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L'Iran scatena la repressione

Data di trasmissione
Durata 9m 19s

Decine di morti in Iran a causa della repressione delle manifestazioni che infiammano il paese, da nord a sud, in protesta per l'omicidio di Mahsa Amini, la ventiduenne di origine curda uccisa dalla polizia religiosa dopo essere stata arrestata per non avere indossato in maniera corretta il velo.

Ai nostri microfoni Ylmaz, dell'ufficio informazione del Kurdistan in Italia.

Qui l'intervista ad Alican Yildiz, presidente della Mwzzaluna rossa curda in Italia (fonte radio onda d'urto).

Qui l'intervista alla scrittrice e giornalista Farian Sabahi (fonte radio onda d'urto).

In Iran aumenta il malessere e montano la rabbia e le proteste

Data di trasmissione
Durata 1h 3m 32s

"Il Khuzestan ha sete”. Da dieci giorni la popolazione della più ricca delle province iraniane — sebbene per paradosso quella in cui le persone vivono in condizioni peggiori — protesta a causa della crisi idrica. Dimostrazione di come la mancanza d’acqua sia già un argomento alla base di equilibri (geo)politici, e tanto più lo sarà nei prossimi anni con il peggiorare degli effetti del cambiamento climatico. Ma seppur innescate da eventi diversi, le proteste in Iran si presentano con cadenza ciclica e affondano le loro radici nelle medesime cause: forti diseguaglianze sociali, mancanza di servizi e libertà di espressione, stagnazione economica e assenza di prospettive. Oggi a fare da detonatore sono la crisi sanitaria, unita a quella idrica ed energetica. A moltiplicare il malcontento, però, c’è la percezione di un sistema politico-economico caratterizzato da una corruzione dilagante, preoccupato solo a garantire la propria sopravvivenza. Alcuni giorni fa l'ultra conservatore Raisi si è insediato alla presidenza della repubblica islamica portando con sè i propri trascorsi sanguinari: la condanna a morte di centinaia di oppositori marxisti e di sinistra, di donne attiviste per i diritti umani. Che scenari si aprono? Di tutto questo parliamo con Patrizia Fiocchetti che ci presenta anche il suo ultimo libro Cosa c’è dopo il mare.

Venti di guerra

Data di trasmissione
Durata 1h 58m 49s

Dedichiamo questo spazio redazionale ad una discussione sugli scenari di guerra in Medio Oriente dopo l'omicidio di Qassem Suleimani da parte degli USA, chiedendoci perchè il movimento contro la guerra e contro le basi USA in Italia non scenda più in piazza da almeno 10 anni.

Ospitiamo diverse corrispondenze durante le quali sono stati lanciati i seguenti appuntamenti:

  • Lunedì 20 Ore 19:30 Ex Sala Consigliati, Piazza della Marranella a Torpignattara assemblea pubblica contro la guerra all'Iran
  • Sabato 25 giornata internazionale contro la guerra all'Iran

L'ultimo che esce spenga Internet

Data di trasmissione
Durata 1h 44m 1s

In Iran dal 16 al 21 novembre le comunicazioni Internet sono state sostanzialmente bloccate all'interno del paese. Non si tratta, però, di un completo shutdown di Internet - operazione troppo costosa - ma di un'azione più complessa e differenziata, che contiene anche segni di sperimentazione tecnica. La direzione della sperimentazione è chiara: il passaggio dalla connessione ad Internet alla connessione ad una Intranet nazional-religiosa che riesca però a non danneggiare troppo l'economia. Una direzione simile - ma con sostanziali differenze -  è stata presa anche da Russia e Cina. Guardiamo anche il caso indiano dove, utilizzando tecniche molto più rozze, i blocchi di Internet sono sempre più frequenti.

