Puntata 19 di EM, quarta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di identità digitale con Jaromil, hacker, sviluppatore e attivista italiano tra i protagonisti della scena internazionale del software libero e della crittografia. Con lui esploriamo i rischi e le promesse dei nuovi sistemi di identità digitale – dal progetto europeo alle alternative decentralizzate basate su crittografia e web of trust – fino agli scenari futuri in cui saranno agenti di intelligenza artificiale a gestire deleghe e credenziali per nostro conto. Una conversazione su libertà, privacy e potere nell’architettura delle identità online.
Puntata 16 di EM, terza del ciclo Estrattivismo dei dati.
PRIMA PARTE
Dario Guarascio presenta il suo nuovo libro Imperialismo digitale (Laterza), un’analisi lucida del potere delle Big Tech e del nuovo intreccio tra finanza, tecnologia e guerra. Un viaggio dentro il "complesso militare-digitale" che sta ridefinendo gli equilibri globali tra Stati Uniti e Cina.
SECONDA PARTE (29:20)
Intervista a Maurizio Borghi, codirettore del "Centro Nexa su Internet e Società", sul Digital Omnibus e sui rischi di una nuova "austerity dei diritti digitali" in Europa. Un confronto critico sulle modifiche al GDPR, tra competitività, IA e tutela dei diritti fondamentali.
TERZA PARTE (53:19)
Intervista ad un attivista del collettivo Bida, realtà che da oltre dieci anni costruisce infrastrutture digitali autonome come alternativa concreta alle piattaforme delle Big Tech. Parliamo di autogestione tecnologica, mutualismo e pratiche di liberazione digitale, tra server cifrati, Mastodon, Matrix e PeerTube.
In questo redazionale abbiamo avuto come ospite nello studio di Via dei Volsci a Giacomo Zandonini, parte del colletivo di giornalisti freelance FADA e autore (insieme a Apostolis Fotiadis e Ludik Stavinoha) dell'inchiesta sulla gestione intrusiva dei dati della popolazione migrante da parte di Frontex e Europol.
Puntata 31 di EM, nona del ciclo Estrattivismo dei dati. Parliamo di privacy e tecnocontrollo.
Una funzionalità presentata da Google alla sua conferenza I/O di ieri, che utilizza la tecnologia di IA generativa per scansionare le chiamate vocali in tempo reale alla ricerca di schemi conversazionali associati a truffe finanziarie, ha suscitato una profonda preoccupazione tra gli esperti di privacy e sicurezza, che avvertono che la funzionalità rappresenta un sottile margine per ulteriori problematiche. Avvertono che, una volta integrata la scansione lato client nell'infrastruttura mobile, potrebbe inaugurare un'era di censura centralizzata.
Chat Control: La Fine della Privacy della Corrispondenza Digitale
La Commissione Europea propone di obbligare i fornitori a cercare automaticamente tutti i messaggi privati, le chat e le email alla ricerca di contenuti sospetti – in modo generale e indiscriminato. L'obiettivo dichiarato: perseguire il materiale di sfruttamento sessuale dei minori (CSEM). Il risultato: sorveglianza di massa mediante monitoraggio in tempo reale completamente automatizzato di messaggi e chat e la fine della privacy della corrispondenza digitale.
Altri aspetti della proposta includono il controllo dell'archiviazione personale sul cloud incluse le foto private, la verifica obbligatoria dell'età che porta alla fine della comunicazione anonima, la censura degli app store e l'esclusione dei minori dal mondo digitale.
Puntata 19 di EM, puntata Jolly, sbilanciata su temi tecnologici, parliamo di Laboratori di Sostenibilità Digitale nelle scuole, proposta aperta ai/alle docenti, verso dei veri "next generation labs" come fucina di idee basata su recupero hardware e software libero.
Da un lato le nostre scuole sono colonizzate da aziende a stelle e strisce, Microsoft e Google in pole position, dall'altro la Commissione europea ha bandito TikTok da tutti i dispositivi elettronici usati dal personale, sia privati che aziendali. Come mai questa disparità di atteggiamento verso il digitale esterofilo? Se è USA va bene se è Cina no?
Parliamo poi di Dead internet theory, in base alla quale tutti i contenuti originali su Internet, tutte le voci indipendenti, non sponsorizzate e non filtrate vengono uccise da AI, bot, interessi aziendali e oligarchi. Secondo i propugnatori di questa teoria, questo porterà a non usare Internet in futuro (o il Web).
Infine la risposta legale della UE per ridurre e controllare la potenza delle grandi piattaforme digitali statunitensi in Europa. Una risposta che si rivela un disastro ancora peggiore dei problemi che intendeva affrontare. Parliamo del Digital Service Act (DSA). Da anni l'UE è impegnata a contrastare la diffusione di contenuti di tipo terroristico e proteggere il diritto d’autore. Con il DSA viene automatizzata e privatizzata la censura. DSA minaccia la libertà di espressione e l’accesso alle informazioni su internet in Europa e e aggraverà le asimmetrie di potere e di risorse tra piccoli e grandi operatori.
Arretramento delle libertà personali in epoca di Coronavirus, pericolo di superare il punto di non ritorno.
Valore monetario dei dati e ipotesi di loro svendita ai Big Tech: discussione sugli schemi di data dividend e pay-for-privacy recentemente proposti e che vedono la richiesta di denaro ai Big Tech in cambio della possibilità di sfruttare i nostri dati a loro piacimento.
Ogni anno, oltre 750mila tonnellate di rifiuti elettronici (RAEE) finiscono nella raccolta indifferenziata e 1,3 milioni di tonnellate vengono inviate al di fuori dell’Europa senza adeguati controlli: di queste, circa il 30% (400mila tonnellate) sono realmente rifiuti (Raee), il restante 70% invece sono apparecchiature ancora funzionanti. Usando sistemi operativi e applicazioni basate su Software Libero ed Open Source, l'obiettivo della riduzione dei rifiuti elettronici diventerebbe raggiungibile.
Per ascoltare la puntata, cliccare sul link qui sotto: