Parliamo delle pressioni degli Stati Uniti sul Sudan per normalizzare i rapporti con Israele,delle piazze che si infiammano sia in Sudan che in Nigeria e delle prossime elezioni del 31 ottobre in Costa d'Avorio che ripropongono lo spettro della guerra civile.
Con Federica Iezzi, medico e giornalista pubblicista, approfondiamo la diffusione del Covid-19 nel continente africano e i principali conflitti in atto nella regione Sub-Sahariana, soprattutto in Repubblica Democratica del Congo.
Nello spazio Radio Africa commentiamo le elezioni in Mozambico e Tunisia. Parliamo della condanna di ieri degli oppositori al terzo mandato di Alpha Condè, organizzatori delle manifestazioni che stanno mettendo in ginocchio la Guinea da una settimana.
Con Radio Africa affrontiamo alcuni nodi del continente africano, tra mobilitazioni di piazza accordi istituzionali e future elezioni Analizziamo in particolare la situazione in Algeria, Sudan, Mozambico, Guinea equatoriale,Uganda e Congo.
Con Radio Africa parliamo della situazione in Etiopia e del tentativo del colpo di stato, iniziato il 21 giugno in cui c'è stato un tentativo da parte di alcuni militari di impossessarsi di alcuni luoghi strategici, tentativo respinto ma sono stati uccisi il presidente della regione e il suo consigliere. Questo colpo di stato riguarda l'intero paese sintomo delle divisioni etniche e della rottura di certi equilibri.
Il paese ad oltre un anno dall’elezione di Abiy Ahmed, si trova di fronte ad una crisi politica profonda. Ahmed si era presentato come rinnovatore del paese, però di fatto comincia a perdere credibilità; anche se all'estero è molto seguito e considerato un giovane leader riformatore dell'Africa moderna. In realtà l'obiettivo era quello di normalizzare il paese per poi sfruttare le risorse materiali del sottosuolo dell'Etiopia quindi serviva la pace con l'Eritrea (il secondo patto di pace siglato a settembre 2018).
Con Radio Africa si analizza l’accordo AfCFTA, African Continental Free Trade Area Agreement. Un patto che impegna i Paesi firmatari a eliminare i dazi alle importazioni e le barriere tariffarie sul 90% delle merci negli scambi tra i paesi africani. Il restante 10% di dazi sui “prodotti sensibili” verrà eliminato in una fase successiva. L’intesa è stata firmata dai capi di stato e di governo di 44 Paesi, sui 55 che compongono il continente e fanno parte dell’Unione africana. Mancano all’appello - per ora - nazioni importanti come Burundi, Uganda, Benin, Namibia, Eritrea, Sierra Leone e soprattutto Nigeria e Sudafrica.
Mali: sabato 23/03 massacro in un villaggio di una zona centrale del paese, uccise dalle milizie Dogon e Bambara più di 160 persone del popolo Peul.Le milizie assunte in funzione anti-jihādista sono diventate bande incontrollate che compiono massacri della popolazione. Il governo ha ordinato lo scioglimento della milizia, in questa situazione si mescolano anche la mancanza delle risorse e la mancanza e la debolezza di un governo.
Zimbabwe e Mozambico: Catastrafo causata dal ciclone IDAI ha causato più di 300 morti e devastato paesi che hanno infrastrutture assolutamente deboli.