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colonialismo

La cancellazione della memoria storica in Palestina

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Insieme ad Andrea, un fotografo che è stato più volte nella Palestina occupata, e a Chiara, un'archeologa specializzata in Asia occidentale, raccontiamo innanzitutto la sua esperienza di viaggio e i cambiamenti intercorsi nel tempo sul territorio, soprattutto a seguito del 7 ottobre 2023. Ci focalizziamo quindi sulle diverse forme di repressione attuate da Israele, soffermandoci in particolare sull'aspetto dello spossessamento identitario e culturale. A questo proposito, è emblematico il caso dell'area archeologica di Sebastia, vicino a Nablus, dove Israele ha requisito più di 180 ettari di territorio, destinati a essere riconvertiti in un gigantesco "parco a tema" funzionale al solo sfruttamento turistico. Il sequestro di una porzione di territorio così vasta ha evidenti implicazioni anche sotto il profilo economico, in quanto priva le comunità locali di importanti fonti di sostentamento e di prospettive di futuro. In termini più generali, del resto, l'archeologia viene piegata da Israele alla mera ricerca di "testimonianze bibliche" che possano legittimare la presenza coloniale, cancellando qualsiasi altra forma di sopravvivenza storica.

Rimpatriare la divinità

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In questa trasmissione parliamo dell'espropriazione del patrimonio artistico in epoca coloniale, post coloniale e attuale dell'Asia, in particolare della Cambogia dove negli ultimi anni il governo ha iniziato una capillare opera di riacquisizione. Quello della Cambogia è un esempio, importante e particolare, di una storia globale.

In principio era il verbo

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Un'altra puntata dedicata al contributo che la scienza sovietica ha dato nel documentare il ruolo delle relazioni umane sullo sviluppo delle facolta' cognitive di un individuo. Nel 1932 un gruppo di psicologi guidati da Alexander Luria compie una spedizione in Uzbekistan per capire come fanno le persone che crescono in comunita' dove la scrittura non e' usata a descrivere concetti astratti. La ricerca non conclude i suoi obiettivi politici, ma decenni dopo possiamo concludere che alcune di questa differenze culturali sono in realta' differenze tra la lingua parlata e quella scritta.

Scaletta musicale:

  • King Macarella - Ethno Waves
  • King Macarella - Ya Hababi
  • King Macarella - Do'ppiginam

Per approfondire:

  • Il documentario How to Fix the World di Jacqueline Goss che riporta alcuni degli scambi tra il team di Luria e i partecipanti agli esperimenti

Riso, colonia, suolo, diabete

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Il riso, spesso rappresentato in Occidente attraverso l’immagine esotica di terrazzamenti montani e la suggestione di tradizioni immutabili, è in realtà una chiave potente per leggere trasformazioni politiche, economiche e ambientali di lungo periodo. Più che una semplice coltura, è un’infrastruttura sociale con forme organizzative complesse, capaci tanto di sostenere Stati centralizzati, quanto di alimentare reti comunitarie resilienti. La risaia è, insieme, dispositivo tecnico e politico. Produce un surplus di capitale alimentare, politico, sociale e rende possibile la tassazione e l’amministrazione; inoltre, consolida identità collettive.
Parlare di riso significa, dunque, intrecciare suolo, potere, capitale, salute. Il riso è una lente attraverso cui è possibile osservare, nel tempo, come le decisioni politiche di quello che oggi è l’ovest globale si sono sedimentate nel loro sviluppo diacronico e continuano a influenzare corpi, territori e possibilità future.

USA: l'ICE e la Comunità somala

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Con la scrittrice Igiaba Scego commentiamo il particolare accanimento dell'ICE e del Presidente Trump contro la comunità somale statunitense. Inizialmente contro Ilhan Omar, deputata democratica aggredita a Minneapolis e poi creando un particolare accanimento contro tutta la comunità molto presente a Minneapolis. Un discorso che ci porta ad analizzare la struttura ancora colonialista da cui nascono gli USA e che non viene neanche affrontata nelle Università che come raccontano gli Epstein file sono sottomesse ai finanziatori e al potere. 

Con Igiaba analizziamo anche la politica internazionale degli USA in Somalia e il riconoscimento della Somaliland da parte di alcuni paesi ma non riconosciuta dalla stessa Somalia. 

Infine grosse sono le mobilitazione dalla comunità somala di resistenza all'ICE e alle politiche razziste e coloniali del Presidente Trump, una comunità allargata che ha saputo a sa aiutarsi in questo brutto momento dove per alcune famiglie è anche difficile uscire di casa. 

