Rojava
Intervista ad un deputato dell'HDP curdo
Un aggiornamento sulla situazione nel Kurdistan curdo e sulla decisione del parlamento turco di togliere l'impunità parlamentare ai deputati dell'Hdp.
Abbiamo intervistato Faysal Sariyildiz, deputato HDP della provincia di Sirnak.
Nella foto: Tayyip Erdogan
Turchia: la normalizzazione del quotidiano Zaman e gli attacchi nel sud-est
Un aggiornamento con un compagno dalla Turchia sulla chiusura di "Zaman", un giornale nato per sostenere Erdogan ma poi diventato suo acerrimo nemico. Il quotidiano, dopo essere stato chiuso, è stato riaperto in versione filo-governativa.
Gli attacchi nel sud-est da parte dell'esercito turco contro le cittadine curde non si fermano e saldano ancora di più l'alleanza tra Erdogan e i vertici militari. E infine l'intenzione di Erdogan di voler costruire una città cuscinetto per accogliere i rifugiati siriani, tra il cantone di Kobane e quello di Afrin.
Turchia: la chiusura di Zaman e gli attacchi nel sud-est
Un aggiornamento con un compagno dalla Turchia sulla chiusura di Zaman, il giornale nato per sostenere Erdogan e ora diventato suo acerrimo nemico. Gli attacchi nel sud est da parte dell'esercito turco contro le cittadine curde non si fermano e saldano ancora di più l'alleanza tra Erdogan e i vertici militari. E infine l'intenzione di Erdogan di voler costruire una città cuscinetto per accogliere i rifugiati siriani, tra il cantone di Kobane e e quello di Afrin.
No War e No Nato sotto l'ambasciata turca
La guerra di Erdogan contro le donne curde
Kurdistan: verso il Newroz 2016
Contiua il coprifuoco in molte città del Kurdistan turco; centinaia ormai i civili uccisi dall'esercito turco.
Molte le iniziative in Italia per sostenere la resistenza del popolo curdo in Rojava e nel sud-est della Turchia.
Pkk, Ypg, Ypj tra resistenza e confederalismo democratico, racconto di viaggio
Un redazionale con un compagno di Rojava Calling appena tornato dal Kurdistan. Un'analisi sul ruolo della Turchia e della coalizione in questa fase di attacco ai curdi, su a che punto si trova il confederalismo democratico, la resistenza curda e il ruolo della donne.
Prima una corrispondenza con Yilmaz di UikiOnlus sugli ultimi attacchi dei turchi ai curdi.
Suruc, la strage che pesa meno
A pochi mesi dall'attentato di Parigi, colpisce il modo in cui le diplomazie e i media si occupano della strage di Suruc. A sottolineare, se ce ne fosse ancora bisogno, la differenza che passa tra la propaganda occidentale antiterrorismo e la lotta reale contro i fascisti dell'Isis che si svolge al confine turco-siriano.
Intervista con i rappresentanti del Rojava in visita in Italia
Intervista realizzata con Anwar Muslem copresidente del cantone di Kobane in Rojava e Senam Mohamad copresidente del consiglio del popolo in Rojava.
Il giiorno dopo questa intervista, cioè quesdta notte, Daesh ha di nuovo attaccato Kobane.
L'offensiva e' cominciata all'alba con l'esplosione di almeno un'auto vicino al valico di frontiera di Mursitpinar, che unisce Kobane con la Turchia. Secodo Mehmet Yuksel, esponente del Partito democratico dei popoli (Hdp), formazione politica pro-curda della Turchia, i jihadisti, travestiti da combattenti curdi dell'Ypg, le unita' di difesa del popolo curdo, "sono entrati con quattro o cinque veicoli con le bandiere dell'Esercito siriano libero, riuscendo ad eludere la sorveglianza dei posti di blocco: hanno fatto esplodere quattro di queste autobombe dentro la citta', di cui due al confine con la Turchia. Poi si sono dispersi in alcuni edifici utilizzando divise dello Ypg, e per questo e' difficile distinguerli. Prendono di mira tutti, anche i civili". I curdi (rilanciati dal regime di Damasco) hanno accusato la Turchia di aver lasciao passare i jihadisti, accusa che Ankara ha definito priva di fondamento. A sud di Kobane, i jihadisti hanno poi 'giustiziato' 23 persone, in maggioranza donne e bambini, ha fatto sapere l'Osservatorio Siriano per i diritti umani. Nel corso della notte l'Isis ha fatto esplodere una seconda auto a Hasaka, nel dord ovest del paese vicino a un posto di blocco delle autorita' all'entrata occidentale della citta', che e' divisa in zone controllata dal governo di Damasco, circa il 40%, e aree, le rimanenti, sotto l'amministrazione curda.

