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I compagni di Adil: è stato ucciso

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Al telefono un compagno di lotta di Adil, il sindacalista del Sicobas ucciso a Novara, ricostruisce la dinamica dell'omicidio rendendo palesi le responsabilità dell'azienda e delle forze dell'ordine. Il camion che ha travolto Adil è uscito dal cancello di entrata, da cui il senso unico impedirebbe l'uscita dei camion, qualcuno da dentro il magazzino ha autorizzato questa manovra, alzato la sbarra, aperto il cancello. Tutto sotto lo sguardo vigile degli agenti della DIGOS presenti in forze. Nessun incidente, nessuna guerra tra poveri: l'assassinio di Adil è responsabilità diretta della LIDL e della Polizia di Stato.

Assassinato il coordinatore SI Cobas di Novara

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Questa mattina, nella cornice dello sciopero nazionale del comparto della logistica indetto dal SI Cobas, di fronte alla Lidl di Biandrate (Novara) è stato ucciso Adil Belakdim, coordinatore provinciale del sindacato. Adil stava partecipando a un picchetto ed è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il blocco, altri due compagni di lotta sono rimasti feriti ma per fortuna non sono in pericolo di vita. Si tratta della cronaca di una morte annunciata, da settimane si verificano casi simili e più volte si è sfiorata la morte di manifestanti. La nostra corrispondenza con un compagno del SI Cobas, l'appuntamento per tutte e tutti è per il corteo nazionale di lavoratori e lavoratrici della logistica, con partenza da piazza Esedra a Roma alle ore 14.00 di sabato 19 giugno 2021.

Presunta frode, sequestrati 20 milioni a DHL

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La guardia di finanza ha eseguito un decreto di sequestro di oltre 20 milioni di euro emesso d'urgenza dalla procura di Milano nei confronti della Dhl Supply Chain Italy spa, società del colosso della logistica, per una presunta maxi frode sull'Iva. Dall'inchiesta è emerso che, attraverso cooperative fittizie, sarebbero stati creati "meri serbatoi di manodopera", cioè lavoratori a cui le società intermediarie non versavano in parte i contributi.

I rapporti di lavoro "con la società committente", ossia Dhl, sarebbero stati "schermati" da un consorzio, una "società filtro", che si avvaleva a "sua volta di 23 società cooperative", le cosiddette società "serbatoio", che si avvicendavano nel tempo "trasferendo la manodopera dall'una all'altra, omettendo sistematicamente il versamento dell'Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale".

Abbiamo chiesto a un compagno del SI Cobas un commento sull'intera vicenda.

La lotta nell'hub Fedex/TNT di Piacenza

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EMESSI 15 FOGLI DI VIA PER I FACCHINI DI PIACENZA: LO STATO E I PADRONI SONO UNITI CONTRO I LAVORATORI! L’UNICA “PERICOLOSITA’ SOCIALE” E’ QUELLA DEI PROFITTI!

Stamattina [3 maggio], nelle stesse ore in cui decine di agenti in assetto antisommossa assediavano il presidio operaio, minacciando e strattonando i lavoratori in sciopero, la Questura di Milano comunicava ai manifestanti l’emissione di 15 fogli di via obbligatori dal comune di Peschiera Borromeo a carico dei lavoratori Fedex di Piacenza che in queste settimane stanno combattendo una dura ed eroica lotta contro la multinazionale statunitense a seguito della chiusura dell’hub piacentino. Al momento il provvedimento è stato già notificato a 3 lavoratori, e altri 6 sono stati già convocati in Questura per la giornata di domani.

Ci troviamo chiaramente di fronte a un innalzamento del livello di scontro che ha pochi precedenti nella storia dei conflitti sindacali nel nostro paese.
Gli apparati repressivi dello Stato entrano sempre più a gamba tesa in una vertenza che vede 280 famiglie ridotte alla fame e migliaia di posti di lavoro a rischio per opera di una multinazionale che in piena pandemia sta continuando ad accrescere esponenzialmente il proprio fatturato e che solo nell’ultimo trimestre ha registrato 1,28 miliardi di profitti, ma nonostante ciò sta mettendo in campo una pesante ristrutturazione contro la quale sono in corso lotte ed agitazioni in numerosi magazzini d’Europa, su tutti quello di Liegi in Belgio.

