Ascolta lo streaming di Radio Onda Rossa !

Radio Africa elezioni in Etiopia ed Algeria

Data di trasmissione
Durata 39m 49s

Si sono tenute le elezioni in Etiopia in un clima di guerra nel Tigray,in molte zone non si è potuto votare ed il primo ministro Ahmed cerca una legittimazione nonostante le tensioni interetniche che hanno provocato centinaia di morti e una violenta repressione ,la guerra nel nord che aveva promesso breve ed invece si susseguono i massacri indiscriminati ,le truppe eritree sono nel territorio etiope e la fame minaccia gli abitanti del Tigray,nelle altre regioni i partiti di opposizione hanno boicoattato l'appuntamento elettorale e si accrescono anche le tensioni con il Sudan e l'Egitto a causa della diga del Rinascimento .

Anche in Algeria si è votato per l'assemblea nazionale in elezioni volute dal presidente ma boicotatte dal popolo algerina ,l'astensione ha raggiunto picchi del 70 per cento ,il movimento  Hirak ha contestato la scelta del presidente definendola una mascherata elettorale e una fuga in avanti.

Un parlamento delegittimato dovrà nominare un nuovo  governo mentre il paese si  avvita in una crisi senza fine.

RadioAfrica 09/06/2021

Data di trasmissione

Radio Africa ,oggi parliamo della strage avvenuta nel villaggio di Sohlan nel nord est del Burkina Faso dove sono state uccise 160 persone in un attacco jihadista,approfondiamo il ruolo delle milizie territoriali dei  volontari per la difesa della patria volute dal governo burkinabè,la debolezza dell'esercito,le condizioni di vita delle popolazioni locale e la presenza dei fondamentalisti nell'area dei cosidetti tre confini.

In Namibia si riparla del genocidio degli Herero e dei Nama perpetrato dai colonizzatori tedeschi tra il 1904 e il 1908,il primo genocidio del xx secolo,un accordo tra il governo tedesco e Windoek prova a mettere una pietra sopra il massacro ,fra le proteste dei  discendenti delle vittime che reclamano ancora giustizia.

Un rapporto delle ONG Greenpeace Africa e Changing Markets ,mette a fuoco il saccheggio delle richezze ittiche della costa che si  estende dal Senegal alla Guinea , dove la pesca selvaggia allo scopo di ricavare farina di pesce per aumentare le proteine nel cibo per  cani e  gatti e la produzione di olio di  pesce per scopi cosmetici e farmaceutici sta depauperando i mari della costa di  Guinea ,togliendo cibo e lavoro alle popolazioni locali che vivono della pesca.

 

Radio Africa 26/5/2021

Data di trasmissione

Radio Africa ,notiziario  quindicinale sui fatti africani ,oggi parliamo del putsch in Mali dove l'esercito dell'uomo  forte Assimi Goita  ha arrestato il primo ministro della transizione e il Presidente subito dopo la presentazione del  nuovo  governo  che esautorava due esponenti di rilievo  delle forze armate .Condanna unanime degli organismi internazionali che sovraintendono al processo di  transizione dopo il golpe di agosto scorso che ha destituito il presidente Keita ,l'opposizione del  movimento  M5 -rfp ha chiamato alla mobilitazione di  piazza.

In Etiopia sono state annunciate per il prossimo  giugno le elezioni politiche già rimandate altre volte ,in un contesto bellico nel nord del  paese in seguito alla guerra scatenata da Ahmed contro il governo  del  Tigray ,parliamo  della politica di  privatizzazioni portata avanti dal governo di Addis Abeba e delle implicazioni della crisi con l'Egitto riguardante la diga del Rinascimento e gli interessi  economici di Italia e Francia.

Si è tenuto lo scorso  18 maggio un summit sull'economia africana ,che ha visto  Macron fare promesse di cancellazione del  debito dei  paesi  africani ,ma con l'aiuto di un documento delle organizzazioni  francesi  che lottano  per la cancellazione del  debito ritenuto  ingiusto e inesigibile facciamo  un analisi critica dei  risultati del summit e delle politiche estrattiviste e predatorie della Francia verso le sue ex colonie  con il sostegno delle multinazionali e degli organi finanziari sovranazionali .   

Radio Africa 12/5/2021

Data di trasmissione

Radio Africa notiziario quindicinale sugli avvenimenti  dell'Africa, in questa puntata notizie dal Ciad dove dopo la morte del presidente Deby si è insediata la giunta militare non senza tensioni interne ed opposizione della società civile scesa in piazza.

In Algeria sono riprese le manifestazioni  del movimento " hirak" dopo la stasi dovuta alla pandemia , ed è ripresa in grande stile anche la repressione degli oppositori ,mentre si avvicinano le elezioni di giugno imposte dal regime . Si ricorda in questi giorni  la strage di  Setif avvenuta nel giorno  della vittoria degli  alleati nella secona guerra mondiale 8/5/1945 ,quando una massiccia manifestazione indipendentista fu attaccata dalle forze di sicurezza francesi  e si innestò una rivolta repressa nel sangue con l'utilizzo dell'aviazione e dell'esercito. Furono uccisi 45000 algerini in un massacro impietoso che fu riconosciuto dai francesi solo negli anni 2000. 

