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Tracciamento all'italiana

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Oggi parliamo della notizia del momento: la nuova app di tracciamento che si userà in italia. O per lo meno ci proviamo, data la scarsità di  informazioni conclusive e tanta confusione sull'argomento. Cerchiamo di  ricostruire come dovrebbe funzionare l'app in questione mettendone in  risalto alcune possibili criticità, come il meccanismo con cui avviene la  notifica a chi è entrato in contatto con un positivo, la quantità di  informazioni che stanno sul server centrale (e la sua proprietà) e l'effettiva livello di apertura del codice che è stato promesso.
Il modello di gestione promesso all'inizio (ben spiegato da questo fumetto in inglese ) potrebbe cedere il passo ad un meccanismo molto più invasivo, anonimizzato solo in maniera apparente, e con una gestione di dati da parte di un'autorità centrale molto più estesa.
Discutiamo anche della effettiva volontarietà dell'uso dell'app, che anche  se sarebbe formalmente volontaria, rischia di diventare  praticamente obbligatoria, ed è improbabile possa raggiungere le  percentuali di copertura auspicate se non con qualche forma di incentivo o coercizione. Sembra concreto, quindi, il rischio che senza questa app alcune attività possano essere precluse.
Diamo poi un'occhiata a cosa succede negli altri paesi, nella maggior  parte dei quali il rispetto della privacy non è proprio menzionato, e  trattamento e sorveglianza sembrano gli obiettivi principali. Tra l'altro in  molti casi con scarso successo (scarsa copertura) in assenza di obblighi  all'uso di questi strumenti.
Non sembra rassicurante nemmeno la promessa che tutto dovrebbe essere open source: infatti anche se dicono che è tutto pronto, il codice non si è ancora visto.
 
Per la rubrica "cosa fanno gli hacker in quarantena" parliamo con una compagna di Hacklabbo e mandiamo un contributo da IFDO.

Più che intercettare: scoperto un altro malware "italiano"

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Scoperto un malware - con ogni probabilità sviluppato in Italia - nel "Play store" di Google. Secondo stime ufficiali ha infettato qualche centinaio di persone, ma è difficile verificare questi numeri. Ascoltiamo un interessante intervista fatta a nex da stakkastakka, trasmissione di approfondimento sulla tecnologia di radio blackout, quindi facciamo qualche commento.

Letture suggerite:

La materialità del digitale: il design

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Durata 1h 38m 52s

Apriamo un ciclo di puntate per parlare della materialità del digitale: ovvero del perché non accettiamo la semplificazione che "il digitale inquina meno della carta".

Facciamo un'analisi dell'impatto ambientale delle tecnologie, dall'estrazione fino al fine vita. Utilizzando la metodologia della LCA (analisi del ciclo di vita) discutiamo i modelli di produzione della merce tecnologica.

Qual è quindi l'impatto delle legislazioni "ambientaliste" della UE? Muovendosi all'interno del mercato capitalista, esse non riescono ad arginare la tendenza verso tecnologie potenti, miniaturizzate e a basso costo: esattamente le condizioni che implicano altissimi costi sociali e ambientali.

In questa prima puntata discutiamo del design (marketing) del prodotto, mostrando come questo incide su tutte le fasi successive. Nelle prossime parleremo di:

  • reperimento delle materie prime
  • produzione e lavoro
  • smaltimento e fine vita

Buon ascolto!

Il web più piccolo del mondo!

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Durata 1h 26m 43s

App o applicazioni? Qual è la differenza?

Facciamo un excursus sulle app dalle loro caratteristiche tecniche al loro impatto culturale. Vediamo come è fatta una app, come si integra sul sistema su cui la installiamo, e come viene utilizzata. Una delle caratteristiche fondamentali della app è il suo essere "isolata" rispetto all'ambiente circostante. Pur essendo questo un dettaglio  tecnico, si riflette anche sul modo in cui le app vengono create, percepite e utilizzate. L'ecosistema delle app punta quindi ad una forte fidelizzazione (attiva e passiva) e alla massima integrazione del software con singole fonti di contenuti.

È inevitabile? Mostriamo qualche esempio di app (in senso tecnico) che non seguono il "modello ad app" di integrazione verticale diffusosi negli ultimi anni.

Società artificiale

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Nella puntata del 21 ottobre 2018 ricorre il 19esimo compleanno di Tarantula Rubra per Radio Onda Rossa!

La puntata apre una serie di puntate sulla comunicazione digitale iniziando col testo La società artificiale di Renato Curcio, edito da Sensibili alle Foglie.

Si inizia col parlare dei nuovi strumenti digitali, in particolar modo degli smartphone utilizzati da oltre 3 miliardi e mezzo di persone, i quali non solo rovesciano la dominanza nella relazione tra umani e strumenti, ma che attraverso i loro sensori contribuiscono alla creazione di una nuova fonte di autorità: il "dataismo".

Oggi abbiamo ascoltato brani di Andrea Parodi & Al Di Meola, Matteo Salvatore, Alfio Antico, Arakne Mediterranea, Agorà, Tarantula Rubra Ensemble & Gabin Dabiré, Khiyo, Mercan Dede, Varttina, Les Anarchistes

Sottofondi di Walter Maioli con Synaulia

A risentirci presto!!

Saluti e libertà a tutt@.

www.tarantularubra.it

www.wearethechildren.it

https://www.ondarossa.info/trx/tarantula%20rubra