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Parma

Discussione aperta con terra/Terra

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Dalla garanzia partecipata alla situazione mercati contadini romani.

una chiacchiera di introduzione sul prossimo appuntamento di Genuino Clandestino a Parma capitale della cultura 2020 e introduzione al convegno "il nocciolo nelle Marche" su post-terremoto tra noccioleti e pac fasulle.

Sul processo per lo stupro di Parma

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Durata 40m 44s

Corrispondenza con una compagna sull'ultima udienza del processo per lo stupro avvenuto a Parma nel 2010, ai danni di Claudia, una giovane compagna, agito in una sede politica da sedicenti compagni. Con questa udienza si conclude il primo grado di giudizio con le condanne degli imputati.

https://www.ondarossa.info/redazionali/2017/07/comunicato-radio-onda-rossa-sullo-stupro

Comunicato di Radio Onda Rossa sullo stupro di Parma

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STUPRATORI E COMPLICI FIGLI DELLA STESSA CULTURA

Circa un anno e mezzo fa ci eravamo trovate e trovati a commentare dai nostri microfoni una vicenda che ci coinvolge tutte e tutti: lo stupro di una ragazza dentro uno spazio "di movimento", avvenuto cinque anni prima a Parma, dentro una sede allora gestita dalla Rete Antifascista di Parma. Un fatto emerso solo dopo molto tempo, e rimasto troppo a lungo avvolto in un silenzio preoccupante che abbiamo anche noi sottovalutato.
Oggi, attraverso la presa di parola di compagne e compagni solidali con la ragazza, apprendiamo i risvolti agghiaccianti di questa storia infame.

Non c'è antifascismo senza antisessismo. come non c'è lotta di classe senza lotta a ogni forma che il patriarcato, dentro il capitalismo, assume. L'antisessismo non è uno slogan e il patriarcato non è una "cultura" ma oppressione materiale e sfruttamento; rendersene attori e complici, fino alla sua più schifosa espressione, lo stupro, significa essere complici e portatori dell'oppressione di genere e di classe.
Ma gli antifascisti e le antifasciste - o almeno chi si dichiara tale - hanno davvero assunto queste affermazioni? Di sicuro non se le sono assunte gli uomini che hanno violentato una ragazza di 18 anni, in un evidente stato confusionale, per di più filmando l'atto di violenza e facendo poi circolare il video.
Ma ci chiediamo anche se chi ha permesso che il video della violenza girasse indisturbato, di telefonino in telefonino, senza nemmeno riconoscere in quelle scene una violenza, davvero riconosce nell'antisessismo una prerogativa necessaria della lotta antifascista. E chi ha giudicato, scherzato con quelle immagini, deriso la ragazza, fatto sentire complicità agli stupratori, quelli e quelle sono antifascisti?
E ancora, chi negli anni che sono seguiti allo stupro ha isolato la ragazza additandola come "spia delle guardie", togliendole ogni agibilità, impedendole di frequentare gli spazi sociali, ha una responsabilità minore?
Ci sono vari livelli di violenza in questa storia: lo stupro di gruppo, la diffusione delle immagini, la derisione, le minacce e infine la condanna, l'isolamento, l'emarginazione della ragazza. Cerchi concentrici in cui il "gruppo" delle persone coinvolte è sempre più grande.

Abbiamo letto comunicati di dissociazione, altri di strumentalizzazione, altri che raccontavano di quanto questo "episodio" abbia distrutto la politica a Parma. Comunicati che hanno dimostrato – e continuano a dimostrare dopo cinque anni - l'assoluta incapacità di prendere una posizione chiara e inequivocabile sulla violenza maschile: troppi se e troppi ma hanno attraversato le dichiarazioni uscite negli ultimi due anni, dopo il già vergognoso silenzio dei tre precedenti.

