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Rojava

Turchia: la normalizzazione del quotidiano Zaman e gli attacchi nel sud-est

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Un aggiornamento con un compagno dalla Turchia sulla chiusura di "Zaman", un giornale nato per sostenere Erdogan ma poi diventato suo acerrimo nemico. Il quotidiano, dopo essere stato chiuso, è stato riaperto in versione filo-governativa.

 

Gli attacchi nel sud-est da parte dell'esercito turco contro le cittadine curde non si fermano e saldano ancora di più l'alleanza tra Erdogan e i vertici militari. E infine l'intenzione di Erdogan di voler costruire una città cuscinetto per accogliere i rifugiati siriani, tra il cantone di Kobane e quello di Afrin.

Turchia: la chiusura di Zaman e gli attacchi nel sud-est

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Un aggiornamento con un compagno dalla Turchia sulla chiusura di Zaman, il giornale nato per sostenere Erdogan e ora diventato suo acerrimo nemico. Gli attacchi nel sud est da parte dell'esercito turco contro le cittadine curde non si fermano e saldano ancora di più l'alleanza tra Erdogan e i vertici militari. E infine l'intenzione di Erdogan di voler costruire una città cuscinetto per accogliere i rifugiati siriani, tra il cantone di Kobane e e quello di Afrin.

No War e No Nato sotto l'ambasciata turca

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Le Reti NO WAR e NO NATO hanno convocato un sit in all' l'Ambasciata Turca contro il regime di Erdogan che massacra curdi e curde in Turchia, fa guerra alla Rojava  e sostiene i tagliagole dell'ISIS, per rafforzare le occasioni di contrasto al regime turco e in sostegno della resistenza curda.   A seguire, le Reti parteciperanno dalle ore 14 in poi al sit inv convocato dall'Associane Antigone all'Ambasciata Egiziana/ via Salaria-villa ADA per chiedere "verità e giustizia per Giulio Regeni".

La guerra di Erdogan contro le donne curde

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Intervista alle compagne del Dipartimento delle donne di Sur-Amed che abbiamo incontrato a dicembre 2015 in Germania. Alcune compagne del MFLA hanno incontrato a dicembre in Germania, all'incontro di wendo/autodifesa femminista di Kassel, Leyla, Rojda e Parwin, tre compagne curde che lavorano al dipartimento delle donne del quartiere di Sur, che è il centro storico di Amed/Diyarbakir, sotto coprifuoco di 24 ore imposto dal governo turco dall'11 dicembre scorso (ornai 74 giorni), una prigione a cielo aperto. Le compagne curde raccontano che nella guerra contro la popolazione curda, il governo turco ha deciso di prendere di mira soprattutto le donne, per la loro capacità di resistenza e per il loro portato rivoluzionario, come sosegno per tutta la comunità.

Pkk, Ypg, Ypj tra resistenza e confederalismo democratico, racconto di viaggio

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Un redazionale con un compagno di Rojava Calling appena tornato dal Kurdistan. Un'analisi sul ruolo della Turchia e della coalizione in questa fase di attacco ai curdi, su a che punto si trova il confederalismo democratico, la resistenza curda e il ruolo della donne.

 

Prima una corrispondenza con Yilmaz di UikiOnlus sugli ultimi attacchi dei turchi ai curdi.

 

Intervista con i rappresentanti del Rojava in visita in Italia

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Intervista realizzata con Anwar Muslem copresidente del cantone di Kobane in Rojava e Senam Mohamad copresidente del consiglio del popolo in Rojava.

 

Il giiorno dopo questa intervista, cioè quesdta notte, Daesh ha di nuovo attaccato Kobane.

 

L'offensiva e' cominciata all'alba con l'esplosione di almeno un'auto vicino al valico di frontiera di Mursitpinar, che unisce Kobane con la Turchia. Secodo Mehmet Yuksel, esponente del Partito democratico dei popoli (Hdp), formazione politica pro-curda della Turchia, i jihadisti, travestiti da combattenti curdi dell'Ypg, le unita' di difesa del popolo curdo, "sono entrati con quattro o cinque veicoli con le bandiere dell'Esercito siriano libero, riuscendo ad eludere la sorveglianza dei posti di blocco: hanno fatto esplodere quattro di queste autobombe dentro la citta', di cui due al confine con la Turchia. Poi si sono dispersi in alcuni edifici utilizzando divise dello Ypg, e per questo e' difficile distinguerli. Prendono di mira tutti, anche i civili". I curdi (rilanciati dal regime di Damasco) hanno accusato la Turchia di aver lasciao passare i jihadisti, accusa che Ankara ha definito priva di fondamento. A sud di Kobane, i jihadisti hanno poi 'giustiziato' 23 persone, in maggioranza donne e bambini, ha fatto sapere l'Osservatorio Siriano per i diritti umani. Nel corso della notte l'Isis ha fatto esplodere una seconda auto a Hasaka, nel dord ovest del paese vicino a un posto di blocco delle autorita' all'entrata occidentale della citta', che e' divisa in zone controllata dal governo di Damasco, circa il 40%, e aree, le rimanenti, sotto l'amministrazione curda.