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Un anno di rivolte e morti nelle carceri: che peso gli diamo?

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In questa puntata di Silenzio Assordante abbiamo ripercorso un anno (quasi) dall'inizio delle rivolte e le prime repressioni nelle carceri d'Italia. Partiamo con l'intervento di Lello, un compagno che ha ricostruito un quadro generale di quest'anno e delle condizioni delle persone in prigione. Abbiamo parlato poi con una parente che ci ha ricordato la solidarietà di chi da fuori ha sofferto e soffre per i propri cari e care reclusi/e. Poi abbiamo ascoltato una compagna di Torino e un compagno di Trieste che hanno raccontato le specificità delle lotte nelle carceri delle città, ricordando gli appuntamenti locali e generali.
In chiusura, sempre da Trieste, mettiamo al centro i limiti che quest'anno abbiamo riscontrato nel riuscire a far sentire il peso delle gravi violenze nelle galere e la repressione nei confronti di chi muove la solidarietà in frontiera.

Patrick Zaki e la repressione in Egitto

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Patrik Zaki è uno studente egiziano che segue un master all'Università di Bologna, il 7 febbraio rientrando in Egitto viene arrestato e torturato, viene accusato di istigazione al rovesciamento del governo e della Costituzione. Ad oggi delle sue condizioni fisiche si sa pochissimo. La prossima udienza è fissata per il 22 febbraio. Zaki è un attivista e frequenta un master internazionale in Studi di genere, forse queste le sue colpe, ad oggi ancora non si sa il motivo del suo arresto, così come non si sa il motivo del sequestro, delle torture e della morte di Giulio Regeni.

L'accademia bolognese si mobilita, i rappresentanti governativi sembrano occuparsi del caso. Ma le sparizioni, le torture, gli arresti non sono nuovi in Egitto, ad oggi Al Sisi ha costruito da quando ben 18 nuove carceri. 60 mila le persone detenute per aver criticato una dittatura militare o per aver scritto il proprio pensiero. 

L'ipocrisia in Italia è feroce: non solo gli Atenei continuano ad avere rapporti con l'Egitto ma l'Italia continua a vendere armi al governo di Al Sisi.

Parliamo di tutto questo con Giorgio Beretta della Rete Disarmo, con un compagno portuale di Genova dove domani mattina è prevista l'ennesima manifestazione per bloccare l'attracco di navi che trasportano armi, con una compagna egiziana e con un compagno studente dei CUA di Bologna.

Bolzaneto, la Corte Europea dei diritti dell'uomo riconosce le torture e l'inazione dello stato italiano

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Con uno degli avvocati che ha seguito il processo per le torture a Bolzaneto, durante il G( del 2001 di Genova, commentimamo la sentenza dell Corte europea dei diritti dell'uomo di ieri sul processo per le torture nella caserma vicino Genova.

Più info:

www.supportolegale.org