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Gli archivi dei movimenti: tra memoria e conflitti

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Giovedì 4 aprile, ore 16,30: Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia (Città Universitaria):

GLI ARCHIVI DEI MOVIMENTI – tra memoria e conflitti

Presentiamo insieme a un compagno in studio l'iniziativa che vedrà coinvolte anche altre realtà archivistiche di movimento.

Per scrivere all'Archivio dei movimenti di Roma contattare archivimovimentiroma@autistici.org o passare presso la sede di via Torpignattara 124 (giovedì pomeriggio, accordarsi via mail).

Profilo Twitter ---> https://twitter.com/ArchivioRoma
Pagina FAcebook ---> https://www.facebook.com/archiviomovimentiroma/

Nel secondo audio, Vincenzo Miliucci presenta la campagna di crowdfunding (per sostenere clicca qui) degli Archivi dei movimenti.

 

Movimento dell'Onda: come raccontarlo?

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Come raccontare l'Onda studentesca? 

L’intento di questa call for contributions è quello di riunire un gruppo di persone interessate a costruire un dialogo sull’Onda studentesca e sul suo racconto per il SIMposio di storia della conflittualità sociale, organizzato dall’associazione Storie in movimento (SIM), che si terrà tra il 25 e il 28 luglio 2019 presso l’isola Polvese (lago Trasimeno, Perugia).

Per questo invitiamo tutte le interessate e tutti gli interessati a proporre per il dialogo del SIMposio 2019 una riflessione o uno spunto di dibattito o a condividere materiale scritto, fotografico (che potrà essere esposto) o audiovisivo (che potrà essere proiettato) a contattarci all’indirizzo ilenia.rossini1985 [@] gmail.com entro il 3 marzo 2019

Maggiori info qui.
Nella foto: un book bloc il 14 dicembre 2010 a Roma.

Archivio dei movimenti

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Durata 12m 12s

Vincenzo Miliucci presenta l'appuntamento di giovedì 11 ottobre(ore 18.00) nell'ambito di Logos - Festa della parola:

Archivio dei Movimenti. Mostra di manifesti storici: le tappe del percorso rivoluzionario in Italia.
Incontro con Emmanuel Betta  (docente di storia contemporanea, La Sapienza), Tano d’Amico (fotografo militante), Vincenzo Miliucci e Mauro Gattei.

"San Basilio, storie de Roma", in memoria di Fabrizio Ceruso

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In occasione del 44° anniversario dalla morte di Fabrizio Ceruso, pubblichiamo online (sotto il link) il documentario sulla storia del quartiere e la Battaglia del settembre 1974.

Dopo 3 anni di ricerca storica dal basso e più di 30 presentazioni in giro per l'Italia e non solo, riteniamo indispensabile che questo lavoro su cui abbiamo investito molte energie diventi patrimonio fruibile da tutti e tutte.

Per maggiori info sul progetto e il documentario: www.progettosanbasilio.org

Link al documentario: https://www.youtube.com/watch?v=fmcTQm47w5A
Link al trailer: https://www.youtube.com/watch?v=vikXxZQD94Y&t=14s

25 aprile al Pigneto: una giornata di festa antifascista!

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Al Pigneto-Prenestino, quadrante est di Roma, l'appuntamento per festeggiare il 25 aprile è in piazza Persiani Nuccitelli: alle 10, una pedalata raggiungerà il corteo antifascista; poi alle 12, avrà inizio una giornata di “autogestione e autodeterminazione contro ogni sfruttamento, fascismo e razzismo” (programma completo qui: https://www.facebook.com/events/430774437100673/)

Tantissime le attività in programma: oltre a perfomarce teatrali e circensi e a presentazioni e dibattiti, alle ore 16 è previsto il percorso Storico della Liberazione: “PIGNETO '44 - RIBELLI!” con la partecipazione di storici e protagonisti. Durante il pomeriggio tornei di calcio a 5, ping pong e biliardino, dalle 20 concerti.

Durante tutta la giornata si mangia e si beve in piazza, con prodotti da agricoltura e allevamento naturale e a km zero.

La giornata vedrà anche l'inaugurazione di tre lapidi a ricordo di tre donne partigiane.

 

Alessandra, compagna del quartiere Pigneto, ci presenta le iniziative e ci fa un quadro generale della memoria antifascista del quartiere. Dalla Resistenza di ieri all'antifascismo di oggi.

La Parentesi del 23/3/2016 "24 Marzo"

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https://coordinamenta.noblogs.org/post/2016/03/24/la-parentesi-di-elisa…

 

“24 Marzo”

Immagine rimossa. Il 24 marzo 1999 è una data da non dimenticare. E’ la data in cui  l ‘Alleanza Atlantica, guidata dagli Stati Uniti, Bill Clinton presidente e Madeleine Albright Segretario di Stato, senza alcun mandato delle Nazioni Unite, avviava la campagna militare “Allied Force”, che, avrebbe determinato in breve tempo il completo collasso della Repubblica Federale della Jugoslavia. La lunga strada verso Damasco è cominciata da Belgrado. Questo è stato possibile perché in Europa erano al governo i socialdemocratici, comunque si chiamassero, in Germania era Cancelliere Gerhard Schroder dell’SPD, in Francia  primo ministro Lionel Jospin del Partito Socialista ,in Inghilterra  primo ministro Tony Blair del Partito Laburista e in Italia primo ministro D’Alema, con il PdCI che faceva parte dell’esecutivo, e segretario generale della Nato era un alto dirigente del PSOE ,Javier Solana.

