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In Libano si sta replicando il "modello Gaza"

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In studio, con una compagna dell'associazione Ulaia parliamo innanzitutto della gravissima situazione in Libano, dove si sta replicando lo scenario già noto per Gaza e la Cisgiordania: tra i continui ordini di evacuazione di Israele, le persone continuano a morire; gli ospedali sono bombardati; villaggi, infrastrutture e attività sono costantemente sotto attacco; il costo della vita è salito in maniera insostenibile. La popolazione libanese, però, è coesa e resiste con determinazione al tentativo di Israele di mettere le diverse componenti l'una contro l'altra. Passiamo poi ad illustrare le attività condotte, in Libano, dall'associazione Ulaia: organizzazione di corsi di vario genere; progetti educativi di doposcuola per sopperire all'abbandono scolastico delle bambine e dei bambini; raccolta fondi per la distribuzione di pacchi alimentari nei campi profughi palestinesi, ridotti allo stremo dagli attacchi israeliani, dove le persone convivono costantemente con la paura di non poter avere un domani. I palestinesi che sono in Libano, del resto, vivono una situazione di vero e proprio apartheid: sono completamente privi dei diritti civili e politici e non hanno nemmeno la possibilità di trovare un lavoro. In tutto questo, ricordiamo anche le mobilitazioni che i "Liberi/e cittadini/e per la Palestina" svolgono settimanalmente davanti a Montecitorio, nel silenzio complice che pervade il nostro paese. Lo spazio redazionale si chiude con l'invito a consultare il sito dell'associazione Ulaia, che viene aggiornato costantemente con le notizie di rilievo.

Conferenza stampa e presidio a Montecitorio per la Global Sumud Flotilla

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Dopo il sequestro in acque internazionali di 500 membri della Global Sumud Flotilla da parte dello Stato sionista d'Israele, oggi mercoledì 20 maggio, è stata chiamata una conferenza stampa a piazza Montecitorio per chiedere l'intervento dello Stato italiano ed esigere l'interruzione di tutti rapporti con Israele, sanzioni contro lo stato sionista, la liberazione immediata dei 500 rapiti, il rientro immediato dei cittadini italiani e l’apertura immediata di un corridoio umanitario.

In comunicazione telefonica con Tony La Picirella, Coordinatore della Global Sumud Flotilla, abbiamo anticipato l'inizio della conferenza stampa per poi parlare con una compagna che ci ha fatto un riassunto e ha invitato a partecipare al presidio di piazza Montecitorio a partire dalle ore 15:00.

Torniamo a parlare di Libano

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In studio, con Elisa Gestri, giornalista e fotoreporter appena tornata dal Libano, parliamo di quello che sta succedendo nel paese a seguito dell'aggressione israeliana che, sostanzialmente, non si è mai interrotta a partire dall'autunno 2024: circa il 10% del territorio è attualmente sotto l'occupazione israeliana, che si estende anche per mare, sino a comprendere i ricchi giacimenti di gas; il numero dei morti per via dei bombardamenti e la quantità degli sfollati a causa degli ordini di evacuazione sono in continuo aumento; da più parti viene denunciato l'uso di bombe al fosforo; i droni di controllo israeliani sorvolano in continuazione il territorio, mentre in tutto il Libano non esistono più posti sicuri. Il tentativo israeliano è, tra l'altro, quello di mettere le diverse componenti della popolazione l'una contro l'altra, con l'intenzione di innescare una nuova guerra civile, nonostante lo spirito di solidarietà che caratterizza, oggi, la popolazione libanese. Le prospettive per il futuro sono estremamente incerte: il Libano è un paese molto debole a livello istituzionale, per nulla sostenuto dall'Occidente globale.

Dalla Global Sumud Flotilla a Creta

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In comunicazione telefonica, direttamente dalla Grecia, con il giornalista Andrea Sceresini de Il Manifesto abbiamo fatto un aggiornamento sulla situazione della Goblal Sumud Flotilla che si trova pronta per salpare verso Turchia prima di cercacere di rompere il blocco sionista in acque palestinesi.

Embargo militare bilaterale per Israele

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Made in Italy per l'industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche per Israele è il dossier redatto da Giovani palestinesi in Italia, People's embargo for Palestine, Palestinian Youth Movement, Weapon Watch con la consulenza di European Legal Support Center che documenta come l'Italia ha continuato a esportare armi e carburanti verso Israele senza sosta dal 7 ottobre 2023.

Una compagna di GPI stamani in radio espone la campagna legata a questo dossier che non vuol essere solo denuncia bensì strumento per costruire una campagna che tenga insieme organizzazioni e territori con un obiettivo primario: imporre l'embargo militare bilaterale a Israele.

Qui potete ascoltare la presentazione del dossier che si è svolta al Csoa ex Snia: https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/04/genocidio-made-italy-esp…

Roma sa da che parte stare

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E' arrivata alla fine la raccolta di firme promossa da "Roma sa da che parte stare" per la delibera di iniziativa popolare, rivolta al consiglio comunale di Roma per l'interruzione dei rapporti con Israele. Verranno consegnate al Comune ben più di 16.000 firme, oltre il triplo delle firme necessarie. La campagna è stata un successo ed anche in altre città, come Milano e Torino, sono partite campagne analoghe a quella di Roma. Venerdì 24 aprile ci sarà la conferenza stampa in Campidoglio alle ore 12.00. La campagna quindi ufficialmente si chiuderà ma resterà ancora un gran lavoro da fare per garantire che la delibera venga discussa dall'Assemblea Capitolina. Per festeggiare i 3 mesi di lavoro intensissimo Domenica 26 aprile al circolo Arci "Concetto Marchesi", via del Frantoio 9/C, a partire dalle ore 17.30 si terrà un'assemblea/dibattito e a seguire cena e concerto con Titubanda, Musicanti di Brama, Luca e Tempesta di Assalti Frontali, Konspirators, e tanti altri artisti.

Bombardamenti pesantissimi sul Libano dall'inizio della "tregua"

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Intorno alle 13 di oggi Israele ha rovesciato su tutto il Libano più di cento raid che hanno provocato ingenti distruzioni, morti, feriti, panico. L'attacco è continuato anche nel pomeriggio con missili su Beirut. Il Ministero della salute ha dichiarato che hanno già confermato 132 morti e 837 feriti ma sono cifre molto a ribasso perché c'è da scavare sotto le macerie. L'Iran nel frattempo ha nuovamente chiuso lo stretto di Hormuz per la rottura degli accordi mentre Trump ha dichiarato nuovamente il falso ossia che non era previsto il cessate il fuco in Libano.