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KURDISTAN – Presidio a Roma – Piazza Montecitorio

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UIKI-Onlus, ReteKurdistan.Italia e il Centro Socio Culturale ARARAT organizzano per il giorno 2 Aprile un presidio a Roma, in Piazza Montecitorio, per segnalare la condizione delle Kurde e dei Kurdi che stanno praticando lo sciopero della fame, come protesta per lo stato dei prigionieri politici.

Presidio a Montecitorio contro la strage a Gaza

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Nella prima corrispondenza sentiamo una compagna che ci ricorda del presidio a Montecitorio per fermare la strage di palestinesi che Israele sta portando avanti in questi giorni e da anni.

Nella seconda ascoltiamo una voce dalla piazza.

Di seguito l'appello:


APPELLO DELLA RETE ROMANA DI SOLIDARIETÀ AL POPOLO PALESTINESE

CONTRO L’ENNESIMA STRAGE DI PALESTINESI PERPETRATA A GAZA DA ISRALE
DOMANI 15 MAGGIO, ALE ORE 17.30, MANIFESTAZIONE IN PIAZZA MONTECITORIO

Oggi 14 maggio, mentre Israele e Stati Uniti festeggiavano il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, a Gaza le forze israeliane, seminavano la morte tra le centinaia di migliaia di Palestinesi, tra cui molti anziani, donne e bambini, che pacificamente protestavano per il diritto al ritorno, per la fine dell’assedio e contro il trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme.
Quando gruppi di manifestanti si sono avvicinati alla recinzione, armati solo di aquiloni e pneumatici, I soldati israeliani, l’artiglieria e i droni hanno cominciato a sparare pesantemente e senza interruzione non solo contro di loro, ma anche contro la folla che si trovava lontana dalla barriera, facendo una strage. Sul terreno sono rimasti 55 civili palestinesi uccisi, tra cui 6 minorenni e un disabile su sedia rotelle, oltre 2.700 feriti, tra cui 203 bambini, 78 donne, 8 giornalisti e 11 paramedici. Almeno 150 i feriti gravi, perché il fuoco israeliano ha voluto colpire testa, collo e torace. (Ministero della Salute)
Ospedali da campo, ambulanze, personale medico e sanitario sono stati deliberatamente presi di mira impedendo loro di avvicinarsi ai feriti. Gli ospedali, già provati dall’assedio, dalle guerre precedenti e dal carico di feriti delle ultime settimane, oltre 8000, sono al collasso e non riescono più a far fronte alle nuove necessità.
La responsabilità prima di questi crimini contro l’umanità è di Israele e degli Stati Uniti, che ne sono lo sponsor principale, ma anche dell’Unione Europea e di ciascuno dei suoi paesi che continuano a garantire l’impunità di Israele, nonostante le sterili condanne.
E’ inaccettabile il silenzio dei nostri politici di fronte ai continui massacri perpetrati da Israele.
Israele va fermato: lo dobbiamo ai palestinesi che continuano a morire.
Domani sarà il giorno della Nakba, che ricorda quando, 70 anni fa, decine di migliaia di Palestinesi vennero uccisi e oltre 800.000 furono costretti a lasciare la loro terra e le loro case. Sulle rovine della Palestina sorse Israele che domani, 15 maggio, festeggerà la sua nascita. Sarà anche il giorno in cui inizia il mese di Ramadan, sacro ai Musulmani: di fronte all’accavallarsi di queste ricorrenze cariche di dolore e sofferenza la frustrazione, la rabbia e le proteste dei Palestinesi non cesseranno.
Chiediamo alle associazioni e a tutte le persone di coscienza che hanno a cuore la libertà, la giustizia e la sorte dei popoli oppressi di trovarsi oggi alle 17.30 davanti a Montecitorio, per chiedere con forza il rispetto e l’applicazione delle innumerevoli risoluzioni ONU di condanna di Israele, perché si ponga finalmente fine alla sua impunità, perché cessino l’occupazione e l’assedio di Gaza, perché a tutti i Palestinesi siano garantiti uguali diritti, perché sia riconosciuto il diritto al ritorno.

Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

La giornata a Montecitorio: voci dalla piazza

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Nel giorno della "verifica" parlamentare della maggioranza di governo, la piazza di Montecitorio è tornata ad affollarsi dei precari della scuola, della pubblica amministrazione, dei soggetti che compongono il movimento per il diritto all'abitare. Quando il premier ha preso la parola in aula è scattata la sfiducia della piazza, con slogan e qualche ortaggio volato verso il Palazzo. Immediata la reazione della polizia che ha caricato la folla, poi riorganizzatasi per un corteo che si è diretto verso il Ministero della Fuzione Pubblica.

Doppia corrispondenza: Val di Susa e Cariche a Montecitorio

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Durata 15m 9s

In Val di Susa continua il presidio dei NoTav, in attesa della scadenza della proroga relativa alla concessione dei fondi europei per la realizzazione dell'inutile grande opera. La corrsipondenza è interrotta dalla telefonata arrivata dalla piazza Montecitorio, dove la polizia stava caricando la manifestazione di assedio al Parlamento organizzata dai precari della scuola nelle giornate dell' "indignazione precaria".