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Turchia

Turchia: Erdogan rieletto, curdi in parlamento. Commenti sulle elezioni

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Si sono chiuse le elezioni anticipate chieste dal sultano Erdogan: i cittadini e le cittadine sono state chiamate a votare per il Parlamento e per la presidenza della Repubblica. La Turchia non cambia e Erdogan è sempre più il padrone di un paese sempre più nazionalista e autoritario, dato che ha superato il 50 per cento dei voti.

Il clima durante le operazioni di voto è stato teso, come ci raccontano i nostri corrispondenti, con brogli, intimidazioni e violenze nei seggi.

Il Partito Democratico dei Popoli (Hdp) è riuscito, nonostante l'alto sbarramento, ad entrare nel Parlamento  turco (deputati). Affluenza: circa 85%.

La prima corrispondenza è con Bluto, che ultimamente ha scritto anche a proposito  delle truppe italiane in Siria (leggi qui).

Nella seconda corrispondenza, Murat Cinar - giornalista turco - ci fa un'ampia analisi del voto e delle prospettive politico-elettorali.

 

 

Concentramento a Roma in solidarietà con Afrin

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Collegamento con un compagno della rete Kurdistan Roma dal presidio in solidarietà con Afrin, dopo le notizie della mattina dell'entrata dell'esercito turco nella città.

Nel secondo audio un collegamento con una compagna della Rete Kurdistan che ci aggiorna su la situazione ad Afrin.

Terzo collegamento con il presidio alla stazione Termini a Roma

Nel quarto audio un compagno della rete di solidarietà Torino Per Afrin ci dà un quadro delle iniziative di solidarietà e delle azioni in città in sostegno alle popolazioni del Rojava e della resistenza di Afrin

Nell'ultimo audio con la manifestazione di Roma ricordiamo le prossime iniziative di solidarietà e l'appuntamento per il Newroz ad Ararat

 

Il risiko del Medio Oriente: un'analisi con Alberto Negri

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Torniamo a dialogare con Alberto Negri (domenica lo avevamo sentito e puoi riascoltarlo qui), già corrispondente di guerra per il "Sole24Ore" e membro dell'ISPI

Oltre al ruolo della Turchia del neo-sultano Erdogan, analizziamo il ruolo di Israele e di come lo Stato ebraico sia trattato dalla stampa italiana. Nella stampa, nonché nelle radio/televisioni, il filo-sionismo è trasversale, se escludiamo il manifesto. Come parlare allora realisticamente del ruolo di Israele nello scacchiere mediorientale.