Torino: sgombero del circolo occupato La Crepa
In corso lo sgombero del Circolo occupato la Crepa a Torino. Ne parliamo con un compagno dal presidio di solidarietà vicino al Circolo
In corso lo sgombero del Circolo occupato la Crepa a Torino. Ne parliamo con un compagno dal presidio di solidarietà vicino al Circolo
A partire dalle note vicendi dell'aggressione a Roma Termini, parliamo del riconoscimento facciale.
Facciamo anzitutto una breve cronistoria del riconoscimento facciale, distinguendolo dalla "mera" videosorveglianza.
Guardiamo poi la situazione legale in Italia e andiamo ad indagare le basi del riconoscimento facciale, gli effetti che produce nei luoghi in cui è già utilizzato, i motivi profondi per cui è discriminatorio.
Non solo il riconoscimento facciale non funziona bene come ci vogliono dire. Gli errori che questi sistemi producono sono in maniera schiacciante più pesanti per i gruppi marginalizzati (in particolare le donne nere). Questi errori hanno delle ripercussioni reali sulla vita di queste persone. La ragione profonda di questi errori non è il caso ma esattamente la loro condizione di marginalizzazione. Sono quindi sistemi che riproducono ed amplificano le oppressioni già esistenti.
Cerchiamo di tenere uno sguardo sull'automazione, dato che la creazione di un dibattito consapevole su questo tema non è più rimandabile.
Sono 64 giorni di sciopero della fame e il Tribunale di Sorveglianza, lunedi 19 dicembre ha stabilito che il 41bis è una misura idonea e legittima per Alfredo, di fatto condannandolo a morte. Parliamo delle prossime mobilitazione con un compagno e del significato che ha questa misura in questo momento storico.
Venerdì 23 dicembre presidio al Ministero di Giustizia in Via arenula a Roma.
Torino 23/12 ore 16 presidio via Lagrange
Genova 23/12 ore 18 Piazza Raibetta
Madrid 23/12 ore 20 di fronte l'ambasciata italiana.
Cerchiamo di stabilire una cornice entro la quale discutere della mobilitazione contro il 41bis. Sono 44 giorni di sciopero della fame di Alfredo e a seguire anche Anna è ancora in sciopero, ma su questo il silenzio della stampa e non solo, è assordante e cosciente.
Oggi primo dicembre si è riunito il tribunale di sorveglianza di Roma per decidere se Alfredo Cospito rimarrà in 41bis per i prossimi 4 anni. Lungo tutta la mattina abbiamo cercato di dar voce non solo ai vari presidi, ma anche alle varie lotte che la repressione ha colpito. Soprattutto abbiamo sottolineato come di fronte alla repressione siamo tutt* uguali e chi lotta non sarà mai sol*. La lotta di Alfredo non è solo una lotta fra lui e lo Stato, fra gli/le anarchic* e lo Stato, ma è una lotta per continuare a lottare, per arginare quest'avanzata repressiva che potrebbe colpire chiunque oggi, come domani, voglia alzare la testa di fronte a una qualunque ingiustizia. Spesso magistratura e giornali cercano di tracciare una linea fra "buon* e cattiv*", differenza che rifiutiamo categoricamente in quanto per noi l'unica linea che esiste è fra chi opprime e che è oppress*. Esiste un unico orizzonte, crediamo sia importante essere unit* contro gli attacchi repressivi e per questo rilanciamo l'appuntamento di domani 2 dicembre sciopero generale e del corteo di sabato ore 14 – piazza della Repubblica, ROMA
Diamo alcuni aggiornamenti riguardo la condizione di Alfredo Cospito e commentiamo la situazione con il suo l'Avvocato. In ballo, il primo dicembre, c'è molto di più che la vita di Cospito. Rompere il silenzio, la cappa che ha sorretto il 41bis, sembra sempre più difficile. Martedì ore 16 a La Sapienza ci sarà un incontro pubblico in cui si cercherà, ancora, di infrangere questo vetro protettivo dell'inumanità democratica.
Interverranno:
AVV. Caterina Calia la quale ha seguito 3BR in 41bis.
AVV. Flavio Rossi Albertini, legale di Alfredo Cospito attualmente in 41bis
Intervento di 'pagine contro la tortura'
Nicoletta dosio da remoto.