Nei nostri canti rabbia

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Ottava puntata di una trasmissione dedicata alla condivisione di cori e canti di lotta.

menù del giorno:

> Violeta Parra, Anita Tijoux, Beatriz Pichi Malen

(Manman) La grev baré mwen

> Dans nos chants

scrivici sul pad: https://pad.cisti.org/p/tuteincoro :)

Sassari: contro l'ampliamento della fabbrica di morte RWM

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In Sardegna tra Domusnova e Iglesias, gli stabilimenti della Rwm, fabbrica di armi della multinazionale tedesca Rheinmetall sono stati contestati molte volte nei 1 anni che ci separano dall'apertura come fabbrica di morte, per le nocività che subiscono lavoratori e lavoratrici sia all'interno e chi lavora la terra nelle vicinanze. La protesta oggi porta anche il segno della lotta contro il genocidio nella Striscia di Gaza visto che le armi di questa multinazionale vengono usate da Israele.

L'Assemblea per la Palestina di Sassari oggi era nuovamente in piazza contro il genocidio ed anche per denunciare una novità ancora poco nota ossia la decisione del governo italiano e della giunta odde di ampliare lo stabilimento.

Prossimamente ci saranno altre manifestazioni, a partire da domani 29 novembre e poi 4 dicembre con un sit in sotto il Consiglio regionale a Cagliari, la partecipazione chiamato per il 12 dicembre da Cgil e un corteo sotto la fabbrica RWM il 13 dicembre. 

Ne parliamo con un compagno dell'Assemblea per la Palestina di Sassari

Cina, prestiti e dedollarizzazione

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Questa trasmissione vuole dimostrare che la Cina ha cambiato negli ultimi trenta anni le politiche monetarie del mondo, il modo in cui i soldi vengono gestiti e in cui vengono fatti i prestiti. Dopo aver ricapitolato accordi e istituzioni di Bretton Wood, nella prima parte descriviamo come la Cina è diventata prestatore per lo sviluppo di infrastrutture prendendo il posto, in molti casi, della Banca Mondiale; nella seconda parte come ancora la Cina è divenuta prestatore di ultima istanza soppiantando il Fondo Monetario Internazionale (Fmi).

Per costruire la trasmissione sono state usate tra le altre, le seguenti pubblicazioni gratuite:

China and Global Economic Order dell'Università di Cambridge

- How China collateralizes di AIDDATA

- China Bri Investment Report del Green Finance and Development Center di Shangai

Per l'autodeterminazione della popolazione palestinese

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Con un compagno dell'UDAP, commentiamo la risoluzione 2803/2025 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che, in un'ottica di assoluta riaffermazione coloniale, "accoglie con favore" il cd. Piano globale di Pace di Trump, sostanzialmente volto a legittimare l'occupazione israeliana e a cancellare qualsiasi forma di autodeterminazione della popolazione palestinese. Parliamo poi del rapporto "Deaths of Palestinians in Israeli custody: enforced disappearances, systematic killings and cover-ups”, recentemente pubblicato dall'organizzazione israeliana Medici per i Diritti umani, che denuncia le terribili condizioni dei prigionieri palestinesi, rapiti dalle proprie case, dalle strade, dalle città e deportati nelle carceri israeliane, dove vengono torturati e uccisi, descrivendo un dispositivo di repressione che ha acquisito sempre maggiore violenza a partire dal 7 ottobre 2023. Concludiamo la corrispondenza riflettendo sulle conclusioni della Sesta Conferenza dell'Unione delle Comunità e Istituzioni palestinesi in Europa, che si è svolta lo scorso fine settimana a Madrid. Di seguito,ne  riportiamo integralmente il testo della Dichiarazione finale: 

"Madrid – 14-15 novembre 2025

La conferenza si è tenuta in un clima di elevata responsabilità nazionale, in concomitanza con l’aggressione in corso contro Gaza e l’escalation dei crimini di occupazione in Cisgiordania e a Gerusalemme. Ciò ha conferito ai suoi lavori un carattere militante e storico, riflettendo l’entità della sfida che il nostro popolo deve affrontare in patria e nella diaspora.

All’inizio dei lavori, la conferenza ha reso omaggio al popolo palestinese in patria e nella diaspora, al popolo tenace ed eroico di Gaza che affronta una guerra di sterminio sistematica e incessante da oltre due anni, alla Cisgiordania che resiste fermamente agli attacchi dei coloni e all’aggressione crescente, alla giudaizzazione e all’espansione degli insediamenti, a Gerusalemme che è soggetta a sistematici attacchi e alla profanazione dei suoi luoghi santi, e ai territori palestinesi occupati all’interno di Israele che affrontano continue politiche di repressione e discriminazione razziale. La conferenza ha inoltre reso omaggio alle comunità palestinesi in tutto il mondo, in particolare in Europa, che hanno continuato il loro lavoro in difesa dei diritti del popolo palestinese e della sua giusta causa, e nel sostegno al movimento di solidarietà internazionale.