Aggiornamento dal Tigray dove da novembre è scattata l'invasione militare dell'Etiopia ,si parla ormai apertamente di  massacri compiuti dall'esercito  eritreo che è entrato nel Tigray a sostegno dell'intervento di Addis abeba ,ci sono state testimonianze di pulizia etnica ,la guerra nonostante i proclami del primo  ministro  etiopie nonchè premio nobel per la pace Abiy Ahmed Ali continua con il rischio concreto di un allargamento su scala regionale  regionale.  

 

Radio Africa: Marocco, Camerun, Tanzania

Data di trasmissione

Marocco: Parliamo della manifestazione organizzata dal Fronte sociale Marocchino la scorsa domenica, in cui migliaia di persone sono scese in piazza per richiedere la liberazione dei detenuti politici e lo stop alle attuali politiche economiche.

Camerun: Analisi e considerazioni circa la bassa affluenza alle elezioni di domenica, annullate nelle zone anglofone.

Tanzania: si susseguono le proteste internazionali contro la repressione in atto nei confronti dei giornalisti indipendenti e della comunità LGBT.

RADIO AFRICA: Sudan - Congo - Costa d'avorio

Data di trasmissione

SUDAN: In questi giorni è stato firmato un accordo dai generali con i leader della contestazione, accordo che prevede una condivisione del potere durante il periodo transitorio di tre anni che dovrà portare il Sudan alle elezioni e quindi a un governo civile. I leader richiedono una inchiesta sui massacri di Karthum e la partecipazione al voto anche nei luoghi critici come il Darfur; nonostante il presunto accordo, nuove manifestazioni sono state violentemente caricate in questi giorni.

CONGO: L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia di Ebola un’emergenza internazionale di salute pubblica con oltre 1.600 morti. Il presidente Tshisekedi ha istituito un comitato per supervisionare la situazione con conseguente dimissione del ministro della sanità Oly Ilunga.

Questo comitato ha dato la possibilità di ricorrere a un secondo vaccino in maniera sperimentale, questo comitato di esperti vorrebbe mettere in atto questo vaccino per bloccare quella che viene definita Ebola facendo sostanzialmente una sorta di blocco rispetto alla possibilità di epidemia. Le ricadute non saranno solo sanitarie perché questo vaccino viene prodotto da una società belga Merck che dipende dalla Johnson & Johnson, entra in campo un aspetto della Big Pharma: vaccino sperimentale di una società che ci lavora da tempo, la gestione di Ebola passa in mano al presidente congolese, vaccino che può proteggere la persona solo per 12 mesi è sostanzialmente un vaccino secondario perché metterà un freno momentaneo all'Ebola e soprattutto un vaccino di cui non si conoscono le controindicazioni. Quindi interessi corposi da parte della Big Pharma, i flussi ingenti di denaro che arrivano.

COSTA D'AVORIO: ci si avvicina alle elezioni a Dicembre 2020, il rischio è che i protagonisti siano gli stessi della profonda crisi del 2010 che condusse a una tragica guerra civile.

Sudafrica - Benin - Algeria

Data di trasmissione

Sudafrica: oggi voteranno 27 milioni di sudafricani, è la sesta elezione dalla fine dell'apartheid. Continua ad esserci un apartheid economica, basti pensare che la disoccupazione colpisce il 41% dei sudafricani neri e solo l'11% di sudafricani bianchi. Oltre ad esserci un grosso problema di accesso ai servizi primari, che sta generando un movimento sociale di protesta, continua ad esserci una forte corruzione. Già Zuma, il primo presidente Zulu eletto nel 2009 e allora leader del partito African National Congress, fu al centro di molti scandali. L'ANC è ancora il primo partito, anche se sta cedendo parte del suo consenso al partito di sinistra Combattenti per la libertà economica, guidato dal leader Malema e molto sostenuto dai giovani.

Benin: le ultime elezioni hanno visto una bassissima affluenza, anche perché poco credibili. L'opposizione non si è potuta presentare, durante le votazioni è stato interrotto internet e sono stati arrestati diversi giornalisti. La popolazione è allora scesa in piazza per protestare.

Algeria: è stato arrestato il fratello dell'ex presidente Bouteflika. La piazza non ha fiducia nei militari come garanti nell'attuale caos, che vede uno scontro interno tra l'entourage dell'ex presidente. Le mobilitazioni sono organizzate orizzontalmente, senza una leadership definita, e sono partecipate fortemente dai giovani che chiedono un cambiamento politico e un miglioramento delle condizioni di vita.