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Internet giù per terra!

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Durata 1h 57m 35s

Google down per quasi un'ora! Alla facciaccia vostra! Ma come ha fatto a succedere? In fondo anche in sistemi molto grandi e complessi, pensati per la massima robustezza, dei piccoli errori umani possono sempre capitare. Soprattutto, nessun meccanismo è davvero magico, per quanto provino a dirci il contrario! E così, con un'ora di down, google non arriva nemmeno al 99.999% di uptime per quest anno!

Visa e Mastercard bloccano il pagamento a Pornhub dopo l'inchiesta che mostra come molti video sulla piattaforma sono stati caricati in modo non consensuale. Se nel caso specifico si tratta probabilmente di pinkwashing, ma si può essere d'accordo che una ripercussione per certe pratiche sia auspicabile, dobbiamo ricordare che non è la prima volta che visa e mastercard bloccano i pagamenti verso soggetti che non gli piacciono e i criteri, di solito, sono più "moralisti" . Va notato che queste due aziende di fatto sono in grado di determinare la possibilità per un'attività basata su internet di esistere, dato che hanno il monopolio delle transazioni economiche.

I brevetti software potrebbero arrivare in Europa? non c'è da escluderlo.

Facebook teme che la fine del mondo (ovvero la fine del tracciamento e della pubblicità personalizzata) stia per arrivare, e la Apple ne avrebbe la colpa.

I tecnoamici dell'estate

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Riprendiamo le dita nella presa, dandovi alcune delle notizie racimolate e accumulate durante l'estate. In particolare parliamo dei nostri migliori amici.

Apriamo parlando di Immuni, del suo utilizzo modesto e delle impressionanti skill comunicative che vengono spese su di essa.

Il secondo grande amico degli utenti di cui parliamo oggi è la Apple: Apple che implementa alcune delle funzionialità di tracciamento anti-Covid già integrate in iOS; che prova a dare all'utente la possibilità di non condividere le informazioni di tracciamento commerciale tra le varie app, ma si ritira immediatamente in nome della difesa delle piccole e medie imprese (la prima delle quali è Facebook); e che infine decide di non inserire nella nuova versione di Safari - il suo browser - 16 delle nuove pazze pazze WebAPI in quanto potrebbero essere utili per il fingerprinting degli utenti.

Continuiamo con Amazon che, in nome dell'uguaglianza, si conserva i dati non solo dei consumatori ma anche degli inserzionisti... non una grande sorpresa, se non fosse che di fronte al Congresso statunitense avevano spergiurato il contrario. E che nessuno dica che utilizzeranno i dati per fare concorrenza sleale!

Concludiamo con il solito misto di notiziole.

Trump contro Twitter: peccato non possano perdere entrambi

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Durata 2h 15m 47s

Twitter considera alcuni tweet fatti da Trump come delle fake news o delle esaltazioni della violenza; Trump si arrabbia e promette vendetta. Cerchiamo di inserire questa bagarre nella cornice del passaggio delle piattaforme di social network ad un ruolo sempre più attivo: filtri sui contenuti, contestualizzazione, pagine esplicative... questi strumenti servono a creare un ambiente "moralizzato" secondo l'etica della piattaforma.

In Italia, il Tar del Lazio conferma le sanzioni Antitrust contro Apple: il modo in cui proponeva gli aggiornamenti induceva gli utenti ad aggiornare, ma questo creava dei rallentamenti. Gli utenti, non potendo tornare indietro, erano così esortati a comprare un nuovo modello di iPhone. Del resto la politica di Apple contro le riparazioni e gli upgrade è molto aggressiva: vendita di componenti vietata, contratti proibitivi con i riparatori indipendenti, oltre a soluzioni tecniche che rendono il riutilizzo di hardware perfettamente funzionante particolarmente oneroso.

Riconoscimento facciale: riuscirà a distinguere il tipo di mascherina?

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Sulle app
 
Apriamo parlando delle famose app per il contact tracing: non avendo notizie chiare sull'app Immuni, ci rivolgiamo all'estero e andiamo a guardare il caso australiano. Lì hanno presentato un'app con spiegazioni dettagliate: con una grossa componente centralizzata e che punta sullo pseudonimato più che sull'anonimato, quindi meno "rispettosa" della privacy rispetto al modello scelto in Italia. Tuttavia, è stata accompagnata da una legge che chiarisce molto nettamente cosa non si potrà fare con l'app e i dati, proibendo esplicitamente molte pratiche di sfruttamento dei dati e di imposizione sociale dell'app stessa.
In Israele invece il parlamento interviene contro il sistema di tracciamento ideato dal governo e dai servizi segreti, giudicandolo inutilmente lesivo della privacy.
Andando negli USA, chi domina il discorso sulle app è il progetto di infrastruttura Apple-Google, che però è criticato dai governi di alcuni stati perché senza il GPS è giudicato inefficace, cioè non raccoglie tutte le informazioni che i suddetti governi vorrebbero.
Parlando di questa infrastruttura, facciamo notare che il fatto che provenga da Apple e Google è una necessità a volte dimenticata che deriva dal modo in cui funzionanno i sistemi operativi che girano sugli smartphone. 
 