Il neoliberismo, per potersi realizzare, ha potuto utilizzare e ha potuto contare sulla socialdemocrazia che, diventata destra moderna, ha trasformato i partiti locali in agenzie territoriali delle multinazionali e i suoi dirigenti in funzionari delle stesse.

Ed abbiamo assistito al ritorno della guerra in Europa, sia pure in forma di aggressione unidirezionale.

Il secondo governo D’Alema fu costituito proprio per poter aderire e partecipare all’aggressione alla Jugoslavia. Furono imbarcati anche noti fascisti e il PdCI era nell’esecutivo con il suo segretario ministro della giustizia. Non passando attraverso l’autorizzazione del Parlamento e violando gravemente l’articolo 11 della Costituzione, l’Italia partecipò ad una campagna di aggressione militare condotta unicamente dal cielo, costellata di bombardamenti che non risparmiarono le strutture civili come case, ospedali, scuole, fabbriche. Fu bombardata la sede della televisione jugoslava e la sede dell’ambasciata cinese a Belgrado. Ogni crimine venne perpetrato. Furono usate anche bombe all’uranio impoverito.

Il governo rimase indifferente a milioni di italiani/e che scendevano in piazza contro la guerra. Le scritte sui muri che denunciavano la responsabilità del governo D’Alema e l’aggressione venivano sollecitamente cancellate dai sindaci del PD che mobilitavano le squadre per il decoro urbano.

Ancora oggi non sappiamo quanti operai siano morti sotto le macerie dei bombardamenti delle fabbriche. Quanti i civili uccisi. Ma sappiamo con certezza che ancora adesso nei territori dell’ormai ex Jugoslavia si muore per effetto delle conseguenze dell’uranio impoverito, che anche militari italiani sono morti per questo e che le acque del mare Adriatico sono inquinate pesantemente, come del resto le acque del Mediterraneo, perché gli aerei che hanno partecipato all’aggressione alla Jugoslavia come del resto anche a quella libica, avevano l’ordine di sganciare in mare nel viaggio di ritorno gli ordigni inutilizzati, con buona pace dei Verdi sponsor di tutte le aggressioni Nato.

Vi furono molti esposti a molte Procure, tutti respinti o fatti decadere, mentre centinaia di militanti e pacifisti/e furono denunciati, processati e condannati.

La data del 24 marzo, quindi, è tanto più importante oggi che gli Stati Uniti spingono perché l’Italia si imbarchi in un’avventura neocoloniale in Libia. Sarà un caso, ma gli stessi circoli del PD che allora promossero l’aggressione alla Jugoslavia oggi escono dal loro letargo e spingono per l’avventura libica.

Senza giri di parole, stiamo parlando di Massimo D’Alema. E chi l’appoggia se non Giorgio Napolitano che fu lo sponsor principale dell’aggressione alla Libia del 2011? Potremmo definirlo un teatro dell’assurdo se le vicende non fossero così tragiche: coloro che sono stati la causa principale della rovina della Libia oggi si trovano in prima fila per spingere l’Italia a ritornare da colonizzatrice in quello sventurato paese.

Il PD è un partito guerrafondaio nella misura in cui tutela gli interessi delle multinazionali e in particolare di quelle anglo-americane.

Attualmente, le mobilitazioni che pure sono state indette contro le nuove avventure militariste hanno avuto poco seguito, checché ne dicano gli organizzatori. Ma questi ultimi dovrebbero fare autocritica per il silenzio, quando non per l’assenso alle precedenti avventure neocoloniali. Come possono avere fortuna mobilitazioni che sono promosse con sigle e figure screditate per aver partecipato alle precedenti aggressioni ed aver votato i crediti di guerra? Ora che sono all’opposizione vorrebbero cavalcare i sentimenti pacifisti, ma nessuno dà loro più credito. Hanno fatto da cassa di risonanza a tutte le più grossolane bugie dette dalla NATO, da massacri di massa mai esistiti e ricostruiti attraverso false testimonianze e riprese e foto manipolate a rivoluzioni colorate e a primavere arabe, usando parole come “tiranno” o “novello Hitler” come un marchio itinerante per far fuori tutti i politici asimmetrici agli interessi americani, avallando il TPI, tribunale penale internazionale che non è altro che un braccio del Dipartimento di Stato americano.

