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Aborto. La regione Piemonte approva fondo da 400 mila di euro per attività associazioni pro vita

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La Regione Piemonte finanzia con 400 mila euro i progetti delle associazioni pro-vita che metteranno in campo soluzioni di sostegno alle donne incinte per scoraggiare l’aborto legato a cause di disagio economico e sociale. Il via libera al fondo “Vita nascente” è arrivato con l’approvazione di un emendamento al Bilancio di previsione 2022-24 della Regione presentato dall'assessore Fdi alle Politiche sociali Maurizio Marrone, lo stesso assessore che nel 2021 aveva ottenuto che tra i requisiti per entrare negli elenchi delle organizzazioni ed associazioni che possono operare nei servizi di tutela materno-infantile delle Asl, tra cui i consultori, fosse prevista “la presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento”. Ne parliano con una compagna di Non Una Di Meno Torino con cui parliamo anche dei contributi femministi e transfemministi al Climate Social Camp di Torino.

Annunci di inizio estate

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Nella puntata di oggi attraversiamo varie notizie di attualità ma dai temi disparati.

Apriamo con la situazione per le donne negli USA: dopo la cancellazione della Roe v. Wade, e quindi la possibilità che l'aborto venga vietato in molti stati, molte persone si chiedono se le app di monitoraggio del ciclo mestruale potranno essere utilizzate nell'ambito di indagini penali. Vediamo quindi come il divieto di aborto colpisce la salute delle donne anche aldilà dell'interruzione di gravidanza; e come alcuni strumenti tecnologici che sembravano innocui diventano molto sensibili al mutare dello scenario legale.

Passiamo poi ad alcuni annunci sul tema della combustione; il governo italiano si batte per i motori a combustibili derivati da massa biologica ma analoghi a quelli fossili (insomma, bioetanolo e biodiesel). Con un sofismo, si dice che questi motori sono "carbon-free", in quanto la CO2 che rilasciano è quella che hanno intrappolato durante la crescita. Sebbene questo abbia una parte di verità, colpisce come la scelta di difendere i motori a combustione interna (che ha anche dei pregi, beninteso) venga raccontata schiacciata sull'aspetto dell'anidride carbonica.

Ancora sulla combustione, alcuni cinquestelle hanno scoperto la "ossicombustione" e ne tessono le lodi. La ossicombustione è in effetti una tecnica che pare promettente. Difficile dire però che un inceneritore che utilizza questa tecnologia sia qualcosa di completamente diverso rispetto a quelli che già conosciamo. Tra l'altro gli studi scientifici disponibili finora sono sempre stati applicati a scenari in cui l'inceneritore veniva utilizzato dopo un processo di differenziazione del rifiuto molto accurato. Uno scenario che non è quello che si prospetta per la città di Roma.

Concludiamo con notiziole dedicate a tracciamento e copyright.

A 44 anni dalla L. 194 del 1978

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A 44 anni dall'approvazione della 194 per una persona che decida di ricorrere all’interruzione di gravidanza lo scenario che si prospetta è agghiacciante: normative non applicate, procedure lunghe, mancanza di equipe complete nei consultori, obiettori ospedalieri e consultoriali, sono lì per impedire il nostro diritto all'autodeterminazione sui nostri corpi.

Ne parliamo con una compagna del Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori.

Giornata per l'aborto libero sicuro gratuito

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Corrispondenza con una compagna del Coordinamento delle Donne e delle Libere Soggettività dei Consultori da piazza Vittorio, dove insieme a Non una di meno e altri gruppi è stata indetta una manifestazione in occasione della Giornata internazionale per l'aborto sicuro e libero.

Già da questa mattina è partita la mobilitazione con una conferenza stampa al Ministero della salute dove sono state rese pubbliche le percentuali sulle obiezioni di coscienza negli ospedali e nei consultori, dati letti all'inizio dell'audio

RU486: nelle Marche la giunta di destra vieta l'aborto farmacologico

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La regione Marche segue le orme dell'Umbria: no alla somministrazione della pillola abortiva Ru486 nei consultori, non applicando le linee guida del Ministero della Salute. Ennesima occasione di attacco all’autodeterminazione e alla libertà di scelta delle donne. Ne parliamo con una compagna di Non Una di Meno Marche.

Il Grassi di Ostia abbandona le donne. Domenica 20 ore 10 manifestazione al pontile.

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Da gennaio non sarà più possibile effettuare l'IVG all'ospedale Grassi di Ostia, per mancanza di un anestesista. Domenica 20 alle 10.00 davanti al Pontile di Ostia, NUDM, l' Assemblea delle donne del consultorio di Ostia organizzano un assemblea pubblica per discuterne insieme. Ne parliamo con una compagna.
 

Sul mio corpo decido io! Parliamo seriamente di RU486 con Elisabetta Canitano

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Accelera l'odiosa campagna di Pro Vita & Famiglia contro l'aborto e la Ru486. Nei giorni scorsi in molte città italiane è apparso un loro manifesto che paragona la pillola RU486 ad un veleno e ad un crimine l’assunzione sui cui è scritto “Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva, mette a rischio la salute” e rappresentata una donna apparentemente morta a terra, con una mela morsa vicino, presumibilmente un frutto avvelenato che avrebbe dovuto simboleggiare la pillola RU 486. Contro la disinformazione e chi vorrebbe negare l'autodeterminazione e la libertà di scelta delle donne questa mattina con la ginecologa Elisabetta Canitano proviamo a dare contezza di cosa sia realmente la RU486, di come agisce, di come la sua assunzione sia regolata nel nostro paese.

La lotta per l'autodeterminazione delle donne polacche

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Da giorni ormai in centinaia di città polacche, campagne comprese, migliaia di donne manifestano contro la sentenza della Corte costituzionale che ha vietato l’aborto anche in caso di gravi malformazioni del feto, rendendo ancora più restrittiva una legge tra le più rigide d'Europa. Facciamo il punto con una compagna.

Non un passo indietro

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Una compagna di Non una di meno di Roma ci racconta della mobilitazione sotto l'ambasciata polacca in sostegno delle lotte delle donne polacche per il diritto all'aborto, fortemente limitata dall'ultima sentenza della Corte Costituzionale; concludiamo parlando dei Consultori nella nostra città e della conferenza stampa di venerdì 30 ottobre h 11.00 sotto il consultorio di Via Spencer,282 organizzata dal Coordinamento delle Assemblee delle donne e delle libere soggettività Lazio.

I cimiteri dei feti e l'attacco alla libertà e all' autodeterminazione delle donne

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Con Elisabetta Canitano commentiamo la denuncia su Facebook da parte di una donna residente a Roma che, sette mesi dopo aver subìto un aborto terapeutico presso l’ospedale San Camillo, ha trovato il proprio nome e la data dell’operazione associati alla tomba di un feto presso il cimitero Flaminio. Contro la sua volontà e senza il suo consenso.