Lo Stato sta svelando il proprio ruolo di cinico e spietato esecutore della volontà di padroni miliardari e senza scrupoli, di apparato dedito alla repressione sistematica e alla sete di vendetta dei padroni contro quegli operai che negli ultimi 10 anni hanno osato alzare la testa e imporre con la lotta il rispetto di quei diritti, di quelle leggi e di quei contratti nazionali scritti su un pezzo di carta ma mai applicati dai padroni, ne tantomeno fatti valere dalle istituzioni e dai sindacati di stato.

Tutto ciò risponde a un chiaro disegno politico: per i padroni e per il governo Draghi, eliminare la presenza scomoda del SI Cobas e sopprimere l’anomalia del movimento dei lavoratori della logistica è il passo preliminare e necessario da compiere per spianare la strada alla nuova ondata di macelleria sociale che si prefigura nelle prossime settimane e nei prossimi mesi con la fine della moratoria sui licenziamenti.

I capitalisti- imperialisti americani di Fedex in queste settimane hanno trovato pane per i loro denti!
Hanno dovuto fare i conti con l’orgoglio, col protagonismo e con la solidarietà di migliaia di operai pronti a battersi come leoni fuori ai cancelli dei magazzini per impedire che nella logistica l’orologio della storia e dei diritti venga riportato indietro di decenni!
Stanno pagando a caro prezzo la loro arroganza, col blocco quasi totale delle principali attività delle spedizioni nazionali e internazionali!

Ora, trovandosi in estrema difficoltà, invocano il soccorso della Questura di Milano, la quale pur di obbedire tempestivamente agli ordini dei padroni, emette dei fogli di via sulla base di una presunta “pericolosità sociale” di 15 operai.

Neanche questa ennesima provocazione, degna di uno stato di polizia, servirà a fermare la lotta.
Gli scioperi e i presidi andranno avanti finchè non si troverà una soluzione accettabile e concreta al destino dei 280 di Piacenza, e finchè Fedex/TNT non si metteranno in testa che il sindacato con cui trattare lo scelgono i lavoratori e non i padroni!

Intanto domani saremo in piazza a Roma, decisi e compatti, per esigere dal governo Draghi l’apertura di un tavolo di crisi.

Avanti SI Cobas!

Ancora una dura repressione contro i lavoratori della logistica

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La Penny Market di Desenzano ha licenziato decine di lavoratori organizzati dal Si Cobas che si sono ribellati a turni massacranti e bassi salari. Ma non è bastato a fermare le lotte e a questo punto è intervenuta la Digos con i divieti di soggiorno a lavoratori e sindacalisti del Si Cobas.

1/07 Presidio SiCobas al MISE

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Corrispondenza radio con i sindacalisti del SiCobas durante il presidio tenutosi il 1 Luglio di fronte al MISE. Un presidio che vuole mettere il Ministro Di Maio di fronte alle proprie responsabilità. Basta promesse per i lavoratori, è ora di intervenire con misure concrete. Riportiamo il testo di convocazione della manifestazione.

Da Italpizza alla Finiper, da SGT a Mercatone Uno: ai licenziamenti di massa, ai ricatti e alle condotte antisindacali dei padroni, l’unica risposta dello Stato e del “governo del cambiamento” è la repressione e la criminalizzazione degli scioperi.

Da mesi chiediamo al Ministro Di Maio una presa di posizione chiara e atti concreti per far fronte all’ondata di crisi, chiusure e delocalizzazioni, dove migliaia di lavoratori in appalto, in subappalto e degli indotti vengono licenziati senza neanche poter accedere agli ammortizzatori sociali, e da mesi chiediamo l’apertura di un confronto col Ministero per allargare l’accesso al Reddito di cittadinanza e cambiare gli attuali criteri restrittivi e discriminatori.

Di fronte al silenzio delle Istituzioni, il SI Cobas scende in piazza e indice per lunedì 1 luglio un presidio al MISE nel quale ribadiremo con forza che le istanze dei lavoratori, dei licenziati e dei disoccupati vanno ascoltate ed esaminate, non represse!

Toccano uno – Toccano tutti!

Uniti si vince!

SI Cobas

https://www.facebook.com/events/203712903883772/


Licenziamenti, manganello e carcere contro chi sciopera.

Benevolenza, complicità e impunità per chi sfrutta, evade e delocalizza.

Adesso basta!

Di Maio si assuma le sue responsabilità.

Lunedì 1 luglio tutti a Roma!

S.I. Cobas