Noi, redazione di Radio Onda Rossa, vogliamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà alla ragazza e ribadire che giudicare una donna stuprata sulla base dei suoi comportamenti in merito è violenza, un'altra violenza aggiunta a quella già subita: è quello che già fanno i tribunali nei processi per stupro, che finiscono sempre per mettere sul banco degli inputati, sotto la gogna degli inquisitori, le donne che la violenza l'hanno subita.
Vogliamo ribadire, invece, che l'omertà sulla violenza maschile sulle donne accompagna da sempre il perpetuarsi della cultura dello stupro e, come antifasciste e antifascisti, vogliamo comunicare il nostro sgomento e la nostra rabbia nel vedere che la cultura dello stupro, dell'omertà, della pacca sulla spalla tra maschi permane in spazi che si ritengono antagonisti. In spazi che si vorrebbero liberati nulla si fa per scardinare luoghi comuni e atteggiamenti tipici dei "processi per stupro", anzi ci si rende complici nello svilire e isolare una donna stuprata all'interno degli stessi spazi sociali e politici.
Complice non è solamente chi difende esplicitamente lo stupratore, ma anche chi, uomo o donna, istillando dubbi, diffondendo voci, delegittimando la parola delle donne, crea un clima in cui gli stupratori continuano ad avere agibilità e a muoversi tranquilli.
Complice è anche chi, pensando di salvaguardare in qualche modo i propri spazi "politici", giustifica di fatto lo stupro lasciando inalterate le condizioni, i luoghi, le dinamiche, in cui è avvenuto.
Complice è chi, in nome di una ridicola e disonesta purezza, asserisce di condannare lo stupro ma al contempo condanna anche la ragazza in quanto sarebbe stata inaffidabile perché – sotto il torchio delle guardie – non ha protetto i suoi stupratori e le persone intorno a loro.
Oggi, ancora con sgomento e rabbia, ci chiediamo dove è stato il movimento in tutti gli anni del silenzio su questa vicenda. Come è stato possibile che un video come quello girasse senza che ci si accorgesse della gravità dell'atto compiuto o per lo meno senza che si sentisse la necessità di prendere parola? Come è stato possibile
arrivare a minacciare la ragazza stuprata fuori dal tribunale?

La nostra solidarietà va a lei e a quei pochi e poche che in questi anni non l'hanno lasciata sola.
Il nostro schifo va a tutto il resto... senza se e senza ma.

La Redazione di Radio Onda Rossa - 14 dicembre 2016

Parma: udienza processo per stupro

Data di trasmissione
Durata 25m 57s

Aggiornamento da Parma.

Si sta svolgendo oggi l'ottava udienza del processo per stupro ai danni di una compagna dentro una sede autogestita e "antifascista"  Un gruppo di compagne e compagni si sono riunite-i stamattina in presidio sotto al tribunale per portare la loro solidarietà a Claudia e ci raccontano cosa succede in quell'aula.

 

 

https://abbattoimuri.wordpress.com/2016/11/30/circa-i-fatti-di-parma-ne…

Rassegna di nocività in attesa del referendum del 17 Aprile

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Durata 56m 1s

ParliamoImmagine rimossa. del prossimo varo del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale e delle conseguenze che potrebbe avere sull'autorizzazione di vari progetti. Passiamo poi a discutere sulle dichiarazioni di vari politicanti in tema ambientale in vista della prossima tornata elettorale.  Ritagliamo uno spazietto per commenti sui piani biogassisti di Cerroni & compagnia nella provincia di Roma. Chiudiamo con il prossimo referendum contro il rinnovamento ad libitum delle concessioni delle trivellazioni petrolifere entro le 12 miglia marittime.

Parma: continua la protesta cittadina nei confronti della giunta Vignali

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Durata 26m 47s

Parma, la "tranquilla" città ducale, reagisce alle vicende giudiziarie che hanno scoperto il velo sulle malversazioni politiche della giunta Vignali chiedendone a gran voce le dimissioni. Ne è nato un movimento di protesta che, se da una parte invoca un idea di "rinnovamento" politico non meglio definito, dall'altra appare disponibile all'apertura di un discorso più ampio di critica della politica e delle sue scelte. Quali possibili contaminazioni?