Ricordare il 24 marzo serve per poter ricominciare perché i 600 raid aerei giornalieri fatti contro la Jugoslavia non solo hanno raso al suolo quel territorio ma hanno anche distrutto la credibilità del termine “sinistra” di cui la socialdemocrazia ha fatto strame.

 

Adelmo Cervi ospite di Radio Onda Rossa

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Durata 44m 57s

Lunga conversazione con Adelmo Cervi, il figlio di uno dei sette fratelli (Aldo) sterminati dai fascisti e autore del libro "Io che conosco il tuo cuore", scritto assieme a Giovanni Zucca.

La storia dei sette fratelli Cervi è nota ed è stata raccontata, fra gli altri, dal padre Alcide Cervi (I miei sette figli, Einaudi, Torino 1955) e da un film (I sette fratelli Cervi, regia di Gianni Puccini, 1968).

 

Con Adelmo affrontiamo dai nostri microfoni diversi temi: la storia dei suoi parenti, l'attualità dell'antifascismo, il rapporto tra i giovani e la memoria antifascista e le iniziative ad Ostia a cui Adelmo ha preso parte in questi giorni.

 

 

L'appuntamento è per giovedì 24 febbraio - alle 17,30 - presso Figoli Bistrot (via Isole del Capoverde 34 - Ostia) dove Adelmo Cervi incontrerà il pubblico per presentare il suo libro e raccontare la storia dei suoi parenti.

 

Durata: 45 minuti.

Trasmissione del 3/2/2016 "L'uso della memoria"

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“L'uso della memoria”

"Dal giorno della memoria ai Cie, dall’antifascismo alle desaparecide./Stato sociale/Incontro con Silvia Nati e Roberta Fornier: Argentina. 1976-1983. 30.000 desaparecidos. La Storia vera di una di loro. Identità imposta, identità personale, identità acquisita. Identità di un popolo."

 

 

 

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Desaparecidos: scomparsi.
Durante gli anni ’70 in Argentina, una delle dittature più violente del “secolo breve” decide di cancellare in maniera sistematica e perversa un’intera generazione.
30.000 desaparecidos. Tra di loro anche 500 neonati. La maggior parte nati nei centri clandestini di detenzione, ultimo tetto delle loro madri, e dati in adozione a famiglie di militari cancellandone completamente l’identità, le tracce dei loro legami precedenti. Questo perché non si corresse il rischio che diventassero come coloro che li avevano generati: persone libere, pronte a creare una società libera.
Ad oggi sono appena 119, 119 su 500, i bambini ritrovati grazie all’ostinato e infaticabile lavoro delle Abuelas de Plaza de Mayo. Sono uomini e donne che hanno vissuto vite diverse da quelle a cui erano destinate.
Questo spettacolo racconta la Storia vera di una di loro.
Un giorno, un giorno qualsiasi, le rivelano che non è la persona che ha sempre pensato di essere. Scopre, da adulta, che i suoi genitori non sono quelli che ha sempre chiamato “papà e mamma”, che il suo sangue ha il colore della rivolta e della desapareción, che nulla di ciò che sa di se stessa corrisponde alla verità….nemmeno il suo anno di nascita.
Cosa può fare un essere umano che si specchia senza più sapere chi è? Come accettare una nuova identità, un nuovo nome?
Un doloroso percorso di consapevolezza dove lo scontro, il dubbio, l’impotenza e la ribellione si accavallano. Ricomporre se stessi, essere come un puzzle cui mancano sempre delle tessere. Ricostruirsi nonostante i pezzi mancanti….
Identità imposta, identità personale, identità acquisita. Identità di un popolo.

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Trasmissione del 27/1/2016 "La scuola azienda: da Mc Donald's alle tette""

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“La scuola azienda: da McDonald’s alle tette”

 

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“L’uso sterilizzato della memoria/Attualità femminista: La scuola azienda/collegamento con una compagna da Londra/DAVOS/Note di politica trans, ovvero l’importanza di avere delle priorità”

 

“La prima scelta che il capitale fa è di dare o di non dare comunicazione di un evento. E, in questo, ci agevola il compito perché ci dice dove quell’evento è collocato. Successivamente  avvelena l’informazione con la simulazione e la manipolazione. Ed ancora, con la selezione di tutti i testi e con la conseguente rimozione di quelli che entrano in contraddizione antagonistica con l’ideologia ufficiale.

E’ la trasformazione dei fatti accompagnata dalla selezione, per cui certi elementi vengono tradotti in testo ed altri, tramite la voluta dimenticanza, dichiarati inesistenti.”

 

.L’usura del tempo non c’entra con il fatto che una catena di eventi venga ad essere rimossa dalla memoria collettiva. La causa i i processi di dimenticanza e di oblio sono voluti e perseguiti attraverso la falsificazione della memoria storica,la produzione di ricordi sostitutivi, di codificazioni fuorvianti e fraudolente…In luogo del non far sapere si sceglie di far sapere ciò che legittima il potere e,pertanto, funziona come strategia di controllo sociale” ATTI/Memoria collettiva, Memoria femminista 2012 .

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