La conferenza ha espresso il suo più profondo orgoglio e rispetto per i martiri del nostro popolo, che hanno irrigato il suolo della patria con il loro sangue puro, per gli eroici prigionieri nelle carceri dell’occupazione e per i feriti che hanno sopportato sofferenze in difesa della dignità della Palestina e del diritto del suo popolo al ritorno, alla libertà e all’indipendenza.

La conferenza ha reso omaggio ai movimenti di solidarietà in tutto il mondo, in particolare in Europa, che si sono schierati al fianco del popolo palestinese e hanno contribuito a contrastare la guerra di sterminio e i crimini dell’occupazione.

Durante i suoi dibattiti, la conferenza ha sottolineato la necessità che la comunità internazionale si impegni per porre fine all’occupazione del territorio palestinese occupato, che costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale. Ciò include la fine della realtà imposta alla Striscia di Gaza e l’obbligo per la potenza occupante di adempiere alle proprie responsabilità legali ai sensi del diritto internazionale, tra cui la revoca dell’assedio imposto alla Striscia, l’apertura del valico di Rafah e il permesso di ingresso di tutti i beni di prima necessità senza restrizioni o condizioni.

La conferenza ha affermato che le operazioni di soccorso devono essere gestite esclusivamente dalle istituzioni palestinesi e dalle agenzie delle Nazioni Unite, e ha respinto qualsiasi interferenza da parte di istituzioni gestite dalle potenze occupanti o straniere.

L’Unione ha affermato il suo pieno sostegno all’unità nazionale palestinese e ha sottolineato che l’amministrazione della Striscia di Gaza e i suoi affari interni sono una questione puramente palestinese, senza alcuna tutela o interferenza esterna.

La conferenza ha riaffermato il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, alla libertà e all’indipendenza.

La conferenza si è impegnata a contrastare la normalizzazione con l’occupazione e a contrastare l’ingerenza israeliana negli affari europei. Ha sottolineato la necessità di recidere tutti i legami politici, militari, economici e culturali con l’entità sionista, compresi i boicottaggi accademici ed economici.

I partecipanti alle sessioni della conferenza hanno discusso le modalità per sostenere la fermezza del popolo palestinese sulla propria terra, i meccanismi per affrontare i crimini dell’occupazione nei forum europei e per attivare il ruolo palestinese in Europa a livello politico, mediatico e legale.

La conferenza ha esaminato il lavoro dell’Unione tra le due conferenze e le precedenti risoluzioni. È stato eletto un nuovo Segretariato Generale dell’Unione, guidato dal Dott. Salah Zaqout. La conferenza ha approvato un programma d’azione nazionale che includeva compiti esecutivi per la fase successiva, volti a rafforzare la presenza palestinese in Europa e a sostenere la lotta del nostro popolo per la libertà e il ritorno. Ha adottato una strategia d’azione per la fase successiva e ha ribadito quanto segue:

Affrontare il genocidio nella Striscia di Gaza e le sue ripercussioni con tutti i mezzi di lotta.

Impegno a contrastare la normalizzazione con l’occupazione e a contrastare l’ingerenza israeliana negli affari europei.

Necessità di proseguire gli sforzi per recidere tutti i legami militari e politici con l’entità sionista e imporre un boicottaggio economico, culturale e accademico dell’occupazione sionista.

Riaffermando il proprio impegno a proseguire la lotta nelle arene europee in difesa della giustizia e della libertà.

Espandere la propria presenza e influenza nel sostenere la fermezza del nostro popolo.

Intensificare gli sforzi per chiamare le autorità di occupazione sionista a rispondere delle proprie azioni a tutti i livelli politici e militari, garantendo giustizia alle vittime del nostro popolo palestinese e ponendo fine alle sofferenze del nostro popolo a causa del genocidio.

Gloria ai martiri, libertà ai prigionieri e una pronta guarigione per i feriti… e il diritto al ritorno è inalienabile.

Unione delle Comunità e Istituzioni Palestinesi in Europa

Madrid – 16 novembre 2025"

Good morning, Khabarovsk

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Nell'agosto del 1991 Tiziano Terzani sta viaggiando sul fiume Amur in Siberia quando lo raggiunge la notizia del golpe contro Gorbachev. Decide di convergere su Mosca facendo una lunga deviazione in Asia Centrale e Caucaso che lo porterà a essere uno degli unici giornalisti stranieri a osservare lo sviluppo di questi eventi nella periferia orientale dell'Unione Sovietica. Dal questo viaggio nasce quello che è IL memoir di viaggi in Asia Centrale: 'Buonanotte Signor Lenin'. Oggi analizziamo le maniere più infide in cui lo sguardo colonialista italiano fa capolino anche nei lavori di autori benintenzionati. Una puntata che non poteva essere breve.

Scaletta musicale:

  • Jarl Flamar - Medusa
  • DSL System - Tashkent Groove
  • Gaia - Vokaliz

La sigla è Bitch I'm Akyn di Subsonic Vodoo.