- Corrispondenza Rete “non sta andando tutto bene”, Brescia. Presidio del 10 Aprile all’ HUB di via Morelli, Brescia, nell’ambito della campagna “Nessun profitto sulla pandemia” (DIrittoAllaCura)
- Corrispondenza con la Calabria, femin cosentine in lotta, mobilitazioni nella direzione dell azienda ospedaliera di Cosenza
- Intervento su Villa Tiburtina, valutazione iniziativa del 7 aprile, prossimi passaggi della campagna
- corrispondenza con la comunità educante centocelle, nuova iniziativa di piazza lunedì 19 aprile davanti l’Ufficio Scolastico provinciale.
Presidio questa mattina di fronte al ministero della salute per denunciare lo stato drammatico della sanità in Calabria. Di seguito il comunicato che indice la manifestazione.
Continuano ad essere preoccupanti le notizie che arrivano dalla Calabria. Nonostante il numero di contagi sia ristretto rispetto ad altri territori del paese, le difficoltà di curare i malati di Covid ma anche i malati in generale, aumentano. Undici anni di commissariamento della sanità pubblica in Calabria hanno lasciato delle conseguenze pesantissime e nonostante i proclami, dopo un anno e mezzo dalla scoppio della pandemia, niente è cambiato. La soluzione è semplice: smettere di dare in mano ai privati la gestione della sanità pubblica, riaprire gli ospedali che sono stati chiusi e sbloccare il turn over assumendo medici e infermieri.
Chiamiamo tutti gli studenti e le studentesse, i lavoratori e le lavoratrici fuori sede ad unirsi a noi in un presidio difronte al Ministero della Salute per supportare le mobilitazioni che si svolgeranno in Calabria. Questo appello arriva dai nostri genitori, dai nostri fratelli e sorelle, dai nostri nonni e dalle nostre nonne, dai nostri amici e dalle nostre amiche perché nessuno/a sia più costretto, come abbiamo fatto noi, ad emigrare perché non abbiamo scelta; perché nessuno/a sia più messo/a nella condizione di ospitare i propri parenti per curarsi nelle strutture ospedaliere già sature del Lazio; perché nessuno sia più costretto/a ad affrontare il calvario della malattia a centinaia di chilometri dalla propria abitazione; perchè nessuno sia più costretto ad essere un cittadino di serie b in questo paese.
Chiediamo che il Ministro della Salute, Roberto Speranza, prenda immediatamente provvedimenti in merito e che le soluzioni siano strutturali, che possano essere apripista per una risoluzione complessiva del problema sanitario non solo in Calabria ma in tutta Italia.
Corrispondenza dalla Calabria sulle lotte nei territori dall'ospedale di Cariati a tutta la regione.
Collegamento con Torino con il collettivo che ha lanciato la campagna per la riapertura dell'ospedale Maria Adelaide
Aggiornamento della lotta del Comitato Romano AEC in occasione del volantinaggio di solidarietà con le lavoratrici AEC sospese dalla scuola Rodari per aver partecipato ad una assemblea sindacale.
Ultima corrispondenza con "uniti per la sanità pubblica - Coordinamento Velletri" per aggiornamenti e lanciare il presidio volantinaggio di sabato 12 dicembre a Velletri, ore 10:30 Piazza Cairoli
Conclusione con la rubrica "cronache in corsia", interviste agli operatori sanitari.
Con un compagno di Radio Ciroma facciamo il punto sulla situazione in Calabria partendo dal febbrille susseguirsi dei vari commissari nominati in questi giorni per allargare il quadro alle contraddizioni del sistema sanitario calabrese pre-esistenti al Covid. Perché una regione con un numero bassissimo di morti e contagiati sia finita fra le zone rosse stabilite dal governo per limitare la diffusione della pandemia da coronavirus?
Una trasmissione tutta sulle elezioni in Emilia e Campania... Tra Contraddizioni e interventi celestiali, citofoni e telefonate da altre dimensioni...Divine!!!!
Nella mattina di venerdì un gruppo di lavoratori delle campagne è andato a far visita al sindaco di San Ferdinando per pretendere soluzioni immediate invece di violenze e repressione.
Durante l'incontro il sindaco ha preferito imporre la mediazione della CGIL, piuttosto che dare ascolto alle persone che vivono sulla propria pelle la segregazione in un campo di stato fatto di tende, con l'impossibilità di accedere all'acqua potabile, riunirsi liberamente in assemblea, cucinarsi autonomamente un pasto, scegliere quando uscire o quando rientrare. Tutto questo avviene tra i continui abusi sul rilascio delle residenze e in un clima di violenze razziste nelle strade e incursioni della polizia nel campo.
Il sindacato è stato costretto a lasciare gli uffici del comune perché i lavoratori hanno scelto di non delegare a nessuno le loro rivendicazioni.
La corrispondenza con un compagno che vive nella tendopoli si apre con un saluto solidale nei confronti dei lavoratori colpiti dalla repressione a Saluzzo.
Da Peschici a Policoro, da Soverato a Catania il ministro dell'Interno ha raccolto una buona dose di fischi e pernacchie. E c'è pure chi gli ha "tolto la parola" spegnendo semplicemente l'amplificazione. Ce lo racconta un compagno di Cosenza.