Sul riconoscimento facciale
 
Parliamo di riconoscimento facciale, ovvero quella tecnologia capace di associare un nome ad una foto di un volto. L'emergenza coronavirus ci regala alcune chicche divertenti - come  e altre preoccupanti. Ma il riconoscimento facciale non nasce certamente per il coronarvirus: già da tempo le polizie di mezzo mondo cercano di usarlo in modo estensivo. Vediamo alcuni esempi.

iSpy: che geopolitica sarebbe senza smartphone?

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Recentemente il caso Kashoggi è tornato alla ribalta per il forte sospetto che l'iPhone di Jeff Bezos sia stato violato, sembra addirittura dal principe ereditario saudita. Come è stato possibile che l'uomo più ricco del mondo s'è fatto fregare le foto? Provano a rispondere analisi forensi commissionate proprio da Bezos. Analisi che confermano i principali sospetti, ma che comunque mostrano varie criticità nel modo in cui sono state svolte. Partendo da questo discutiamo più in generale di come la ricerca volta a fornire dispositivi sempre più sicuri ci ha portato a dei dispositivi opachi anche per gli stessi "proprietari". Nel caso di Apple, questo è rappresentato da Secure Enclave, ma vari sono i meccanismi analoghi.

Già che ci siamo, facciamo un breve ripasso dei legami tra governo saudita, hacking team e altri spioni.

In chiusura diamo qualche altra notizia su sicurezza e privacy su smartfonini.

 

Apple Vs FBI, parte 2 e deposito unico per le scorie nucleari

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Le dita nella presa - 02/04/2016

Apple Vs FBI, parte 2 e deposito unico per le scorie nucleari

 

Abbiamo parlato di Apple VS FBI, di come Apple difenda i propri interessi e la propria immagine commerciale, mascherandoli come difesa della riservatezza dei dati personali e di come l'FBI abbia aggirato lo scontro legale servendosi di un'azienda privata.
Abbiamo poi affrontato la prossima individuazione di un sito unico nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari.

 

 

 

Alla apple sono dei buoni (parte 1)

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Puntata all'insegna della critica cinematografica ma anche della poesia.

 

Si parte parlando brevemente dell'ingiunzione di un tribunale statunitense che imporrebbe ad Apple di aiutare l'FBI a "bucare" i sistemi di sicurezza di un telefono da essa stessa prodotto, e del plateale rifiuto di collaborare della Apple, che conferma la strategia dell colosso di Cupertino, intenzionato più a mantenere la propria immagine pulita e prestigiosa dopo lo scandalo di Prism e la morte del proprio leader, che non a tutelare davvero la privacy degli utenti.

Si passa quindi ad una accurata recensione del film di Danny Boyle [1] sulla vita di Steve Jobs, ormai guida spirituale postuma della mela morsicata e delle/dei suoi fan.

Si torna alle malefatte della Apple contemporanea parlando con un compagno di MsACK[2] della scuola di alta formazione che Apple si accinge ad aprire a Napoli, di cui si sa ancora poco o nulla, se non l'ingente costo del progetto, comunque basso rispetto a quanto verrà scontato ad Apple dai debiti che ha con il fisco italiano. Tanti sono anche i dubbi su quante risorse questo progetto sottrarrà all'università e agli studenti, sull'utilità effettiva dei tirocinii offerti e la volatilità delle competenze così settoriali e specifiche, atte a formare manovalanza precaria e sottopagata.

Nelle pillole di tecnologia si parla di un altro gigante buono, ovvero di Google, che ci offre una nuova app: "Data Save"[3] che facendo transitare tutto il traffico dell'utente tramite i propri server, ripulisce i dati da cio' che non è essenziale, facendo risparmiare prezioso traffico dati, e consegnando tutto il contenuto della navigazione nelle mani del motore di ricerca.

Chiudono la puntata delle delicate citazioni[4] di frasi di Steve Jobs, nascoste in mezzo ad un mare di frasi dei Baci Perugina, riesci a distinguere le une dalle altre?

 

Durata: 1h17"

 

[1]https://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs_(film)

[2]http://msack.org/

[3]https://chrome.google.com/webstore/detail/data-saver/pfmgfdlgomnbgkofeojodiodmgpgmkac

[4]https://it.wikiquote.org/wiki/Steve_Jobs