Con il compagno di Radio Africa parliamo delle prossime elezioni del 24 Febbraio in Senegal, della situazione economica e di vita nel paese.
Si passa poi alle elezioni in Niger e soprattutto agli accordi del 26 settembre 2017 di cooperazione tra Italia e Niger in realtà la sostanza di questo accordo non era mai stata resa pubblica. Il parlamento Italiano ha votato un testo che non sapeva di cosa parlassero questi accordi bilaterali, il testo di accordo si conosce solo ora in seguito a un ricorso al TAR. E' un accordo che comporta una serie di attività militari che servono a sostenere l'esercito nigerino che dovrebbe essere addestrato dai militari italiani con la scusa di contenere i flussi migratori. In realtà questo accordo nasconde un progetto di corsa agli armamenti e ad armare l'esercito nigerino e consolidare la presenza italiana nel paese.
In conclusione affrontiamo la questione del franco CFA, che simboleggia la sovranità monetaria effettiva e parliamo delle varie voci nelle piazze e sui social che domandona a fine del franco CFA.
la musica - lo ripetiamo sovente - non conosce frontiere, confini, 'razza'. la si può piegare all'utilizzo per fini "strumentali", ma la sua natura intima resta di emulazione, contaminazione, plagio, almeno così ci piace pensare. nasce nella risonanza di nervi e muscoli al ritmo, all'andatura. si può tracciare un itineraio assonante, che attaversa ogni angolo remoto del pianeta, senza incorrere in ostacoli frapposti. è tempo che l'umanità intera possa seguire il percorso che desidera.
la playlist
1. sonic youth - disconnection notice
2. ali farka tourè + ry cooder - sega + amandrai
3. imarhan - imuhagh + tumast
4. dissidenten - morock'n roll
5. goat - ghoatchild
6. tinariwen - tahalamot
7. melè (leo alarcon & ife franklin) - ife afro (playroom boston afrodrumz mix)
8. mamoutou dembélé - taro maro
9. sumé - kalaaliuvunga (i am a greenlander)
10. black heat - wanaoh
11. lcd soundsistem - movement
12. la luz - floating feature + cicada
13. the limiñanas - trois bancs
14. melvins - flamboyant duck
15. giant sand - down on town (love non answer)
16. underworld & iggy pop - bells & circles
17. a certain ratio - be what you wanna be
18. sleaford mods - dreg
19. the international noise conspiracy - under a communist moon
Con Radio Africa parliamo dei risultati delle elezioni in Congo e della vittoria di Félix Tshisekedi, della situazione in Zimbawbe a seguito dell'innalzamento del prezzo del carburante, inoltre un accenno agli investimenti delle banche, dello stato e aziende cinesi negli stati africani e gli assurdi accordi commerciali stipulati.
RadioAfrica racconta della rivolta del popolo sudanese contro il regime di Bashir, Manifestazioni che hanno avuto più di 800 arresti. Il regime è una eredità delle politiche coloniali inglesi che hanno sempre fomentato lo scontro tra il nord, musulmano e nordafricano e il sud, nero e animista.
Inoltre parliamo delle elezioni in Congo, ancora non si sa chi ha vinto. I movimenti giovanili hanno invitato il popolo congolese ha mantenere l'attenzione e scendere in piazza qualora l'attuale governo non pubblichi risultati veritieri e conformi all'affluenza alle urne. Il compagno ci parla anche della situazione economica e dello sfruttamento delle risorse minerarie nel paese
Con Radio Africa approfondiamo la situazione politica e economica del continente africano con particolare attenzione alle elezioni in Madagascar e agli effetti del colonialismo francese
Con un compagno parliamo della fallimentare conferenza che si è appena conclusa a Palermo sulla Libia. Poi si affrontano le elezioni che si svolgeranno in Congo a Dicembre, con uno sguardo sul Rwanda e Uganda, con la liberazione del musicista Bob Wine.
Cosa sta succedendo in Libia? Quali le forze in campo? Quali sono i legami con l'Italia?
Ne parliamo con una giornalista che conosce bene il contesto libico e con un compagno della redazione di radioafrica per spiegare quali sono le origini del colonialismo italiano in Libia soprattutto dell'Italia e degli interessi che tuttora lo Stato italiano ha nella regione.
Robert Mugabe, 93enne presidente dello Zimbabwe – il più anziano capo di Stato del mondo –, lascia il potere in Ximbabwe, dopo 37 anni di dominio, sfiduciato anche dal suo stesso partito.
Ne parliamo con un nostro redattore, autore di Radio Africa.