Alleghiamo comunicato del presidio per il 1/12
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS
Giovedì 1° dicembre 2022 ore 9.30
PRESIDIO AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA A ROMA
Il 1° Dicembre si svolgerà l’udienza del riesame sul provvedimento di applicazione del regime detentivo 41bis per i prossimi quattro anni all’anarchico Alfredo Cospito.
Alfredo, trasferito dal circuito di Alta sicurezza 2, è stato rinchiuso nel carcere di Bancali a Sassari in regime 41 bis dal 5 maggio e contro questo provvedimento ha intrapreso uno sciopero della fame ad oltranza dal 20 ottobre.
Nel frattempo Juan Sorroche, Ivan Alocco e Anna Beniamino si sono unitx allo sciopero della fame da altre carceri e il sostegno alla lotta è arrivato da numerosi prigionieri rivoluzionari.
È passato più di un mese ed è sempre più urgente rispondere con la solidarietà.
L’udienza nei confronti di Alfredo si svolgerà presso il tribunale di sorveglianza di Roma che ha competenza esclusiva per le decisioni sui reclami avverso i provvedimenti applicativi del regime di 41 bis per qualsiasi persona detenuta.
Negli anni le procure sono passate da varie inchieste antiterrorismo, con tutto il seguito di mediaticità e propaganda degli organi di stampa e di stato, al facile inserimento dei reati associativi, per poi arrivare all’oscura ombra del 41bis.
Un regime di tortura che rappresenta una minaccia e un pericolo che riguarda tutte e tutti.
Sappiamo infatti che la repressione si muove su più livelli: non solo quello punitivo della pena inflitta per il reato contestato, ma anche quello preventivo, di monito, per chiunque pensi possibile ribellarsi, e quello vendicativo, volto a debellare l’idea rivoluzionaria e di lotta in generale.
Alfredo ha sempre contribuito al dibattito con scritti pubblici e ha continuato l’attività di editoria anarchica anche dal carcere. Proprio questa è stata ritenuta dagli inquirenti “istigatoria” del movimento anarchico, descritto come una organizzazione formale con ruoli e gerarchie.
Quindi, la logica del 41bis di recidere i contatti con la presunta “associazione” di appartenenza esterna viene messa in pratica vietando, nell’isolamento totale, rapporti epistolari con chiunque, la socialità e perfino letture di quotidiani, libri e riviste, anche di movimento.
L’obiettivo è l’annientamento di un prigioniero rivoluzionario.
Al punto che, al giorno d’oggi, non è possibile conoscere la dichiarazione con cui Alfredo spiegava le ragioni dello sciopero della fame perché, durante il processo in videoconferenza, il giudice ha tolto l’audio al microfono.
Vogliamo fermare questa spirale repressiva. È la lotta di Alfredo in sciopero della fame che sta rischiando la sua vita, è quella di Juan, Ivan e Anna ed è la nostra lotta.
PER CHI HA A CUORE LA VITA DI ALFREDO, JUAN, IVAN E ANNA
Giovedì 1 dicembre ore 9.30 presidio al Tribunale di sorveglianza in via Triboniano 5 (nei pressi di piazza Cavour).
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS
CONTRO IL CARCERE E LA SOCIETÀ CHE NE HA BISOGNO
anarchiche e anarchici
Manifestazioni e iniziative a Catania in solidarietà con le persone che cercano rifugio nella città, ne parliamo con uno studente dello Spedalieri e con Alfonso di LasciateCIEntrare.
La seconda corrispondenza fa un aggiornamento sul presidio del pomeriggio.
E' iniziato oggi il primo troncone del processo per le torture nel carcere Santa Maria Capua Vetere avvenute il 6 aprile del 2020 in piena pandemia. Ne parliamo con Luigi Romano autore del libro “La settimana santa. Potere e violenza nelle carceri italiane” (Monitor edizioni, 2021) e presidente di Antigone Campania.
L’8 novembre a Piazzale Clodio è fissata la prima udienza del processo
nei confronti di un ex infermiere del Pronto Soccorso del Policlinico. Volantinaggio a sostegno del compagno imputato
Assistiamo con sempre più frequenza a delle politiche urbane estremamente violente che cambiano la struttura della città. Parliamo di un quadrante particolare di Roma, zona termini che negli ultimi mesi ha visto cambiamenti urbanistici che tendono ad escludere una fetta di popolazione che viveva le strade. Porzioni di città che si trasformano e diventano sempre più ostili per alcune persone, nel nome di una riqualificazione che fa sempre più rima con ricatto ed esclusione.