A seguire, notiziole sparse, tra cui:

  • Il servizio sanitario britannico concede ad Amazon l'accesso a molti dati sanitari.L'ottica è quella di far svolgere alla multinazionale statunitense una parte dei compiti del medico curante.
  • È uscito mycroft.ai, un software in grado di sostituire i cosiddetti "voice assistant" con degli oggetti dalle caratteristiche tecniche simili ma che non richiedono il passaggio da multinazionali.
  • Facebook lancia una board dedicata alla realizzazione di linee guida per il monitoraggio dei contenuti su Facebook. Viene dichiarata come un'entità indipendente, ma i soldi vengono tutti (130 milioni di dollari!) da Facebook, gli amministratori li ha nominati Facebook.  Supponiamo quindi che l'indipendenza derivi dall'aver inaugurato una scatola dei suggerimenti digitale.

Non vi dimenticate! 21 dicembre 2019 sono 25 anni di Avvisi ai Naviganti: festeggiamo il compleanno ai AvANa al CSOA Forte Prenestino.

Dal 22dicembre al 5 gennaio ancora non sappiamo se saremo in onda; se saremo pigri, troverete comunque delle repliche la domenica alle 21 su radio onda rossa.

Le proteste in Iran viste da Patrizia Fiocchetti

Data di trasmissione
Durata 52m 25s

Parliamo di Iran con la scrittrice e attivista Patrizia Fiocchetti. Da dove sono nate le proteste che dal dicembre dello scorso anno infiammano ancora la Repubblica Islamica. Richieste economiche e diritti civili alla base delle numerose manifestazioni. La popolazione, non ha infatti avuto alcun beneficio dalla fine dell'embargo e dagli accordi con USA e Europa. Ad arricchirsi la solita clerocrazia e i magnati delle armi, visti i  differenti fronti di guerra che l'Iran tiene aperti. Una richiesta di cambiamento che viene soprattutto dalle donne.  

Proteste in Iran: a chi conviene una crisi a Teheran?

Data di trasmissione
Durata 24m 45s
Le proteste in Iran contro la corruzione e il carovita sembrano essere giunte al capolinea. Il capo dei Pasdaran - le "Guardie della Rivoluzione" -, il generale Mohammad Ali Jafari, ha annunciato ufficialmente "la fine della sedizione". Il generale, che risponde direttamente all'ayatollah Ali Khamenei, si è detto sicuro che le rivolte non continueranno (fonte RaiNews). Non sono mancate, tra l'altro, manifestazioni pro-governative, che hanno sfilato quest'oggi.
Ma cosa significano queste proteste nella Repubblica islamica iraniana? Col nostro corrispondente parliamo anche della situazione nel Kurdistan iracheno.
 
Ne parliamo, tracciando un quadro più ampio e problematico a livello geopolitico, con Alberto Negri, già inviato in Medio Oriente per "Il Sole24Ore".

Gli attentati in Iran

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Durata 39m 8s

Con il giornalista de Il sole 24h Alberto Negri e con un compagno al telefono analizziamo gli attentati al Parlamento iraniano e al mausoleo di Khomeini. Usa e Arabia Saudita stanno nuovamente attaccando l'Iran? L'Europa e soprattutto l'Italia continuano ad essere grandi esportatori di armi per conflitti che destabilizzano ancora di più il Medio Oriente. Ma queste politiche si ripercuotono pesantemente in Europa.

 

Fine delle sanzioni all'Iran. Nuovi investimenti per Europa e Stati Uniti

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Durata 18m 5s

La scorsa settimana presso la sede delle Nazioni Unite di Vienna è stato siglato l'accordo tra Europa, Iran e Stati Uniti per porrre fine alle sanzioni sul necleare all'Iran, vigenti dagli anni '70 dopo la rivoluzione Khomeinista. p { margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; line-height: 120%; text-align: left; orphans: 2; widows: 2 La fine delle sanzioni comporterà nuovi investimenti di capitali esteri nel paese e nuovi rapporti commerciali, in primis da parte dell'Italia che oggi ospita proprio il presidente iraniano a Roma. I settori principalmente investiti saranno quelli dell'automobile, dei trasporti e del petrolio. Inoltre, cambieranno gli equilibri, già molto precari a causa della crisi siriana, del quadrante mediorientale. La fine delle sanzioni potrebbe infatti, preoccupare sia l'Arabia Saudita che acquista armamentari dagli Stati Uniti e dall'Europa per miliardi di euro, sia Israele che non vede di buon occhio l'Iran.