portato al ballottaggio di ottobre due candidati fuori dai partiti tradizionali che ne escono sconfitti in una situazione di grosso malessere sociale. Sono state indette per il prossimo 12 dicembre le elezioni in Algeria, ma ancora lo scorso venerdì, il 31°, la piazza continuava a chiedere le dimissioni di Bensalah con slogan sempre più duri. In chiusura una riflessione sui rinnovati interessi della Russia in Africa.

RadioAfrica: Algeria, Sudan, Mozambico

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Con Radio Africa affrontiamo alcuni nodi del continente africano, tra mobilitazioni di piazza accordi istituzionali e future elezioni Analizziamo in particolare la situazione in Algeria, Sudan, Mozambico, Guinea equatoriale,Uganda e Congo.

Sudafrica - Benin - Algeria

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Sudafrica: oggi voteranno 27 milioni di sudafricani, è la sesta elezione dalla fine dell'apartheid. Continua ad esserci un apartheid economica, basti pensare che la disoccupazione colpisce il 41% dei sudafricani neri e solo l'11% di sudafricani bianchi. Oltre ad esserci un grosso problema di accesso ai servizi primari, che sta generando un movimento sociale di protesta, continua ad esserci una forte corruzione. Già Zuma, il primo presidente Zulu eletto nel 2009 e allora leader del partito African National Congress, fu al centro di molti scandali. L'ANC è ancora il primo partito, anche se sta cedendo parte del suo consenso al partito di sinistra Combattenti per la libertà economica, guidato dal leader Malema e molto sostenuto dai giovani.

Benin: le ultime elezioni hanno visto una bassissima affluenza, anche perché poco credibili. L'opposizione non si è potuta presentare, durante le votazioni è stato interrotto internet e sono stati arrestati diversi giornalisti. La popolazione è allora scesa in piazza per protestare.

Algeria: è stato arrestato il fratello dell'ex presidente Bouteflika. La piazza non ha fiducia nei militari come garanti nell'attuale caos, che vede uno scontro interno tra l'entourage dell'ex presidente. Le mobilitazioni sono organizzate orizzontalmente, senza una leadership definita, e sono partecipate fortemente dai giovani che chiedono un cambiamento politico e un miglioramento delle condizioni di vita.

Radio Africa: le mobilitazioni in Algeria - Sudan e ricordo del genocidio in Ruanda

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Con il compagno di radio Africa parliamo di:

Algeria: le manifestazioni continuano nonostante le dimissioni del presidente Consiglio Costituzionale Tayeb Belaiz con l'obiettivo di un cambio totale del sistema.

Sudan: le mobilitazioni continuano dopo la caduta di Al-Bashir. La piazza chiede un governo formato totalmente di civili 

Ruanda: ricordo del genocidio di 25 anni fa e degli interessi francesi in questa area del continente africano