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barcellona

Lavorare per la macchina

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In questa puntata parliamo dell'impatto del lavoro di moderazione sui lavoratori e sul tessuto urbano di Barcellona. Proseguiamo parlando del programma di costruzione di nuovi data center e delle relative proteste, in Lombardia e In California.

Ospite della puntata Stefano Portelli autore dell'articolo "Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona" su Napolimonitor.it e della traduzione della Fanzine Lavorare per la macchina di HORACIO ESPINOSA ZEPEDA. La Fanzine racconta il vissuto dei lavoratori della moderazione di contenuti per conto di Meta- La fanzine è realizzata anche grazie alla collaborazione con Data Worker’s Inquiry di cui abbiamo parlato più volte dai microfoni di Le Dita Nella Presa. Con l'occasione abbiamo ricordato anche le iniziative organizzate dalla rete francese Le nuage était sous nos pieds . Un avvertimento: nella fanzine, e dunque nell'audio che ascolterete, ci sono riferimenti a video violenti, al suicidio e altre sofferenze psicologiche.

La puntata prosegue dando conto dell'espansione dei Data Center in Lombardia dove la richiesta spropositata di energia ha scatenato le proteste di cittadini e istituzioni locali.

In California, sempre a causa della costruzione di nuovi data center, in Nevada, la NV Energy ha comunicato alle comunità del Lago Tahoe. circa 50.000 persone, l'interruzione dell'erogazione dell'energia elettrica dal prossimo anno.

Chiudiamo la puntata con i prossimi appuntamenti, ma questi andate a vederli su roma.convoca.la

  

 

Donnie Brasco alla catalana

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La rivista di movimento catalana La directa ha documentato due casi di poliziotti spagnoli che per anni sono riusciti a farsi passare per attivisti, assumendo identità fittizie, all'interno dei movimenti di lotta di Barcellona. L'ultima inchiesta, data alle stampe lo scorso 30 gennaio, ha evidenziato anche l'uso di relazioni sentimentali e sessuali al fine di ottenere informazioni. Ci racconta come sono andate le cose Victor Serri, de La directa.

Qui l'articolo che Victor Serri e Stefano Portelli hanno scritto per Napoli Monitor.

Fascisti a Barcellona

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A Barcellona qualche giorno fa sono stati arrestati, nel corso di un'indagine su un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, quattordici esponenti del gruppo ultras barcellonese dei Boixos nois, tutti appartenenti all'ambiente dell'estrema destra. Ci racconta quanto successo, e quanto peso abbia al momento la destra radicale in città, il nostro corrispondente da Barcellona.

Pablo Hasel, 15 giorni di proteste

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Proseguono le mobilitazioni e le manifestazioni in solidarietà con Pablo Hasel, l'artista e militante antifascista catalano condannato al carcere per le sue canzoni contro i Borbone. A Barcellona, epicentro del movimento di proteste, nel solo fine settimana sono state arrestate oltre cento persone che avevano partecipato ai cortei

Il bavaglio digitale dello Stato spagnolo

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La scorsa settimana il parlamento spagnolo ha approvato, con il voto favorevole di PSOE, PP e Ciudadanos e l'astensione di Unidas Podemos, il cosiddetto "decreto contro la repubblica digitale", un provvedimento liberticida che consente al governo spagnolo di chiudere arbitrariamente e direttamente qualsiasi mezzo d'informazione digitale (e non solo), in base a valutazioni assolutamente politiche e senza necessità di autorizzazione previa da parte del tribunale. Ne parliamo con Victor da Barcellona.

Nella seconda corrispondenza di oggi, il racconto di un'interessante iniziativa che si tiene giovedì all'università di Barcellona

Barcellona, arrestati nove esponenti dei CDR

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Nella giornata di ieri l'Audiencia Nacional di Madrid ha ordinato l'arresto di nove attivisti dei CDR (Comitati per la Difesa della Repubblica) catalani.
Gli arrestati - tutti appartenenti alla sinistra indipendentista - sono accusati di reati pesantissimi: ribellione, sedizione, terrorismo e detenzione di esplosivi. Secondo l'accusa gli arrestati sarebbero stati pronti a scatenare un'ondata di attentati nei prossimi giorni per rispondere alla sentenza di condanna dei leader indipendentisti accusati di aver organizzato il referendum illegale per l'indipendenza del 2017.
La "prova" dell'accusa sarebbero alcune sostanze in grado di essere usate per comporre esplosivi trovate all'interno di un magazzino usato dal comitato festivo di Sabadell, città alle porte di Barcellona., dove viene conservato il materiale pirotecnico che serve a fabbricare i fuochi artificiali usati in occasione delle feste patronali.

Dell'ennesima montatura giudiziaria ai danni della sinistra catalana ce ne parla uno dei nostri corrispondenti da Barcellona.

Diada 2011

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Come ogni anno, lo scorso 11 settembre Barcellona è scesa in piazza per la Diada, la festa nazionale che ricorda la caduta della capitale catalana nelle mani dei Borbone l'11 settembre del 1714. Oltre 700.000 persone sono scese in piazza, con una cospicua presenza della sinistra indipendentista, per continuare a chiedere la liberazione delle e dei prigionieri politici e degli esiliati e per il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione.

Sullo sfondo, le consultazioni del leader socialista Pedro Sanchez per formare un governo nazionale, che però rimane ancora lontano (e potrebbe invece avvicinarsi l'indizione di nuove elezioni) e gli aggiornamenti sulla coalizione che governa la città di Barcellona, con i socialisti locali che sembrano avere decisamente in mano il pallino.

Barcellona, l’imam dei jihadisti era sul libro paga dei servizi

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A un mese dal secondo anniversario dell'attentato delle Ramblas, che provocò 16 morti e 131 feriti, arrivano le clamorose rivelazioni del quotidiano on line publico.es su Abdelbaki Es Satty, l’uomo che saltò in aria il giorno prima dell’attacco alle Ramblas. I Mossos, la polizia autonoma catalana, non trovarono nulla su di lui perché il Cni, i servizi segreti spagnoli, aveva cancellato tutti i suoi precedenti e il giorno dopo la morte lo fece sparire dagli archivi. Ne parliamo con il giornalista Marco Santopadre