Presentazione del numero di DWF (117-118), PALESTINA. Femminismi e resistenza, 2018, 1-2
Corrispondenza con la direttrice della rivista Teresa Di Martino che ci illustra assieme ad un'altra compagna in studio l'idea e le motivazioni legate all'uscita di questo numero di DWF (Luglio 2018)
Riprendiamo un intervento della ginecologa e femminista Elisabetta Canitano a proposito dell'invadenza clericale nella sanità pubblica (laziale e nazionale).
La giunta Zingaretti (Regione Lazio) continua col collaborazionismo clericale.
Tre corrispondenze sulla situazione dei consultori a Roma. La prima dall'assemblea del consultorio dell'ASL roma2 che ha vietato di riunirsi ad un'assemblea di donne.
La seconda dai castelli romani, dove la giunta Zingaretti inaugura un nuovo consultorio.
La terza con la ginecologa e femminista Elisabetta Canitano critica con la Regione che sta facendo di tutto per escludere le donne dai consultori e della politica che sta facendo a livello sanitario a favore del Vaticano.
Con l'avvocata Barbara Spinelli commentiamo la notizia della sentenza della Cassazione di qualche giorno fa riguardo l'aggravante dell'alcool nei casi di stupro.
A seguire anche riflessioni su questioni, violenze e discriminazioni di genere.
Con Patrizia Fiocchetti ricostruiamo il suo viaggio a Kobane. La ricostruzione e il ruolo centrale delle donne nella vita sociale e politica del cantone curdo, che nonostante la guerra continui e la Turchia li bombardi cerca di portare avanti i principi del Confederalismo democratico.
Mercoledì 23 maggio (ore 20) al Teatro di Villa Torlonia è in programma "Ferocemente vivi", il reading di Bartolini e Baronio con riflessioni sulla città e sul carcere, luoghi reali e simbolici della prigionia dei corpi.
Oggi 22 Maggio e il prossimo 26 maggio, a 40 anni dalla legge 194 che ha depenalizzato e regolato l’interruzione volontaria di gravidanza, il
movimento femminista Non Una di Meno torna nelle piazze di tutta Italia per
rimettere al centro del dibattito pubblico l’autodeterminazione delle donne e la libertà di scelta.
In Italia il 70 per cento dei medici è obiettore di coscienza con punte fino al 90 per cento in alcune regioni.
Abbiamo scelto il Ministero della salute, per denunciare il sabotaggio sistematico della libertà di scelta delle donne non solo attraverso
l’obiezione di coscienza ma anche tramite lo smantellamento dei consultori
operata dalle Regioni, le scelte protocollari dell’’Agenzia Italiana per il
Farmaco che limitano fortemente la somministrazione della pillola abortiva
RU486 e la non rimborsabilità della contraccezione, così come la recente esclusione della pillola del giorno dopo dai farmaci obbligatori nelle farmacie.
A farne le spese sono le donne più povere e precarie, quelle più giovani e
quelle senza documenti di soggiorno, quelle che vivono fuori dalle norme eterosessuali.
Siamo qui per gridare con forza che vogliamo gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie. Vogliamo l’accesso alla
contraccezione gratuita, alla RU486 e ai servizi sanitari per la gravidanza e il parto, indipendentemente dal possesso di documenti. Vogliamo più consultori laici e aperti alle assemblee delle donne.
Il 26 maggio scenderemo in piazza per difendere la libertà delle donne e la
Casa Internazionale delle donne, simbolo delle battaglie femministe a Roma, minacciata di chiusura.